venerdì 29 dicembre 2017

Le dimissioni dell'assessore all'agricoltura all'indomani del diniego del Tribunale al dissequestro della Villa Comunale


Come cittadina attiva e firmataria dell'esposto alla Procura di Benevento relativo alla Villa Comunale, prendo atto del fatto che il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso del Comune di San Giorgio del Sannio per il dissequestro della suddetta Villa .
E' sicuramente l'atto che mi aspettavo e che considero più idoneo al completamento dell'iter giudiziario per l'accertamento definitivo di quanto accaduto e per la definizione delle responsabilità.
Prendo atto, inoltre, delle dimissioni del Consigliere delegato all'agricoltura, Nicola De Ieso, peraltro da me richieste in più occasioni, che, chissà se per un puro caso, sono state comunicate proprio oggi. 
A questo proposito, non si può non considerare che l'ormai ex consigliere delegato De Ieso aveva originariamente dichiarato alla stampa che nella villa era stato usato diserbante chimico all'insaputa dell'Amministrazione, salvo poi essere smentito dall'Ufficio Tecnico Comunale che si è poi assunto la responsabilità del diserbo con il DICOPHAR.
Nel frattempo, in attesa della pubblicazione delle motivazioni del Tribunale, il gruppo di lavoro del Meetup Amici di Beppe Grillo continuerà l'approfondimento di tutti gli aspetti di natura scientifica e tecnico-amministrativa e terrà alta l'attenzione della comunità sulla questione.

Elvira Santaniello

Respinto il Ricorso del Comune per il dissequestro della Villa Comunale!

IL TRIBUNALE DEL RIESAME DI BENEVENTO HA RESPINTO LA RICHIESTA DEL COMUNE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO PER IL DISSEQUESTRO DELLA VILLA COMUNALE E L'IMMEDIATA BONIFICA.
Ormai pare evidente anche ai meno informati che il Comune di San Giorgio abbia voluto provare anche la mossa di ricostruirsi una verginità istituzionale attraverso la richiesta di riavere nella propria disponibilità l'area per poterla bonificare...
MA CON QUALI SOLDI DI GRAZIA???
Ma non era stato il Sindaco stesso, in un comunicato stampa del 7 dicembre scorso, a dire che bisognava predisporre un piano di bonifica e chiedere alla Regione Campania di finanziarlo? 
Come mai tutta sta fretta?
E senza che siano state completate le analisi poi....

Attendiamo le motivazioni del diniego per ulteriori commenti

Acquedotto Pugliese prepara le basi per la multiutility!!!



Acquedotto pugliese passa alla fase 2 entrando con la sua controllata ASECO, che già gestisce la stazione di compostaggio dei fanghi di Ginosa, nell'ambito dei rifiuti!!!
Dal 22 dicembre, infatti, la ASECO controlla, su ordinanza di Emiliano, l'impianto SIA di Cerignola, mettendo il primo mattone per la multiutility che ha in programma di creare Emiliano!!!

#nonditemichenonvelavevodetto

Banca Europea degli Investimenti eroga ad AQP un finanziamento di 200 milioni di euro

Subito dopo l'impegno del governo a creare l'Acquedotto Meridionale, arriva oggi l'annuncio della Banca Europea d'Investimenti di un finanziamento di 200 milioni di euro per le infrastrutture dell'Acquedotto Pugliese.
QUESTO SIGNIFICA CHE L'EUROPA AVALLA, ANZI FAVORISCE LA NUOVA FORMA DI GESTIONE CHE APRE AI PRIVATI!!!

L’Ente Idrico della Campania è favorevole all'Acquedotto Meridionale!

L’Ente Idrico della Campania, attraverso il presidente del Consiglio di distretto Irpinia-Sannio, Giovanni Colucci, ed il numero uno regionale, Luca Mascolo, fa emergere ad una sola voce: «Fermo restando che bisognerà prima conoscere nel dettaglio le condizioni di partecipazione, e qui toccherebbe all’Ente Idrico della Campania, Alto Calore avrebbe tutto da guadagnarci. Certamente l’ipotesi sarebbe da preferire alla possibilità di una gara europea»
Un altro aspetto a proposito del quale la costituzione di un grande gestore pubblico del Sud potrebbe giovare alla causa dell’Alto Calore, secondo l’Eic, è quello economico. Soprattutto se, come si ipotizza, il governo investirà ingenti risorse nell’iniziativa. A questo punto, la massa debitoria della società di Corso Europa – scenario remoto ma non impossibile – potrebbe essere affrontata. «Il gestore del Sud – chiosano quindi Mascolo e Colucci – potrebbe rappresentare un strada positiva per l’Alto Calore».

QUI l'articolo completo
L’emendamento Ginefra alla Legge di Bilancio 2018, approvato non nella sua forma originaria ma in una forma mediata che prevede il prolungamento della concessione di Acquedotto Pugliese fino al 2021 e il trasferimento delle competenze dell’Ente Irrigazione in una nuova società partecipata del Ministero dell’Economia e dalle Regioni (Puglia Campania e Basilicata), costituisce l’appoggio normativo di cui il Governo PD aveva bisogno per creare il grande Acquedotto Meridionale, come proposto ed auspicato da Michele Emiliano!!!

Ma, praticamente, cosa accadrà?

Accadrà che l’Ente Irrigazione, che gestisce gli invasi, verrà trasformata in una nuova società all’interno della quale le Regioni, Puglia, Campania e Basilicata, potranno conferire, in tutto o in parte, partecipazioni al capitale di società attive in settori o servizi idrici correlati.
In questa ottica, la Puglia, proprietaria in toto delle quote di Acquedotto Pugliese, trasferirebbe la propria parte nella nuova società, all’interno della quale avrebbe la maggioranza assoluta.
Questo progetto, secondo, il Presidente della Commissione Bilancio alla Camera, il PD Boccia, è perfettamente in linea con la Riforma degli invasi da lui proposta come relatore e che contiene un programma di investimenti pari a 250 milioni di euro.
Fin qui sembrerebbe un progetto innovativo e positivo, che porterebbe alla normalizzazione delle tariffe e a nuovi investimenti per le reti e la loro manutenzione.

Quello che non viene detto, però, è che dietro il paravento di una governance affidata ad AQP, le cui quote sono della Regione Puglia, tutte le altre società di gestione hanno forti percentuali di partecipazione privata.

In Campania, ma anche nel Lazio, Toscana e Umbria domina ACEA, una Società per Azioni sostanzialmente controllata dalla SUEZ, multinazionale francese dell’acqua. In Campania ACEA è presente con GORI e GESESA. 
In Campania, però, è attiva anche la società Acqua Campania SpA che gestisce importantissime fonti e che è affidataria della ristrutturazione dell’intera rete delle fonti regionali che la Regione avrebbe dovuto trasferire ai gestori locali, unitamente alle risorse economiche. 
Acqua Campania è al 47,9% della VIANINI SpA di Caltagirone (quindi Suez/Acea) e per il 52,1% di VEOLIA SpA, altra multinazionale francese nel campo dei servizi.
Oltre che in Acqua Campania, VEOLIA è presente, attraverso Veolia Acqua Srl in tutto in nord Italia, in Toscana e a Latina. Il Gruppo Veolia Water, attraverso la divisione Solutions & Technologies ha in Italia altre partnership attraverso la So. Ri.Cal., operativa in Calabria per la gestione di acqua all’ingrosso. La Società Risorse Idriche Calabresi SpA – So.Ri.Cal. appunto, è la società mista a prevalente capitale pubblico regionale [53,5% Regione Calabria; 46,5% Acque di Calabria s.p.a. (100% Veolia)] a cui è stata affidata la gestione, il completamento, l’ammodernamento e l’ampliamento degli schemi idrici di grande adduzione, accumulo e potabilizzazione della Regione Calabria.


Tutto ciò premesso, è evidente che il progetto dell’Acquedotto Meridionale, così come è stato preparato dal Governo Gentiloni a guida Pd, porta avanti l’idea della progressiva privatizzazione dei servizi iniziata da l Governo Renzi con lo Sblocca Italia 2014, la legge di Stabilità 2015, il Testo Unico sui servizi pubblici locali, decreto attuativo della legge Madia e con la cancellazione dell'art. 6 della Legge per la Ripubblicizzazione dell'Acqua, che sancisce il depotenziamento della legge originaria figlia del lavoro del Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua.
E’ altrettanto evidente, ormai anche ai meno informati, che la crisi idrica è stata creata e progressivamente alimentata dalla politica nazionale per assetare la gente e costringerla ad accettare qualsiasi soluzione pur di avere l’acqua nei rubinetti!
Purtroppo, però, quando, insieme agli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio ho provato a spiegarlo alle persone sono stata derisa, attaccata, considerata un’illusa perché la soluzione proposta, ovvero la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, veniva considerata una soluzione più romantica che realizzabile.
Da sola ho partecipato ad incontri con esperti, ad approfondimenti sul tema della ripubblicizzazione dei servizi, ho studiato le leggi ed ho cercato in tutti i modi di rendere partecipe la comunità sangiorgese, la quale ha preferito farsi guidare dall’odio momentaneo nei confronti dell’Alto Calore, considerata la responsabile della fantomatica crisi, senza guardare mai a lungo termine e a pensare a quelli che sarebbero stati gli scenari futuri, ovvero questi che stiamo vivendo oggi.
In questo terreno fertile dell’esasperazione ci hanno sguazzato tutti e particolarmente la lista pentastellata che ha basato la campagna elettorale per le comunali proprio sull’acqua senza però dare seguito alle promesse, a parte un esposto sui debiti di Alto Calore e insistendo, invece, sul concetto della crisi idrica mentre il vero problema era contrastare la svendita delle fonti e della gestione del servizio idrico ai privati, cosa che sta accadendo adesso!!!
Oggi il Governo PD sta facendo tutto quello che avevo ipotizzato e ad oggi sull’argomento si registra il totale silenzio della consigliera pentastellata di San Giorgio ,la quale, ancora una volta come per il caso dell’inquinamento della Villa Comunale, ha scelto di tacere, non avendo, probabilmente, argomenti per spiegare la sua totale mancanza di interesse sul tema della ripubblicizzazione del servizio idrico.
Del resto, lo ricordiamo, non era nemmeno presente all’unico momento unitario degli attivisti irpino sanniti, quando fu formulata la proposta per la trasformazione di Alto Calore in Società speciale di diritto pubblico, proposta da me prestentata al Comune di San Giorgio e non da altri!
Ad oggi la consigliera pentastellata, che dovrebbe avere tra le sue stelle anche l’ACQUA BENE COMUNE, non ha detto una parola sugli emendamenti alla legge di bilancio 2018 che stanno offrendo su un piatto d’argento le fonti del sud alle multinazionali dell’acqua e con questo suo tacere e con la sua inerzia, ancora una volta, sta venendo meno al suo dovere di portavoce del M5S.
Tuttavia, poiché noi cittadini attivi consideriamo prioritario difendere il risultato del Referendum sull’acqua che sancisce il concetto che l’acqua debba essere fuori dal mercato e anche perché a Natale tutti siamo più buoni, mi permetto di suggerire alla consigliera di sostenere la mia Istanza al Comune di San Giorgio affinché l’Ente aderisca alla Carta di Bari per la salvaguardia delle fonti e degli acquedotti del Sud, carta che chiede ai Comuni di agire per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato opponendosi a ogni forma di speculazione.[http://sangiorgioacinquestelle.blogspot.it/…/aderiamo-alla-…]
Questo è un momento difficile ma non possiamo più rimanere a guardare mentre le multinazionali ci tolgono quello che è un nostro diritto!. E’ necessaria un’ampia mobilitazione popolare alla quale spero San Giorgio del Sannio saprà dare il suo contributo.
#nonditemichenonvelavevodetto

QUI SI PUO' VEDERE COME LA COSA VENGA DA LONTANO


giovedì 14 dicembre 2017

La montagna ha partorito il topolino

Dopo tanta attesa, la montagna ha partorito il topolino.
Nulla meglio di questo vecchio adagio può descrivere la nota diffusa dalla consigliera pentastellata del Comune di San Giorgio del Sannio, una nota che è nulla più di una giustificazione scritta della sua semestrale assenza sulla questione!

Ma è mai possibile che una consigliera comunale vada sbraitando a destra e a manca sull’inadeguatezza delle altre componenti del Consiglio senza aver fatto ella stessa NULLA di adeguato ed opportuno sulla questione dell’inquinamento della Villa?
“… è sacrosanto pretendere che sulla vicenda venga fatta piena luce, e su questo soltanto gli organi inquirenti potranno dire una parola definitiva. Per questo non siamo finora intervenuti sulla questione, nè lo faremo nei giorni a venire” si legge nella nota diffusa su Facebook. 

Mi scuserà la consigliera se sorrido nel leggere questa affermazione ma mi preme ricordarle che da quando è stato sollevato il problema dalla sottoscritta e dal meetup Amici di Beppe Grillo, lei non ha MAI ritenuto opportuno parlarne o, meglio, dare una mano dall’interno, nemmeno quando la sottoscritta ha pubblicamente dichiarato di aver presentato più di una Istanza al Comune per ricevere chiarimenti ed è, quindi, venuta meno ad uno dei doveri principali di un portavoce M5S. 
Dunque, lei è o non è la portavoce dei cittadini? 
E di grazia, quale voce sta portando nell’emiciclo comunale se, invece, se ne va in giro a “spaventare” le giunte degli altri comuni anziché combattere a San Giorgio? 

La sua nota sembra più una giustificazione ad un’assenza ingiustificabile che una dichiarazione politica ma la capisco, le difficoltà a comprendere certi meccanismi del Movimento e in generale dell’attivismo civico sono tante. Sulla carta è tutto facile ma al momento di passare ai fatti è tutta un’altra storia. 
E i fatti di San Giorgio stanno dimostrando che fare il consigliere comunale, di minoranza peraltro, non è cosa sua, dal momento che pare proprio non sia riuscita MAI né nell’intento di controllare monitorare e verificare la conduzione della “res pubblica” locale, né in quello di proporre, rappresentare, sostenere i cittadini e la società civile.

Gentile consigliera, qui siamo nella vita reale, nella amministrazione quotidiana della cosa pubblica, che non è né di una parte né di un’altra, e lei avrebbe dovuto sentire forte da subito il dovere di lavorare in sinergia con i cittadini su un tema, quello dell’inquinamento, che è fortemente intrinseco alla prima stella del programma pentastellato, l’Ambiente!
Quindi non richiami gli esiti degli esami e la fine delle indagini e non se la prenda con gli altri suoi colleghi, abbia soltanto il coraggio di dire che ancora una volta ha sbagliato tutto!!!

Elvira Santaniello



martedì 12 dicembre 2017

La politica sangiorgese, i veleni e le fake news, una bella storia di Natale!

Dopo le ultime catastrofiche uscite sulla stampa dell’Assessore Accettola e del Circolo PD di San Giorgio del Sannio riguardo all’inquinamento della Villa Comunale, è venuto il momento di alcune considerazioni di natura politica.

La prima.
L’Assessore Accettola, cercando di portare acqua al mulino della maggioranza, nel virgolettato riportato dalla stampa parla di “diatriba politica tra ex
amministratori e movimenti cittadini che sta seminando il panico tra i cittadini.” E sostiene che “Il Comune di San Giorgio del Sannio, è stato accusato di aver utilizzato il Glifosato come diserbante”, cosa non vera, sempre secondo l’Assessore, perché è stato usato il Dicophar.
Che senso hanno queste dichiarazioni se non quello di manipolare l’informazione a mò di fake news, ora tanto di moda, al fine di creare un’immagine distorta della vicenda?
L’Assessore Accettola sa benissimo, e ove non lo sapesse la invito ad andarsi a leggere le istanze protocollate presso l’Ente, che la sottoscritta, attivista del Meetup cittadino Amici di Beppe Grillo, non ha mai accusato nessuno bensì ha chiesto solo chiarimenti in ordine al diserbante usato e alle incongruenze tra le dichiarazioni rese da una parte dal Consigliere delegato all’Agricoltura De Ieso e dall’altra dall’Ufficio Tecnico Comunale.
Idem dicasi per l’esposto dove semplicemente si richiede alla Procura di verificare l’esistenza degli estremi per eseguire gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti in relazione ai fatti dedotti.
L’Assessore, infine , sa benissimo, stanti le sue competenze di chimica e biologia, che il Dicophar, legale e normalmente in commercio, contiene un erbicida, il 2.4-D, che è potenzialmente cancerogeno, per cui il problema non sta nel fatto di aver usato un diserbante illegale bensì di non aver scelto un diserbante biologico o un altro metodo di diserbo, come sarebbe stato auspicabile per degli amministratori dichiaratisi sin dalla campagna elettorale attenti all’ambiente.
Rigirare sapientemente la frittata: è, dunque, questa la levatura di coloro che si erano posti come alternativa giovane e di qualità alla vecchia amministrazione?

E veniamo alla seconda considerazione.
Un fantomatico Circolo PD di San Giorgio del Sannio appare magicamente dal nulla, guarda caso proprio in questi giorni, e, magicamente, comincia ad interessarsi dell’ambiente, dei rifiuti, delle questioni giudiziarie di cui il paese è protagonista, guarda caso per difendere un illustre piddino sangiorgese, quel Claudio Ricci uscito dalla porta delle Comunali e rientrato dalla finestra delle provinciali!!!
Ma dov’era finora questo Circolo? Da chi è composto? Chi è l’estensore della
nota diffusa a mezzo stampa? E, soprattutto, a che titolo dichiara “fa specie il silenzio della consigliera di opposizione pentastellata, impegnata più in una diatriba interna con i transfughi del proprio movimento che in una vera e propria opposizione al malgoverno della nostra comunità”?
E’ evidente che in questo fantomatico Circolo non sanno nemmeno che cosa sia la critica costruttiva all’interno di una forza politica, non sanno cosa significhi il monitoraggio sull’attività degli eletti da parte degli elettori, e per questo parlano di diatriba e di transfughi, creando anch’essi una fake news grande come una casa!
Tanto per intenderci, la sottoscritta è felicemente e convintamente iscritta al Blog di Grillo e al Portale Rousseau, attraverso il quale può democraticamente esprimersi sulle questioni che vengono messe al voto, fare proposte di legge e interpellare gli eletti del Movimento. 
E altrettanto convintamente e democraticamente esprime il suo profondo dissenso con la consigliera eletta e la sua lista, con l’inconsistente e impalpabile presenza del gruppo locale del M5S nell’azione politico amministrativa a San Giorgio, senza per questo essere una transfuga o, peggio, senza essere espulsa come, invece, si vocifera in giro.

In conclusione, questa vicenda dell’inquinamento della Villa Comunale se da un lato costituisce uno dei punti più brutti e più bassi della storia amministrativa di San Giorgio del Sannio, dall’altro è la prova provata del fatto che l’unica cosa che fa paura alla politica sono i cittadini informati, elevati da politici e amministratori al rango di accusatori e transfughi per il solo fatto di riuscire con competenza e conoscenza dei fatti a difendere il diritto della comunità alla salute e ad una corretta amministrazione .

Elvira Santaniello

venerdì 8 dicembre 2017

L'inquinamento della Villa Comunale in prima pagina su Il Mattino di oggi 8 dicembre 2017

ORA SI APRONO NUOVI SCENARI: 

- come ci è finito il berillio nel terreno della villa comunale?
- come ci sono finiti gli idrocarburi policiclici aromatici?
- erano già presenti nel terreno prima dei lavori della Villa o ci sono finiti perché quel terreno ce l'hanno messo dopo?
- se erano presenti già da prima dei lavori, perché chi doveva verificare il rispetto delle norme relative ai parchi pubblici non lo ha fatto?
- se c'erano già prima, è possibile che lo stesso inquinamento sia presente in altre zone di San Giorgio?
- se sono dovuti ad un riporto di terra, perché è stata usata terra inquinata? da dove viene quella terra? chi ha materialmente portato quella terra e con quali autorizzazioni? chi doveva controllare e non ha controllato?

Un cenno particolare, poi, meritano il comunicato del Sindaco Pepe e il comunicato stampa diffuso dal gruppo Insieme Protagonisti che fa capo all'ex Sindaco Ricci.
Il Sindaco Pepe scrive che è stato dato mandato ad una ditta esterna per fare nuove analisi da confrontare con quelle dell'ARPAC.
In questo modo, pare che il Sindaco metta in dubbio i dati ARPAC.
Forse perché, sapendo che potrebbe anche essere indagato, pensa di poter utilizzare nuove analisi per contestare il sequestro e difendersi da eventuali accuse? 
Le nuove analisi dunque, vanno a tutela della salute dei cittadini o della persona del Sindaco?
E veniamo al gruppo Ricci. 
Nel comunicato stampa diffuso oggi e nei post su Facebook di un suo membro non eletto, ancora si sostiene che l'inquinamento derivi dal diserbante usato.
E dove sta scritto questo? Dove sono i documenti che sostengono questa tesi? Il diserbante usato pare non essere collegato in alcun modo al berillio e ai policiclici aromatici rinvenuti del terreno. Dunque, quali prove ha il gruppo Ricci, se le ha, di essere estraneo alla vicenda o, quanto meno, di non aver controllato la regolarità dei lavori svolti sotto la propria sindacatura?
Queste le importanti domande cui si proverà a dare delle prime risposte attraverso la lettura di un'ampia documentazione amministrativa, in attesa delle indagini della Magistratura.
A seguire, poi, sarà necessario fare anche un'ampia analisi politica riguardo a chi governa e a come governa e a chi sta all'opposizione e come fa opposizione.

STAY TUNED

giovedì 7 dicembre 2017

Villa Comunale sequestrata!!!

Ieri il Sindaco rassicurava i cittadini dalle pagine de Il Mattino dichiarando che si attendevano i riscontri delle analisi sul diserbante usato <per ultimare i lavori ed aprire la villa ai cittadini>.
Ometteva però la PRESENZA DI BERILLIO E DI IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI in percentuale 3 volte superiore alla norma prevista perchè l'area in questione potesse essere utilizzata come parco pubblico!
E ometteva anche che il diserbante usato, il DICOPHAR, contiene acido 2.4-diclorofenossiacetico , il 2.4-D, che è stato dichiarato POTENZIALMENTE CANCEROGENO, con una pericolosità di un punto inferiore al glifosato.
LE SUE RASSICURAZIONI, PERO', NON SONO SERVITE A NULLA PERCHE' STAMATTINA LA COSTRUENDA VILLA E' STATA SEQUESTRATA DALLA MAGISTRATURA!!!
In quanto cittadina attiva impegnata sulla questione e firmataria dell'esposto alla Procura di Benevento che ha permesso di scoprire gli altri livelli di inquinamento prendo atto del sequestro, procedimento necessario al fine di chiarire le responsabilità di questo inquinamento.
Prendo anche atto del vergognoso silenzio da parte della consigliera pentastellata di San Giorgio, la quale va a piantare alberi a Benevento e si disinteressa totalmente delle questioni ambientali del Comune in cui è stata eletta nonché della strumentalizzazione della situazione da parte del gruppo Ricci, che ha usato l'inquinamento solo per denigrare il Sindaco ma senza fornire spiegazioni sulle proprie azioni amministrative relative ai lavori fatti proprio sotto la sindacatura Ricci.
La cruda verità è che oggi San Giorgio non ha una Villa Comunale ma un'area inquinata nel pieno centro del paese e che non solo il mutuo di 350.000 euro sta gravando e graverà sulle spalle dei cittadini ma gravosa e onerosa per le loro tasche sarà anche la bonifica!!!
SAN GIORGIO DEL SANNIO NON MERITA UNA MAGGIORANZA E UN'OPPOSIZIONE COSI' INADEGUATE!!!

Il Sindaco Mario Pepe tranquillizza i cittadini sul diserbante usato nella Villa Comunale ma omette particolari sostanziali: volontà di minimizzare o semplice dimenticanza???

Per la seconda volta in pochi giorni, prima in una determina firmata dal responsabile dell’Ufficio tecnico Comunale e poi in un virgolettato del Sindaco Mario Pepe riportato dal “Il Mattino” di oggi 5 dicembre, l’Amministrazione Comunale di San Giorgio attribuisce l’ <eventuale presenza di sostanze inquinanti> alla <coltivazione tabacchicola intensiva> realizzata per molti anni nel terreno individuato per la costruzione della Villa Comunale e afferma di aver < disposto l’uso di diserbante autorizzato dalla legge e normalmente in commercio. Attendiamo riscontri per ultimare i lavori ed aprire la villa ai cittadini>
Ebbene, delle due l’una o il Sindaco e l’Arch. Fusco credono che i cittadini siano degli sciocchi sprovveduti oppure vogliono raccontarci la favoletta di Natale per sminuire l’entità del problema!
Mi spiego: è vero che gli esiti dei campionamenti dell’Arpac ci dicono che è alta la presenza di ∑ DD's (pesticidi organoclorurati) e che questo tipo di pesticidi entra nella composizione del DDT utilizzato nei decenni passati come insetticida in agricoltura, ma è vero anche che gli esiti dei campionamenti ci dicono tante altre cose che, in maniera consapevole o meno,l’Amministrazione ha preferito non sottolineare.
Primo: la presenza nel terreno di Berillio. Il Berillio è un elemento presente in natura e normalmente presente anche nel corpo umano, tuttavia alte concentrazioni di Berillio nel suolo e nell'acqua possono avere un impatto negativo sull'ambiente. L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro,infatti, ha designato il berillio ed i suoi composti come cancerogeni anche se l'esposizione ai normali livelli presenti in natura è improbabile che abbia effetti negativi sulla salute umana.
S, secondo la normativa vigente [TAB. 1, ART. 5,TITOLO V, PARTE IV DECR. LGSL. 152/06 Colonna A], la presenza in un terreno di Berillio in valori superiori ai 2 mg per Kg definisce l’area come inutilizzabile come parco pubblico. Il valore rinvenuto nel terreno della costruenda Villa Comunale di Via Aldo Moro è pari a 6,06 mg per kg, ovvero 3 volte superiore alla norma, e quindi il terreno di Via Aldo Moro oggetto di analisi ad oggi non può, se non previa bonifica, essere utilizzato come Villa Comunale.
Secondo: la presenza nel terreno di alte concentrazioni di Idrocarburi Policiclici Aromatici quali Benzo(a)Pirene, Indeno (1,2,3-c,d)Pirene, Benzo (G,h,i)Perilene. Si tratta di un complesso di composti chimici di cui il benzo(a)pirene è uno dei più conosciuti: queste sostanze si trovano in atmosfera come prodotto di processi pirolitici e di combustioni incomplete, con formazione di particelle carboniose che li assorbono e li veicolano, da impianti industriali, di riscaldamento e dalle emissioni di autoveicoli.
Gli I.P.A. sono generalmente composti persistenti, caratterizzati da un basso grado di idrosolubilità e da una elevata capacità di aderire al materiale organico. Il benzo(a)pirene in particolare, viene classificato, analogamente al benzene, come cancerogeno dalla International Agency for Research on Cancer. Il valore di benzo(a)pirene rinvenuto nel terreno della costruenda Villa Comunale di Via Aldo Moro è pari 0,591 mg per kg su un valore limite di 0,1 mg per Kg ovvero circa 6 volte più del limite consentito affinché l’area oggetto di analisi sia adibita a parco pubblico. Ciò significa che la Villa Comunale è stata collocata in un'area con un consistente inquinamento dell'aria e che quest'area è del tutto inadatta ad ospitare un parco pubblico, così come delineato nella normativa vigente.
Questi due dati, resi pubblici, peraltro, solo dopo la richiesta di accesso civico fatta dalla sottoscritta, evidenziano senza ombra di dubbio che quanto dichiarato dal Sindaco: < Attendiamo riscontri per ultimare i lavori ed aprire la villa ai cittadini> è inaccettabile, dal momento che prima di completare la Villa e renderla fruibile dai cittadini sarà necessario fare una bonifica del terreno.
E ora veniamo al Glifosato.
L’Ufficio tecnico Comunale ed il Sindaco affermano che il diserbante utilizzato, il DICOPHAR, non contiene glifosato, è autorizzato dalla legge e normalmente in commercio. E questo è vero.
Ma, anche qui, consciamente o meno, non vengono resi noti alcuni dettagli.
Il Dicophar contiene per ogni 100 g. di prodotto 6.59 g. di acido 2.4-diclorofenossiacetico, conosciuto con l’abbreviazione 2.4-D., un erbicida in commercio dal 1945 ed ampiamente utilizzato contro le erbe infestanti in agricoltura, in silvicoltura e in ambienti urbani e residenziali.
Ebbene, nel 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità, dopo aver dichiarato il glifosato “probabilmente cancerogeno per l’uomo” ha classificato il 2.4-D, come “potenzialmente cancerogeno per l’uomo”. La pericolosità di questo secondo erbicida si pone a un livello inferiore rispetto al glifosato, infatti nella descrizione troviamo l’avverbio “potenzialmente”, anziché “probabilmente”, tuttavia nella classifica di pericolosità il 2.4-D si colloca solo un gradino sotto il glifosato. La decisione dello Iarc è stata presa sulla base di prove che hanno ritenuto la sostanza “inadeguata” per l’uomo e “limitata” per gli animali. 
In conclusione, quindi, sia per il glifosato sia per il 2.4-D ci troviamo di fronte ad erbicidi autorizzati dalla legge e normalmente in commercio, come sostengono UTC e Sindaco, tuttavia entrambi hanno elevati profili di pericolosità. In pratica si verifica un caso simile a quello delle sigarette, legali e normalmente in commercio ma dichiarate cancerogene e dannose per chi fuma e per chi subisce il fumo passivo.
Sta di fatto che un’Amministrazione che si dice così attenta all’ambiente, tanto da dare la delega ad agricoltura e giardini ad un consigliere legato a Coldiretti, ai Mercati di Campagna Amica, alle campagne ambientali, avrebbe potuto tranquillamente scegliere un diserbante biologico o effettuare un diserbo manuale o meccanico invece di utilizzare un prodotto che da tempo è sotto osservazione per i suoi potenziali danni. Ma tant’è.
Questo è lo stato della situazione analizzata in maniera nuda e cruda sulla base dei dati in nostro possesso.
E sulla base di questa prima analisi, sembra difficile che questo parco pubblico possa veder la luce a breve termine.
E’ chiaro che come cittadina, come attivista del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio e come firmataria dell’esposto alla Procura della Repubblica considero inaccettabile la superficialità dell’Amministrazione Comunale nell’affrontare i problemi già enormi di un parco pubblico che ancora deve aprire e continuerò a monitorare la situazione con l’aiuto prezioso di un gruppo di lavoro formato da avvocati, geologi, biologi e agronomi.
A parte, poi, sarà necessario affrontare la questione delle responsabilità di questo inquinamento, le responsabilità relative all’individuazione dell’ area di Via Aldo Moro come parco pubblico senza che sia stata prevista un’analisi del terreno che sancisse il rispetto della normativa vigente in tema di parchi pubblici e che mettesse in sicurezza la salute dei cittadini. Ma di questo parleremo nei prossimi giorni.
Un ultimo commento mi sia consentito riguardo all’azione delle opposizioni riguardo a questa situazione.
Si va dallo sproloquio del gruppo Ricci, che appare del tutto inutile e inadeguato, visto che la Villa Comunale di Via Aldo Moro ha visto la luce proprio sotto la sindacatura Ricci al totale disinteresse da parte del consigliera comunale del M5S, totalmente cieca riguardo ad una questione importantissima per la comunità sangiorgese e che il M5S nazionale, invece, sta affrontando da tempo.
Su Facebook e sulla stampa locale sono stati pubblicate note relative al fatto che la consigliera sangiorgese farebbe addirittura paura a Sindaci ed assessori di paesi limitrofi e che gli incontri con rappresentanti degli Enti Locali da lei organizzati vadano addirittura deserti tanto è il terrore che suscita.
Le consiglio vivamente di iniziare ad esercitare le sue doti di terrificante arpia a cominciare dall’assise in cui siede visto che finora la sua presenza e la sua azione sono risultate invisibili invece che invece che incutere paura!!!
A Mario Pepe, infine, una domanda non da Sindaco ma da nonno: ma in un parco in cui c’è un inquinamento di fondo e in cui è stato usato un diserbante potenzialmente cancerogeno ci porterebbe i suoi nipotini?

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...