venerdì 25 agosto 2017

Uova casertane vendute con il marchio TRE COLLI...Ma l'azienda non era sotto sequestro???

AD OGGI LA SITUAZIONE RELATIVA ALLE UOVA AL FIPRONIL E' LA SEGUENTE:

- i lotti di Uova TRE COLLI con scadenza dal 17 agosto al 19 settembre sono stati ritirati dal commercio

- sugli scaffali dei negozi son in vendita confezioni di uova TRE COLLI che contengono uova prodotte a Presenzano in prov. di Caserta

MA SE LO STABILIMENTO E' SOTTO SEQUESTRO COME SI FA A IMPACCHETTARE LE UOVA E POI DISTRIBUIRLE???
E, SOPRATTUTTO, CHI DEVE CONTROLLARE, ASL IN PRIMIS, COSA FA???





ALTRABENEVENTO Comunicato stampa del 25 agosto 2017


Tre giorni fa la ASL di Benevento ha annunciato di aver posto sotto SEQUESTRO lo stabilimento della Azienda Agricola PORCELLI Emanuele Maria di APICE perché solo state trovate tracce di INSETTICIDA pericoloso per la salute.
Il DIRETTORE GENERALE Della Azienda Sanitaria,Franklin Picker ha pure tentato di ASSICURARE i consumatori sostenendo che le uova di tale ditta sono state RITIRATE DAL COMMERCIO.
INVECE ieri con la collaborazione di diversi cittadini abbiamo ACQUISTATO confezioni di "uova tre colli" ANCORA IN VENDITA nei supermercati di Benevento ed abbiamo trovato all'interno UOVA PRODOTTE nel comune di PRESENZANO in provincia di CASERTA.
Com'è possibile?
Come fa lo stabilimento sequestrato a produrre ancora confezioni di uova e metterle in vendita ?
I consumatori comprano uova della azienda agricola di Apice e invece nella confezione trovano uova casertane.
COSA STANNO CONTROLLANDO la ASL e i CARABINIERI del NAS (Nucleo Anti Sofisticazione) ?

Il Presidente - Gabriele Corona

AltraBenevento rivela il nome dell'Azienda produttrice delle uova al Fipronil!

Le "UOVA TRE COLLI - UOVA DI SERIE A" prodotte ad APICE sono quelle risultate CONTAMINATE da INSETTICIDA.

Sugli scaffali di diversi supermercati della provincia di Benevento ci sono ancora confezioni nonostante il sequestro dello stabilimento e le rassicurazioni della ASL.


Il 22 agosto l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno ha comunicato che in un centro di imballaggio annesso ad un allevamento di uova di Benevento, sono state trovate tracce di Fibronil. Altrabenevento ha chiesto alle autorità competenti di rendere noto il marchio delle uova in modo da consentire ai consumatori o ai produttori di alimenti derivati (pasta, dolci, ecc) di non usarle, ma la ASL di Benevento si è limitata a sostenere genericamente di aver attivato tutte le procedure a tutela dei consumatori.
Il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria, Franklin Picker, non ha comunicato il nome della ditta produttrice delle uova, ed ha dichiarato che "Il servizio veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria ha provveduto, di concerto con personale del Nas dei carabinieri di Salerno, a imporre al produttore in questione il blocco della produzione, il sequestro del capannone e l’obbligo di rintracciare e ritirare dal commercio tutte le uova distribuite sino a ieri".
Questo comportamento della ASL è inaccettabile! 
Una azienda pubblica non può pensare di tutelare il buon nome di una ditta, comunque sanzionata per la presenza di insetticida nella confezione di uova, e non consentire ai cittadini, ai ristoratori, ai produttori di dolci e pasta fresa, di sapere se possono usare le uova magari acquistate qualche giorno fa. Nell'incertezza i consumatori sono costretti a non usare o acquistare le uova prodotte da altri allevatori del Sannio, con danno enorme per tutti gli operatori economi onesti. 
Questa è la stessa ASL che non si accorgeva dei pasti schifosi serviti ai malati mentali e agli anziani dalla Ristorò della famiglia Porcelli-Barretta.
Pertanto, considerato che la tutela della salute pubblica è un obiettivo prioritario che non può essere compromessa da comportamenti omissivi delle autorità di controllo, Altrabenevento ha deciso di rendere noto che le uova in questione sono vendute con il marchio "UOVA TRE COLLI- UOVA DI SERIE A" (vedi foto allegate) prodotte dalla Azienda Agricola di Porcelli Emanuele Maria, confezionate in C.da Castiglione di Apice (BN). Il codice di imballaggio riportato sulla confezione è però intestato a Porcelli Antonio, socio della società "Uova Tre Colli srls" con la stessa sede ad Apice.
Nonostante le assicurazioni della ASL, questa mattina abbiamo ancora trovato sugli scaffali di alcuni supermercati le confezioni di queste uova. Invitiamo pertanto tutti i cittadini a non consumare o non usare per preparare alimenti, le predette "UOVA TRE COLLI". Chiediamo anche a tutti i consumatori di verificare in quali negozi sono ancora in vendita queste uova, acquistarne una confezione e conservare con gli scontrini. 
Prossimamente ci serviranno, sia gli scontrini, sia le uova per regalarle alla ASL e a tutte le autorità di controllo, gli amministratori pubblici, le associazioni dei produttori e i politici che non sono voluti intervenire a tutela della salute pubblica.
Il presidente Gabriele Corona

La risposta del Sindaco riguardo alle uova al Fipronil

Ieri avevamo chiesto al Sindaco di San Giorgio, quale massima autorità sanitaria cittadina e a tutela della salute dei cittadini sangiorgesi, di intervenire presso gli organi competenti affinché venissero diffuse tutte le informazioni necessarie a salvaguardare la salute dei cittadini e a tutelare le aziende in regola con i controlli zoo profilattici.
Ebbene, la risposta non si è fatta attendere ed in essa si comunica l'avvenuta richiesta alla Direzione dell'ASL e del Distretto Sanitario perché vengano fatti gli "opportuni accertamenti" e vengano forniti "dati oggettivi sulla contaminazione delle uova".
Ebbene, l' ASL di Benevento ha già emesso ieri 23 agosto un comunicato con il quale conferma la presenza dell'insetticida Fibronil in un allevamento di uova di un comune del beneventano e dichiara di "aver attivato tutte le procedure indicate dal ministero della Salute per tutelare il consumatore". Inoltre il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria, Franklin Picker dopo aver comunicato il sequestro del capannone oggetto di controlli, ha dichiarato "Voglio tranquillizzare i consumatori, i prodotti contaminati saranno rintracciati e ritirati dal commercio già in giornata (cioè ieri 23 agosto)". [http://www.aslbenevento1.it/modules.php…

La nota del Sindaco, quindi, pur sollecita, non risponde affatto all'istanza inviata!

Il Ministero della Salute, l’Istituto Sperimentale Zooprofilattico del Mezzogiorno e l'ASL di Benevento, infatti, hanno già effettuato i controlli e comunicato gli esiti, pertanto, gli "opportuni accertamenti" e i "dati oggettivi sulla contaminazione delle uova" richiesti dal Sindaco sono già stati fatti e comunicati.
Quello che manca è il nome dell'azienda e il marchio delle uova contaminate, uniche informazioni utili ai cittadini per potersi tutelare ed effettuare acquisti consapevoli!

Per questo motivo , quindi, abbiamo ribadito al Sindaco la richiesta di intervenire presso le autorità competenti affinché vengano diffuse informazioni precise relative al nome dell'azienda e al marchio delle uova contaminate, dal momento che solo attraverso questa informazione i cittadini possono evitare il consumo delle uova contenenti Fibronil, magari acquistate prima del ritiro delle scorte presenti sul mercato.

Il silenzio sul nome dell'azienda, è inaccettabile come inaccettabile è il fatto che, verosimilmente per provare a salvaguardare tale azienda, si metta a rischio la salute dei cittadini consumatori e l'attività di altre aziende risultate negative ai controlli.

Uova al Fipronil in un allevamento in provincia di Benevento

Questo tipo di informazione è parziale e crea allarmismo ( del resto è scritto in testa all'articolo stesso)!

Nei comunicati del Ministero della Salute e dell’Istituto Sperimentale Zooprofilattico del Mezzogiorno si legge:
“è stato disposto il sequestro sia dei centri di imballaggio che degli allevamenti annessi e il rintraccio e il ritiro dal mercato di eventuali prodotti contaminati”
Nell'articolo, invece, si fa riferimento ad un allevamento di Apice, senza mai citare il nome peraltro.

Ciò premesso, e senza voler creare preoccupazioni ulteriori ma solo per consentire ai cittadini consumatori di tutelare la propria salute e di fare acquisti consapevoli, sarebbe auspicabile che TUTTI I SINDACI SANNITI, quali massime autorità sanitarie del proprio territorio, intervenissero presso le autorità competenti al fine di dare ai cittadini informazioni complete e definitive.




Questo è quanto abbiamo chiesto al Sindaco di San Giorgio e al Prefetto come cittadini e come attivisti del Meetup amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio.

I comunicati stampa della consigliera pentastellata di San Giorgio ci fanno sempre più cadere le braccia!

Dovremmo essere in guerra, una guerra per riappropriarci dell’acqua che Renzi e la Madia prima, De Luca ed Emiliano poi, hanno già deciso che deve essere gestita dai privati, ed invece la consigliera che fa? 
Continua per la sua strada fatta di selfie e di comunicati stampa dove si dicono cose trite e ritrite, e soprattutto superate.
Lei sta ancora ferma al livello degli Accordi Interregionali con la Puglia, temporanei o definitivi che siano, mentre la politica è già molto, ma molto più avanti.
Chi è veramente addentro alla questione della distribuzione dell’acqua tra Campania e Puglia, sa bene che, come spesso sottolineato dal geologo ed ex dirigente di Alto Calore Sabino Aquino, la situazione che esiste oggi sulle sorgenti irpine è simile a quella di un bicchiere pieno nel quale sono immerse tante cannucce. In Italia esistono oltre 5000 acquedotti che sfruttano le sorgenti nazionali e nel caso irpino, la mancanza di una organizzazione unica ed integrata, sempre secondo Aquino,non ha permesso di quantificare la reale quantità di acqua che viene drenata in una direzione piuttosto che in un’altra.
Dal punto di vista tecnico scientifico, infatti, i nostri corsi di acqua e le sorgenti non conoscono né i confini geografici né quelli delle amministrazioni. Un gestore unico, invece, come sostiene anche Aquino, può salvaguardare i Comuni ed i cittadini dai rischi di inquinamento, garantire le interconnessioni tra reti, metterci a riparo dalle crisi idriche e garantire una adeguata gestione dei pozzi e degli invasi.
Sulla base di queste evidenze, la politica, e il PD in particolare, quella stessa politica che ha distrutto Alto Calore, ha creato artatamente la crisi idrica fino a farla giungere ai livelli di disperazione che stiamo vivendo oggi, e questo a partire dagli accordi del 2012, (così come è già accaduto in passato per le numerose crisi dei rifiuti, per l’emergenza incendi, per la ricostruzione post sismica, per la questione migranti) per poter, poi, portare a compimento il proprio piano di svendita dell’acqua, e più in generale, dei servizi ai privati.
Prova ne sono da una parte la scellerata legge di riordino del servizio idrico campano che accentra il potere nelle mani di pochi, anzi di pochissimi (un Presidente, un Direttore Generale e 20 membri di un Comitato Esecutivo, i quali governeranno le scelte gestionali di tutti i 550 comuni della regione) e dall’altra, la volontà ormai nemmeno più tanto celata, del Presidente della Regione Puglia Emiliano di vendere le quote societarie di Acquedotto Pugliese, di proprietà della Regione, ai Comuni, non certo per mantenere l’acqua pubblica ma per favorire la svendita di queste quote ai privati, stante l’indisponibilità economica dei Comuni stessi per il rifacimento e la manutenzione delle reti. Un’ulteriore conferma della volontà di svendere l’acqua è la nomina a Presidente di AQP dell’ing. Nicola De Sanctis, con un recente passato in IREN s. p. a., una delle principali multiutility italiane.
Questo quadro desolante rende ancora più evidente, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, che i politici oggi per potersi pagare le campagne elettorali e per poter poi, gestire al meglio quel mondo di mezzo dei tanti Buzzi e Carminati che bazzicano intorno alla politica, devono necessariamente sottomettersi ai poteri forti economico finanziari, banche e multinazionali, che guardano all’acqua come al petrolio del presente e del futuro.
Ed è evidente anche che la responsabilità più grande di questa situazione si deve attribuire esclusivamente a quella maggioranza di italiani che ancora oggi vota questi politici, nonostante ci stiano rubando non solo il nostro bene più prezioso ma ci stiano togliendo tutti i diritti, anche quelli garantiti dalla Costituzione.
Ciò detto, appare chiaro che la situazione è talmente ben avviata verso un itinerario già previsto ed organizzato che pochissimi sono i margini di risoluzione immediata.
Bisogna essere chiari su questo!
Ad oggi non è cambiato niente e niente cambierà nell’immediato futuro perché i partiti, con la regia del PD, hanno deciso e stanno portando avanti il loro piano, che è tutto tranne un’operazione a favore dei cittadini!!!
L’acqua non è tornata nei rubinetti dopo la riparazione dell’elettropompa di Cassano né tantomeno tornerà quali che saranno i prossimi accordi con la Puglia: l’obiettivo della politica è tenerci in un’emergenza continua per poi proporci la soluzione capestro della gestione privata diun bene che, invece, è un diritto inalienabile dell’uomo!!!
Le cose potranno cambiare solo se il popolo vorrà ribaltare il sistema una volta per tutte, innanzitutto non votando più coloro che ci stanno distruggendo.
Il popolo deve uscire una volta per tutte dal meccanismo perverso del clientelismo, del voto venduto per un favore, del voto dato ai parenti e ai conoscenti legati a questo o a quel politico di professione che magari un giorno viene pure arrestato!
Le crisi, le emergenze, le difficoltà politico amministrative che viviamo oggi, sono senza dubbio figlie di questa scellerata consuetudine e, se ad oggi le cose non sono cambiate ancora, vuol sicuramente dire che al popolo, alla maggioranza del popolo va bene così, va bene essere collusi e complici di coloro che ci stanno portando alla distruzione.
Per questo, ogni volta che vi manca l’acqua nei rubinetti di casa, pensate a quante volte vi siete impelagati anche voi in questo meccanismo: forse lavarvi con la minerale vi costerà meno fatica.

N. B. In Puglia il M5S da tempo ha dato vita a una grande mobilitazione contro Emiliano, nelle Istituzioni e fuori; a San Giorgio del Sannio la consigliera pentastellata ed il suo entourage si crogiolano nei comunicati stampa e si fanno intervistare alla tv: ah, il pensiero delle prossime elezioni!!!



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