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sabato 28 aprile 2018

L'assemblea dei soci di ACS approva il Bilancio Consuntivo e apre alla fusione con altri gestori

Ieri all'assemblea dei soci alto calore alcuni sindaci hanno candidamente dichiarato che non sono disposti a ricapitalizzare (cioè a dare soldi ad acs) ma sono favorevoli a dare quote ad una società più solide come Gesesa e lo dicono sostenendo di non essere preoccupati dell'aumento delle tariffe perché le tariffe le valuta l'autorità, quell'ARERA che ha reintrodotto la remunerazione del capitale investito che era stata abolita dal referendum del 2011. 
L'Arera sta, senza ombra di dubbio, dalla parte dei gestori e non dei cittadini che hanno votato per l'acqua pubblica! 
L'immagine può contenere: 2 personePerché, dunque, la consigliera pentastellata sangiorgese non ha sottoposto all'assemblea dei soci anche questo tema???
Forse perché non sa nemmeno che il prossimo 7 maggio si voterà alla Camera la proroga dell'Arera, che se fosse approvata, farà proseguire l'Autorità nel suo lavoro a favore dei gestori e non degli utenti?
Il Governo Gentiloni segue pedissequamente la linea del PD sull'apertura ai privati nella gestione dei servizi a rete e, guarda caso, la maggioranza dei sindaci soci di Alto Calore Servizi che ha votato a favore del Bilancio è del PD.
Tuttavia, ci sono anche diversi sindaci di altri partiti, in primis Ferruccio Capone e Pasquale Summonte, pronti a sostenere un’aggregazione con altri gestori, che, poi, è quello che si configura (secondo il loro punto di vista) come la migliore soluzione per salvare Alto Calore.
E la soluzione del molto onorevole pentastellato Sibilia e della consigliera sangiorgese regina dei selfie qual è???
Una raccolta di firme!
In altre regioni, vedi la Puglia, i parlamentari e i consiglieri regionali e comunali stanno lavorando da molto tempo fianco a fianco dei comitati per l'acqua pubblica e dei cittadini ed hanno ottenuto la realizzazione di un tavolo di lavoro presieduto dal Prof Lucarelli, massimo esperto di ripubblicizzazione in Italia.
Da questo tavolo è emersa anche una proposta concreta perfettamente realizzabile dal punto di vista tecnico e giuridico.
Qui, invece, si è preferito seguire la più facile e battuta strada dell'appariscente e scenografica firma dei deputati, opportunamente fotografata e spammata in rete, piuttosto che il lavoro sottotraccia di studio, informazione e sensibilizzazione sul tema della Ripubblicizzazione insieme ai comitati dell'acqua pubblica.
Ma che ci volete fare, tra poco ad Avellino ci saranno le elezioni e qualcuno ha bisogno di farsi pubblicità!

lunedì 26 febbraio 2018

Mario Pepe crede di vivere ancora negli anni 90 quando Alto Calore era ancora un Consorzio e non una SpA!!!

Due parole sul comunicato odierno del Sindaco su Alto Calore.
Credevo che solo la consigliera pentestellata avesse poche idee e pure confuse sulla questione acqua, ma oggi il Sindaco Pepe mi conferma che anche a lui la situazione non è ben chiara, o meglio, probabilmente, gli è chiaro solo un aspetto: creare nuovi carrozzoni politici e basta!
Prima la lega dei Sindaci, oggi la Conferenza regionale dell’acqua!
E per fare cosa poi?
Cito testualmente: “avere un quadro sinottico delle difficoltà, delle problematiche connesse alla quantità e qualità delle risorse idriche”.
Ancora una volta dunque, si pone l’accento sulla scarsità d’acqua, per carità tema importante, ma non ci dimentichiamo che le sorgenti irpine danno acqua a tutta la Campania e pure alla Puglia, e si tralascia totalmente la questione della gestione del servizio idrico.
E’ necessario salvare Alto Calore, scrive Pepe, ma davvero pensa di salvarla così com’è?
E in che modo di grazia?
Scrive, e cito, “… l’acqua è un bene irreversibile e non può essere soggetta ad accordi privatistici ...”, ma non lo sa che Alto Calore è una SpA e non più un Consorzio già da 15 anni (dal 2003 per la precisione)?
E poi, definire l’acqua come un bene irreversibile, un linguaggio sicuramente anacronistico, visto che già dal 1948 il diritto all'acqua risulta quale estensione del diritto alla vita affermato dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, fino ad arrivare alla risoluzione ONU del 28 luglio 2010 in cui si dichiara per la prima volta nella storia il diritto all'acqua come "un diritto umano universale e fondamentale".
E poi, il Referendum del 2011 dove lo mettiamo?
Non vorrei essere ripetitiva, ma le parole di Pepe saltano a piè pari i diritti umani universali e vanno esplicitamente verso le tasche dei politici e delle multinazionali che si riempiranno attraverso il futuro Acquedotto Meridionale!!!
Quindi basta con la solita solfa della necessità di salvare Alto Calore Servizi ma senza dire come!!!
La società così com’è va superata e ricostruita sulla base di un capitale totalmente pubblico, nel pieno rispetto del referendum e del diritto universale all’acqua.
Gli esempi di ripubblicizzazione in Italia ci sono e le professionalità per predisporre l’iter necessario pure, che si seguano quelli piuttosto che andare appresso i carrozzoni che tanto le piacciono!!!

Copia copiassa l'esame non si passa!!!

Ahi ahi ahi, ancora un episodio di copia & incolla!
La consigliera pentastellata, infatti, nella nota pubblicata oggi sul profilo facebook del M5S San Giorgio del Sannio, si muove, nemmeno tanto nascostamente, sulla linea che ho tracciato da giorni, chiamandola peraltro direttamente in causa, riguardo alla questione acqua ed Alto Calore Servizi.
Inizia facendo la morale al Sindaco Pepe per la sua lettera a Lello De Stefano e gli dice ironicamente che anche questa lettera, come quella a Mattarella, finirà in un cestino e, infine, lo invita ad unirsi alla battaglia del M5S.
Ebbene, premesso che dire così in maniera tranchant che la comunicazione istituzionale tra un sindaco e il Presidente della Repubblica è inutile mi sembra un atto poco corretto dal punto di vista istituzionale, appunto, è vero anche che a queste lettere che il nostro Sindaco ama scrivere ai suoi interlocutori politico-amministrativi a poco servono se non sono seguite da un’azione amministrativa forte, volta a marcare le proprie posizioni.
Tuttavia, è vero anche che la consigliera che dice al Sindaco che lui scrive solo letterine è proprio colei che è solita scrivere solo veline stampa che non si appoggiano ad alcun atto reale come portavoce dei cittadini!!!
Dunque, il bue che dice cornuto all’asino!!!
Ma non è finita qui, la consigliera lo invita ad unirsi alla battaglia del M5S… ma quale battaglia di grazia?
Forse la battaglia delle denunce e degli esposti, che, peraltro, è stata fatta prima di lei dai sindacati, dai comitati, dai meetup e perfino da cittadini anonimi, per cui non è nemmeno farina del suo sacco?
Su consigliera, dica lei al Sindaco e ai cittadini di che battaglia si tratta, visto che in due anni circa di consiliatura mica si è capito!!!!
A parte quel risibile impegno fatto firmare ai consiglieri dell’ATO (risibile perché la richiesta di revisione degli accordi tra Campania e puglia per la distribuzione equa dell’acqua è stata superata a piè pari dal progetto dell’Acquedotto Meridionale del PD di cui Campania e Puglia sono lo snodo principale) cos’ha prodotto la portavoce sangiorgese del M5S?
Nulla a quanto pare, se non decine di articoli e foto sui giornali.
Dov’è finita l’acqua pubblica che è una delle 5 stelle del Movimento?
Dov’è finito il tema della rispubblicizzazione delle società di gestione del servizio idrico?
Perché non una parola sull’Acquedotto meridionale?
Pertanto, cara consigliera, se proprio vuole copiare, copi le azioni amministrative del m5s regionale della Puglia che è stato capace dopo un lungo braccio di ferro di imporre al Presidente Emiliano un tavolo tecnico per la trasformazione di Acquedotto Pugliese in una società consortile speciale a capitale 100% pubblico e ha messo a capo di questo tavolo una delle persone più esperte di ripubblicizzazioni in Italia, il Prof. Alberto Lucarelli, noto costituzionalista, estensore dei referendum del 2011, nonché unico in Italia ad aver operato la ripubblicizzazione di una società per azioni in azienda speciale nella sua qualità di Assessore ai Beni Comuni della città di Napoli.
Si ricordi, consigliera, che lei è stata eletta per portare nell’Ente Locale la voce dei cittadini attraverso gli strumenti che le legge le mette a disposizione. Quando e come ha usato questi strumenti? 
E ancora, si ricordi che lei deve confrontarsi (e questo non lo dico io ma il Codice Etico che lei ha sottoscritto) con gli elettori iscritti al Movimento, con i simpatizzanti, con coloro che hanno a cuore i temi fondanti del M5S ma anche con gli elettori non iscritti, e lo deve fare rendendo completamente trasparente il suo agire amministrativo, cosa che oggi non accade, dal momento che le 12 tra mozioni e interrogazioni presentate sono sempre chiuse nel portale Rousseau cui si accede tramite password!
Lei deve favorire e sollecitare la partecipazione ed, invece, ha mortificato il modus operandi del Movimento, dal momento che in due anni ha organizzato, se si escludono un paio di recenti volantinaggi elettorali, due gazebo e un convegno, 
Quindi, cara consigliera, la smetta di scaldare la sedia e, soprattutto sull’acqua, sia precisa e documentata, visto che la questione dei debiti di Alto Calore è già secondaria da tempo: l’Acquedotto Meridionale mette i tappeti rossi alla gestione privata del servizio idrico e favorisce la svendita delle nostre fonti ed è questo che dobbiamo combattere!

venerdì 23 febbraio 2018

Alto Calore Servizi entra nella lista dei desideri elettorali

Oggi (il 21 febbraio) sono state pubblicati due interessanti notizie sul tema Alto Calore, gestore del servizio idrico in Irpinia e Sannio.
La prima è relativa ad una lettera al Presidente di Alto Calore Servizi, Raffaello De Stefano, inviata da Mario Pepe, Sindaco di San Giorgio del Sannio; la seconda è relativa ad un evento elettorale del M5S ad Avellino dal titolo “L’acqua è poca …”.
Visto il tema, una riflessione su entrambi è d’uopo.
Mario Pepe scrive, con la sua classica verve epistolare, al Presidente di ACS e gli chiede di affrontare la “vexata materia” dello stato economico finanziario di ACS attraverso la creazione della Lega dei Sindaci al fine di aprire una vertenza ad oltranza presso la regione Campania.
Ebbene, tale dichiarazione pone il Sindaco di San Giorgio del Sannio perfettamente in linea con la casta che ha creato il carrozzone Alto Calore e che con un altro carrozzone, questa fantomatica Lega dei Sindaci, propone di salvarlo!!!
E di che natura di grazia dovrebbe essere questa vertenza ad oltranza presso la Regione? 
A rigor di logica, dovrebbe vertere sul finanziamento dei lavori di ammodernamento delle reti.
Ma se i soldi la Regione, col suo Presidente De Luca, ha dichiarato che non ci sono, dove si andranno a prendere?
L’unica soluzione possibile per salvare capra e cavoli, soluzione che ad oggi è gradita sia a De Stefano sia all’Ente Idrico Campano, è l’Acquedotto Meridionale, per la cui realizzazione il Pd Nazionale e il governatore della Puglia Emiliano negli anni indirizzato tutti i propri sforzi ovvero una società partecipata del Ministero dell’Economia e dalle Regioni Puglia Campania e Basilicata che comprende anche l’Ente Irrigazione e che ha un programma investimenti di almeno 250 milioni di euro. 
Peccato che questa nuova società, che si nasconde dietro il paravento una governance affidata ad AQP, le cui quote sono della Regione Puglia, prevede l’ingresso di altre società di gestione sparse dal centro Italia in giù che hanno forti percentuali di partecipazione privata.
Ciò detto, è evidente che il Sindaco Pepe abbia ben più a cuore il sistema dei carrozzoni politici cui intende garantire la sopravvivenza attraverso questo scellerato sistema di scatole cinesi piuttosto che la salvaguardia dell’acqua e delle fonti nonché la ripubblicizzazione del servizio idrico come sancito dal referendum del 2011!!!
Ma questo lo sapevamo già, altrimenti avrebbe già risposto alle sollecitazioni mie personali e dei cittadini attivi del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio che, sia in incontri presso il Comune sia attraverso istanze protocollate via pec, gli abbiamo sottoposto, in primis quella di dichiararsi favorevole alla trasformazione di Alto Calore Servizi in Azienda Consortile Speciale, sul modello della proposta fatta in Puglia dal Prof. Alberto Lucarelli [noto costituzionalista, estensore dei referendum del 2011, nonché unico in Italia ad aver operato la ripubblicizzazione di una società per azioni in azienda speciale nella sua qualità di Assessore ai Beni Comuni della città di Napoli] e non ultima l’adesione alla Carta di Bari per la difesa e la riappropriazione delle sorgenti, messe in pericolo dall’Acquedotto meridionale, redatta dalla Rete per la difesa delle fonti idriche del Mezzogiorno d’Italia.
Passiamo ora alle notizie che ci vengono dall’evento del M5S tenutosi ad Avellino. Anche qui il tema unico era l’Alto Calore Servizi ma, come ormai accade da oltre 2 anni, si è parlato quasi esclusivamente della sua enorme mole di debiti. 
I candidati si sono prodigati nello sciorinare, in perfetto stile elettorale, la lista dei “desiderata”, primo fra tutti il fatto che, per salvare Alto Calore, il M5S ricorrerà al Concordato preventivo in continuità, già utilizzato a Livorno e Roma.
Tuttavia siamo sempre e solo a livello di “desiderata”. 
Ma cosa ha fatto negli ultimi due anni il portavoce Sibilia, insieme alla consigliera sangiorgese Maio, che, non si capisce per quali suoi particolari meriti venga sempre chiamata in causa, se non mettersi nella scia delle tante altre denunce, anonime, dei sindacati, dei comitati civici, dei cittadini, depositate presso i Tribunali di Avellino e di Benevento? 
I due possono, oggettivamente vantare qualche risultato concreto sulla questione della gestione del servizio idrico?
Premetto che non è facile sbrogliare questa matassa, tuttavia ci sono importanti esempi, peraltro all’interno del M5S stesso e geograficamente molto vicini a noi, che testimoniano che con il lavoro e la costanza le cose si possono fare e bene.
E’ il caso, infatti, della Puglia dove i comitati per l’Acqua Pubblica e le associazioni insieme al M5S regionale, dopo un lungo braccio di ferro, hanno obbligato il Presidente della Regione Emiliano a convocare un Tavolo Tecnico per la ripubblicizzazione di Acquedotto Pugliese. A questo tavolo è stato chiamato il prof. Alberto Lucarelli, noto costituzionalista, estensore dei referendum del 2011, nonché unico in Italia ad aver operato la ripubblicizzazione di una società per azioni in azienda speciale nella sua qualità di Assessore ai Beni Comuni della città di Napoli e, ad oggi, seppur con grandi difficoltà, il M5S sta lottando, forte anche della sinergia col territorio, per la ripubblicizzazione e per scongiurare la creazione dell’Acquedotto Meridionale.
Perché non sono stati avviati contatti con i comitati locali e con figure autorevoli nell’ambito della gestione dei beni comuni, lo stesso Lucarelli, Maurizio Montalto, Riccardo Petrella (solo per citare alcuni esempi)?
Perché già due anni fa Sibilia non ha ritenuto di avviare un percorso di conoscenza, approfondimento e preparazione alla ripubblicizzazione anche di Alto Calore?
Eppure era stato lui stesso a proporre nel 2016 un documento da far sottoscrivere ai Comuni sanniti ed Irpini affinché manifestassero la propria volontà di far gestire il servizio idrico ad una società consortile speciale a capitale 100% pubblico in cui Alto Calore avrebbe dovuto trasformarsi!
Perché ci si è persi dietro gli esposti e le denunce e non si è lavorato, in sinergia con il territorio e con i consiglieri regionali, su questo tema?
Ma nella ripubblicizzazione il M5S sannita ed irpino ci crede veramente o no, visto che il candidato irpino Grassi nel suo intervento ha addirittura sostenuto che “…. Ci può essere anche una Spa ma le regole devono essere chiare. …”
Che in Irpinia e Sannio si abbiano poche idee e pure confuse???
In conclusione, mentre mi auguro e noi tutti cittadini attivi ci auguriamo che il M5S sannita ed irpino decida finalmente di diventare grande e cominci ad affrontare il tema acqua non solo dal punto di vista giudiziario, rivolgo un invito al Sindaco Mario Pepe: lasci perdere la Lega dei Sindaci e si concentri sul proporre e sostenere la ripubblicizzazione !
Sarebbe un atto di grande importanza a salvaguarda del diritto all’acqua e per la realizzazione dell’esito referendario del 2011!
Sindaco Pepe, una volta per tutte, difenda i diritti dei cittadini, ora ne ha la concreta possibilità!

martedì 29 agosto 2017

Il Sindaco annuncia una nuova assemblea con il Presidente di Alto Calore Servizi: un'altra presa per i fondelli!!!

Il sindaco comunica alla cittadinanza che a settembre ci sarà una assemblea chiarificatrice con il Presidente di ALTO CALORE.
Ma per chiarire cosa?
Il quadro è già molto ma molto chiaro e da tempo.
l'abbiamo scritto e lo sosteniamo  da oltre un anno e lo ribadiamo ancora:

Dovremmo essere in guerra, una guerra per riappropriarci dell’acqua che Renzi e la Madia prima, De Luca ed Emiliano poi, hanno già deciso che deve essere gestita dai privati, ed invece siamo letteralmente presi in giro dai nostri amministratori, maggioranza e opposizioni.
Il Sindaco vuole chiarimenti da Alto Calore, la consigliera pentastellata pensa alle denunce in procura e agli accordi con la Puglia (solo uno specchietto per le allodole per tenere buoni campani da un lato e pugliesi dall'altro e prendere tempo), il gruppo Ricci tace e altro non può fare avendo perso il finanziamento di 1.900.000 euro per la ristrutturazione e potenziamento della rete idrica.
In tutto questo marasma, i cittadini vogliono soluzioni che ad oggi non ci sono.
E perché non ci sono?
perché la POLITICA NAZIONALE E REGIONALE HA GIA' DECISO, DA ANNI ORMAI, CHE LA GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO DEVE ESSERE AFFIDATA AI PRIVATI!!!

- Per volere di Renzi e del suo Governo, lo Sblocca Italia (D. L. n. 133/2014, convertito nella Legge n. 164/2014) ha avuto come obiettivo principale la concentrazione dei servizi pubblici locali nelle mani di poche grandi multi-utility capaci di competere all’estero e ha previsto che divenisse “gestore unico” (obbligatorio per ogni ambito territoriale) chi ha già in mano il servizio “per almeno il 25 % della popolazione” ( ovvero A2A, Iren, Hera e la famosa Acea che possiede il 15% delle quote di Gesesa etc) e poi la legge di Stabilità (legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha incentivato i Comuni a privatizzare i servizi pubblici a rete (acqua inclusa) attraverso sconti sul Patto di Stabilità interno.

A ciò si devono aggiungere: 
- il Testo Unico sui servizi pubblici locali, decreto attuativo della legge Madia, che nei fatti indica ai comuni come la ripubblicizzazione dell’acqua debba essere solo una delle vie possibili, e ovviamente non la preferibile. Ed in più cancella di fatto anche l’altro referendum, quello sulla tariffa ovvero stabilisce che si tornerà a leggere in bolletta la voce la “adeguata remunerazione del capitale investito, coerente con le prevalenti condizioni di mercato”; 
- la cancellazione dell'art. 6 della Legge per la Ripubblicizzazione dell'Acqua , ovvero l'abolizione di quella norma che prevede che l'acqua sia pubblica, che la gestione dell'acqua sia pubblica e che le infrastrutture dei servizi idrici siano pubbliche.

In Campania, la longa manus del Sottosegretario alle Infrastrutture Del Basso De Caro, riferimento assoluto di Renzi nel nuovo collegio elettorale Sannio – Irpinia, ha presumibilmente avuto, tra le sue missioni, quella di consegnare le sorgenti più importanti dell’Italia meridionale nelle mani di ACEA, ovvero di Caltagirone, che ha in Gesesa il suo presidio sui nostri territori. 
Ecco, quindi, che nel dicembre 2015 viene approvata, in una seduta allucinante del Consiglio Regionale, presieduto, lo ricordiamo, da un'altra fedelissima, di area irpina stavolta, Rosetta D'Amelio, la legge regionale di riordino del servizio Idrico nr. 15/2015, il cui padre è il Consigliere PD Fulvio Bonavitacola.
Questa legge accentra il potere nelle mani di pochi, anzi di pochissimi (un Presidente, un Direttore Generale e 20 membri di un Comitato Esecutivo, i quali governeranno le scelte gestionali di tutti i 550 comuni della regione) per cui i sindaci non hanno alcun potere decisionale.

Questa legge di riordino, inoltre, sin dall'art. 1, si mostra in linea di continuità con gli intenti del PD e del Governo. Nell'art. 1, infatti, si legge “La Regione Campania riconosce che l’acqua è un bene collettivo di origine naturale che va tutelato ed utilizzato prioritariamente per le occorrenze della vita umana […]“
Ebbene, definire l'acqua come bene collettivo, cioè pubblico, e non come bene comune, ovvero un diritto fondamentale della persona umana, non del cittadino, un diritto che è sopranazionale, di interesse collettivo, transgenerazionali, cioè un bene che deve arrivare alle future generazioni, costituisce l'escamotage che consente all'estensore della legge, che nel caso di questa legge regionale ha precisi indirizzi politici nazionali, di sostenere la tesi che l'acqua rimane pubblica anche se la gestione è affidata ai privati, i quali, non essendo dei benefattori gestiranno il servizio nell'ottica del massimo profitto.
Inoltre, l'art. 21 della legge regionale al comma 6 dice: “ai soggetti gestori titolari di affidamenti conformi al regime pro tempore di cui all’art. 172 del decreto legislativo n. 152/2006, al fine di favorire sinergie operative di gestione del ciclo, sono consentite, nel rispetto della normativa nazionale, operazioni societarie volte all’aggregazione e razionalizzazione delle gestioni esistenti, da attuare in conformità a quanto previsto dall’art. 3 bis del decreto legislativo n. 138/2011, anche ai fini della razionalizzazione delle partecipazioni degli enti territoriali (diminuzione delle cosiddette società partecipate)”.

Quindi, in buona sostanza, il discorso è questo: gli obblighi della Legge Regionale nr.15/2015 sono figli di un chiaro intento di Renzi, del Governo e del PD nazionale di far entrare ii privati nella gestione dei servizi pubblici locali.
In virtù di ciò, pur essendoci altre soluzioni diverse dalla fusione, che rimane comunque e sempre una possibilità e non un obbligo, i sindaci del PD e gli esponenti PD locali spingono per questa eventualità.

A questo punto, si inserisce la volontà ormai nemmeno più tanto celata, del Presidente della Regione Puglia Emiliano di creare la più grande multiutility del Sud Italia attraverso la fusione di Acquedotto Pugliese con Alto Calore e Gesesa.
Per farlo è sua intenzione vendere le quote societarie di Acquedotto Pugliese, di proprietà della Regione, ai Comuni, non certo per mantenere l’acqua pubblica ma per favorire la svendita di queste quote ai privati, stante l’indisponibilità economica dei Comuni stessi per il rifacimento e la manutenzione delle reti. Un’ulteriore conferma della volontà di svendere l’acqua è la nomina a Presidente di AQP dell’ing. Nicola De Sanctis, con un recente passato in IREN s. p. a., una delle principali multiutility italiane.
Questo quadro desolante rende ancora più evidente, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, che i politici oggi per potersi pagare le campagne elettorali e per poter poi, gestire al meglio quel mondo di mezzo dei tanti Buzzi e Carminati che bazzicano intorno alla politica, devono necessariamente sottomettersi ai poteri forti economico finanziari, banche e multinazionali, che guardano all’acqua come al petrolio del presente e del futuro.

Tutto ciò detto, è evidente , e non mi stancherò mai di dirlo, che la politica, e il PD in particolare, quella stessa politica che ha distrutto Alto Calore, ha creato artatamente la crisi idrica fino a farla giungere ai livelli di disperazione che stiamo vivendo oggi, e questo a partire dagli accordi del 2012, (così come è già accaduto in passato per le numerose crisi dei rifiuti, per l’emergenza incendi, per la ricostruzione post sismica, per la questione migranti) per poter, poi, portare a compimento il proprio piano di svendita dell’acqua, e più in generale, dei servizi ai privati.

E per rendere ancora più critica la situazione e costringere il popolo ad accettare l'ingresso dei privati, purché venga distribuita l'acqua, ci si mette pure De Luca, il quale ha dichiarato più volte, l'utima ad Avellino il mese scorso, che la gestione pubblica è "una bella poesia" e che soldi per la ritrutturazione delle reti non ce ne sono per cui toccherà ai nuovi gestori privati provvedere.
Per esteso la sua dichiarazione è la seguente: "Sull’acqua pubblica ci siamo riempiti la bocca di poesia, ma la verità è che servirebbero centinaia di milioni sulle reti e lo Stato non ha i soldi.
Decidiamo:o ci riempiamo il cuore di poesia o facciamo arrivare l’acqua nelle case".
Tutto chiaro no?
Se la Regione abdica al ruolo di programmare gli investimenti, non potrà che toccare al nuovo gestore.

Alto Calore i soldi non ce l'ha, e proprio nei giorni scorsi i sindacati hanno ancora una vola dichiarato la loro preoccupazione per la salvaguardia dei livelli occupazionali che sembrano piuttosto a rischio e per gli stipendi che non vengono pagati.
Ecco , dunque, che la soluzione più adeguata è affidare la gestione del servizio idrico ai privati, ovvero la multiutility del Sud di Emiliano che vede al centro degli investitori ACEA, una controllata dalla SUEZ, che distribuisce acqua a 116,4 milioni di persone in tutto il mondo.

In conclusione, l'obiettivo della politica è tenerci in un’emergenza continua per poi proporci la soluzione capestro della gestione privata di un bene che, invece, è un diritto inalienabile dell’uomo!!!

Le cose potranno cambiare solo se il popolo vorrà ribaltare il sistema una volta per tutte, innanzitutto non votando più coloro che ci stanno distruggendo.
Il popolo deve uscire una volta per tutte dal meccanismo perverso del clientelismo, del voto venduto per un favore, del voto dato ai parenti e ai conoscenti legati a questo o a quel politico di professione che magari un giorno viene pure arrestato!
Le crisi, le emergenze, le difficoltà politico amministrative che viviamo oggi, sono senza dubbio figlie di questa scellerata consuetudine e, se ad oggi le cose non sono cambiate ancora, vuol sicuramente dire che al popolo, alla maggioranza del popolo va bene così, va bene essere collusi e complici di coloro che ci stanno portando alla distruzione.

Ad oggi, la cosa più importante che il popolo può fare è innanzitutto non lamentarsi delle condizione in cui siamo perché, attraverso il voto, il popolo stesso ha creato le basi per questa condizione che viviamo oggi. E a nulla servono le interviste televisive, e le riunioni con coloro che sono i primi colpevoli di questa situazione!

COME SEMPRE DICHIARA PADRE ALEX ZANOTELLI, IL POPOLO DEVE ASSUMERSI LA RESPONSABILITA' DI ESSERE IL CUSTODE DELL'ACQUA E DIFENDERE A SPADA IL CONCETTO DI ACQUA BENE COMUNE E DIRITTO PER TUTTI!
PER FARLO, E' NECESSARIO METTERE IN CAMPO TUTTE LE AZIONI PACIFICHE POSSIBILI PERCHE' VENGA RISPETTATO IL REFERENDUM E PERCHE' VENGA SCONGIURATO IL PROGETTO DI PRIVATIZZAZIONE DELLA CAMPANIA E DEL SUD ITALIA.

venerdì 25 agosto 2017

I comunicati stampa della consigliera pentastellata di San Giorgio ci fanno sempre più cadere le braccia!

Dovremmo essere in guerra, una guerra per riappropriarci dell’acqua che Renzi e la Madia prima, De Luca ed Emiliano poi, hanno già deciso che deve essere gestita dai privati, ed invece la consigliera che fa? 
Continua per la sua strada fatta di selfie e di comunicati stampa dove si dicono cose trite e ritrite, e soprattutto superate.
Lei sta ancora ferma al livello degli Accordi Interregionali con la Puglia, temporanei o definitivi che siano, mentre la politica è già molto, ma molto più avanti.
Chi è veramente addentro alla questione della distribuzione dell’acqua tra Campania e Puglia, sa bene che, come spesso sottolineato dal geologo ed ex dirigente di Alto Calore Sabino Aquino, la situazione che esiste oggi sulle sorgenti irpine è simile a quella di un bicchiere pieno nel quale sono immerse tante cannucce. In Italia esistono oltre 5000 acquedotti che sfruttano le sorgenti nazionali e nel caso irpino, la mancanza di una organizzazione unica ed integrata, sempre secondo Aquino,non ha permesso di quantificare la reale quantità di acqua che viene drenata in una direzione piuttosto che in un’altra.
Dal punto di vista tecnico scientifico, infatti, i nostri corsi di acqua e le sorgenti non conoscono né i confini geografici né quelli delle amministrazioni. Un gestore unico, invece, come sostiene anche Aquino, può salvaguardare i Comuni ed i cittadini dai rischi di inquinamento, garantire le interconnessioni tra reti, metterci a riparo dalle crisi idriche e garantire una adeguata gestione dei pozzi e degli invasi.
Sulla base di queste evidenze, la politica, e il PD in particolare, quella stessa politica che ha distrutto Alto Calore, ha creato artatamente la crisi idrica fino a farla giungere ai livelli di disperazione che stiamo vivendo oggi, e questo a partire dagli accordi del 2012, (così come è già accaduto in passato per le numerose crisi dei rifiuti, per l’emergenza incendi, per la ricostruzione post sismica, per la questione migranti) per poter, poi, portare a compimento il proprio piano di svendita dell’acqua, e più in generale, dei servizi ai privati.
Prova ne sono da una parte la scellerata legge di riordino del servizio idrico campano che accentra il potere nelle mani di pochi, anzi di pochissimi (un Presidente, un Direttore Generale e 20 membri di un Comitato Esecutivo, i quali governeranno le scelte gestionali di tutti i 550 comuni della regione) e dall’altra, la volontà ormai nemmeno più tanto celata, del Presidente della Regione Puglia Emiliano di vendere le quote societarie di Acquedotto Pugliese, di proprietà della Regione, ai Comuni, non certo per mantenere l’acqua pubblica ma per favorire la svendita di queste quote ai privati, stante l’indisponibilità economica dei Comuni stessi per il rifacimento e la manutenzione delle reti. Un’ulteriore conferma della volontà di svendere l’acqua è la nomina a Presidente di AQP dell’ing. Nicola De Sanctis, con un recente passato in IREN s. p. a., una delle principali multiutility italiane.
Questo quadro desolante rende ancora più evidente, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, che i politici oggi per potersi pagare le campagne elettorali e per poter poi, gestire al meglio quel mondo di mezzo dei tanti Buzzi e Carminati che bazzicano intorno alla politica, devono necessariamente sottomettersi ai poteri forti economico finanziari, banche e multinazionali, che guardano all’acqua come al petrolio del presente e del futuro.
Ed è evidente anche che la responsabilità più grande di questa situazione si deve attribuire esclusivamente a quella maggioranza di italiani che ancora oggi vota questi politici, nonostante ci stiano rubando non solo il nostro bene più prezioso ma ci stiano togliendo tutti i diritti, anche quelli garantiti dalla Costituzione.
Ciò detto, appare chiaro che la situazione è talmente ben avviata verso un itinerario già previsto ed organizzato che pochissimi sono i margini di risoluzione immediata.
Bisogna essere chiari su questo!
Ad oggi non è cambiato niente e niente cambierà nell’immediato futuro perché i partiti, con la regia del PD, hanno deciso e stanno portando avanti il loro piano, che è tutto tranne un’operazione a favore dei cittadini!!!
L’acqua non è tornata nei rubinetti dopo la riparazione dell’elettropompa di Cassano né tantomeno tornerà quali che saranno i prossimi accordi con la Puglia: l’obiettivo della politica è tenerci in un’emergenza continua per poi proporci la soluzione capestro della gestione privata diun bene che, invece, è un diritto inalienabile dell’uomo!!!
Le cose potranno cambiare solo se il popolo vorrà ribaltare il sistema una volta per tutte, innanzitutto non votando più coloro che ci stanno distruggendo.
Il popolo deve uscire una volta per tutte dal meccanismo perverso del clientelismo, del voto venduto per un favore, del voto dato ai parenti e ai conoscenti legati a questo o a quel politico di professione che magari un giorno viene pure arrestato!
Le crisi, le emergenze, le difficoltà politico amministrative che viviamo oggi, sono senza dubbio figlie di questa scellerata consuetudine e, se ad oggi le cose non sono cambiate ancora, vuol sicuramente dire che al popolo, alla maggioranza del popolo va bene così, va bene essere collusi e complici di coloro che ci stanno portando alla distruzione.
Per questo, ogni volta che vi manca l’acqua nei rubinetti di casa, pensate a quante volte vi siete impelagati anche voi in questo meccanismo: forse lavarvi con la minerale vi costerà meno fatica.

N. B. In Puglia il M5S da tempo ha dato vita a una grande mobilitazione contro Emiliano, nelle Istituzioni e fuori; a San Giorgio del Sannio la consigliera pentastellata ed il suo entourage si crogiolano nei comunicati stampa e si fanno intervistare alla tv: ah, il pensiero delle prossime elezioni!!!



mercoledì 21 giugno 2017

NOVITA' IMPORTANTI SUL FRONTE ACQUA E CRISI IDRICA


ANCHE SE NON POTREMMO AVERNE BENEFICI IMMEDIATI, E' STATO FINALMENTE APPROVATO IL FINANZIAMENTO PER L'OTTIMIZZAZIONE DELLA POMPA DI SOLLEVAMENTO DI CASSANO IRPINO pari a 6.259.327,00 !!! 

A lavori finiti, il nuovo impianto di Cassano consentirà una maggiore capacità di portata ed un notevole risparmio energetico. 
Il finanziamento non inciderà sull’attuale emergenza in quanto la cantierizzazione dell’opera prevede ben 18 mesi di lavoro. 
L’Alto Calore otterrà un primo finanziamento già nel 2017 di € 1.259.327, il restante importo sarà suddiviso in altre due tranche € 3.000.000 nel 2018 e € 2.000.000 nel 2019 secondo il cronoprogramma. 
Inoltre, in un incontro tenutosi ieri a Caserta, sono stati ridefiniti i prelievi idrici 
dall’Alta Irpinia e i rapporti tra la Campania e la Puglia alla luce dell’emergenza idrica. L’acqua della fonte di Cassano sarà suddivisa al 50% tra Puglia e Campania, dando respiro alla zona dell’Alto Calore. 
Fino a ieri la la fonte di Cassano forniva per il 20% acqua alla Campania e per l’80% alla Puglia, da ieri si fa a metà tra le due regioni!!! 
Inoltre è stata autorizzata la messa in esercizio del potabilizzatore di Conza, costruito da Acquedotti Pugliesi in territorio campano, che consentirà di immettere da subito in rete altri 1.000 litri al secondo.

mercoledì 8 febbraio 2017

Poveri sangiorgesi, cornuti e mazziati!!!

Poveri noi sangiorgesi, cornuti e mazziati!!!

Mentre da mesi e mesi siamo costretti a lavarci con le salviettine e a gravare sul bilancio familiare con un sempre maggiore acquisto di acqua minerale, tutti gli attori della querelle acqua/alto Calore sembrano convinti di poter risolvere la questione a colpi di comunicati stampa.
Ne leggiamo ormai più d'uno al giorno, chi raccoglie dossier su Alto Calore, chi fa le operazioni trasparenza, chi accusa quelli che fanno le operazioni trasparenza e i dossier, chi scrive le letterine per chiedere ed invitare ma mai per imporsi...li leggiamo sempre uguali, sempre gli stessi...cambia solo l'ordine delle parole ma il significato è sempre identico: galleggiare sul problema e non fare mai niente di concreto per risolverlo.
In verità, dei vecchi politicanti travestiti da giovani rampanti, quelli che parlano di sciacalli da tastiera ogni volta che un cittadino esprime una voce fuori dal coro, non mi meraviglio più di tanto, il cambiare tutto per non cambiare niente è nella loro natura, ma quelli che sono stati eletti perché paladini del cambiamento vero che li abbiamo votati a fare?
E' da giugno che tutto hanno fatto tranne che concentrarsi sul problema vero che affligge San Giorgio, ovvero l'erogazione idrica a singhiozzo...eppure, abbiamo provato a sollecitarli, a cercare di indicare nuove strade oltre quella dell'esposto in Procura che, pur sacrosanto, non fa scorre l'acqua nei rubinetti.
Abbiamo chiesto che venissero ascoltati i cittadini, che venisse indicato un sito, un blog, uno spazio dove inviare, contributi , proposte, idee, ma non ci è stata mai data risposta.
Abbiamo chiesto che venissero sollecitati i fondi regionali per i lavori a Cassano Irpino, ma questa è una proposta che sembra non andare a genio alla consigliera pentastellata perché sembrerebbe essere troppo in linea con l'azione di Alto Calore Servizi.
Abbiamo chiesto che si impegnasse per il reperimento di fondi europei, nazionali, regionali per l'eventuale potenziamento dei serbatoi di accumulo insistenti sul territorio comunale, così come richiesto a gran voce dai cittadini, ma anche questa proposta non è stata presa in considerazione.
Francamente se questo era il meglio che offriva la piazza sangiorgese per ricoprire la carica di portavoce dei cittadini, non riesco proprio ad immaginare cosa potesse essere il peggio!!!
Il M5S in tanti altri Comuni d'Italia sta ottenendo risultati importanti in termini di trasparenza, partecipazione, condivisione, attenzione alle fasce sociali deboli, anche se i consiglieri siedono nei banchi della minoranza, a San Giorgio del Sannio ci viene negato anche il “minimo sindacale” previsto dagli impegni presi all'atto della candidatura.
Intanto, l'acqua continua a mancare e ormai in paese serpeggia un'ipotesi da ultima spiaggia: chiamare Striscia la Notizia o Le Iene … e per le prossime elezioni è caccia al Gabibbo come candidato sindaco: almeno lui qualche problema finora lo ha risolto!!!

Gentile Consigliera a 5 stelle, ma le si è incantato il disco???

Da ragazzini, negli anni 80, eravamo soliti organizzare le feste in casa, durante le quali quello più svelto del gruppo si improvvisava DJ...all'epoca esisteva solo il vinile e capitava spesso che, proprio nel bel mezzo della canzone che ci piaceva e proprio mentre ci stavamo divertendo, la puntina del giradischi impazziva e si imballava sempre sullo stesso solco...la musica si incantava e dal fondo della stanza si sentiva una voce che gridava: “A DJ, ma te s'è incantato il disco???”

Leggendo gli ultimi comunicati della consigliera M5S al Comune di San Giorgio del Sannio sulla questione carenza idrica e Alto Calore ho avuto un deja vu … “gentile consigliera, ma le si è incantato il disco???”
Se Pepe tace è complice … Sindaco, non si nasconda dietro omertosi silenzi, dica pubblicamente se condivide la gestione di Alto Calore Servizi… Ritiene che la dottoressa Chiavelli possa tranquillamente continuare a sedere nel Cda di Alto Calore? … abbia il coraggio di un'azione forte e significativa: chieda alla signora Maria Lucia Chiavelli di lasciare immediatamente il Consiglio di amministrazione della Alto Calore Servizi. …

Ma cosa si aspetta, gentile Consigliera dal Sindaco Pepe e dai soci di Alto Calore?
Sappiamo tutti che Alto Calore è un fortino PD e che il PD è duro a morire, considerando anche che è fallito l'assalto mastelliano alla Provincia, che Ricci è rimasto in sella e che Del Basso De Caro continua a riacquistare terreno laddove sembrava averne perso.
Come sappiamo bene che pochi sono quelli che, eventualmente, si porranno il problema di non votare il bilancio quando sarà il momento, proprio per non mettersi fuori dal grande carrozzone.
E' la casta baby, e lei cosa pretende, di combatterla a colpa di comunicati stampa in cui scrive del nulla farcito di niente?

Scriva piuttosto che è stata capace di rinvenire nell'ampio panorama dei finanziamenti disponibili quello che calza a pennello per costruire il nuovo serbatoio a servizio del Comune di San Giorgio e che la sua proposta è stata accolta con favore dall'Amministrazione!
Ah, ma deve farlo prima di scriverlo...beh, certo, deve prima farlo… e allora si sbrighi, lo faccia, invece di riproporre ad es. la vecchia menata della qualità dell'acqua e dei dati non pubblicati!!!
E' vero il sito di Alto Calore è fermo ai dati del 2015, è vero che Alto Calore non è trasparente, ma insinuare ancora una volta che l'acqua non sia buona, francamente è davvero troppo!
Ma non le è bastata la lezione della campagna elettorale, quando fu proprio una candidata della sua lista a dichiarare che l'acqua distribuita da Alto Calore era inquinata da escherichia coli?
Venne pubblicamente smentita da Alto Calore e i dati relativi al periodo che va da gennaio a maggio 2016, da me richiesti, furono pubblicati sulla stampa, sui social, sul blog degli Amici di Beppe Grillo e sulla piattaforma Meetup. Pertanto, è vero che questi dati non sono stati pubblicati direttamente da Alto Calore ma è altrettanto vero che sono stati resi noti alla popolazione e la gente sa che cosa beve!!!

Dunque, gentile consigliera, alzi la puntina del giradischi e cambi musica, altrimenti farà la fine del buon Antonello Venditti, le cui canzoni, pure se le suoni una sull'altra sono sempre tutte uguali!!!

N. B. Premesso che l'iniziativa istituzionale del Portavoce Sibilia è pienamente in linea col suo ruolo di portavoce appunto (nel senso che si è fatto portavoce presso gli Enti preposti di una serie di esposti che. già decine e decine di volte in maniera singola, sono stati indirizzati dal 2014 in poi ai Procuratori di Avellino e Benevento, alla Guardia di Finanza , a singoli magistrati e all'ANAC) e che ne prediamo atto, non bisogna dimenticare che oggi è il 30 gennaio e che all'estate manca poco ormai: non sappiamo se sarà un'estate torrida come le ultime ma quello che sappiamo per certo è che non è sicuramente possibile risolvere il problema della carenza idrica in così poco tempo, anche se a breve verranno concessi i fondi necessari per la ristrutturazione dell'elettropompa di Cassano Irpino.
E' assolutamente necessario, quindi, e ormai del tutto improrogabile, nell'esclusivo interesse dei cittadini che qualcuno supporti l'amministrazione nella ricerca di soluzioni immediate (il nuovo serbatoio?) e nel reperimento dei fondi europei, nazionali e/o regionali atti alla bisogna.
Seppur necessario per riportare la situazione sui binari della giustizia, stanti i tempi tecnici della burocrazia italiana, non possiamo certo aspettare che i giudici facciano il loro lavoro per far tornare l'acqua nei rubinetti!!!

martedì 3 gennaio 2017

Cara Befana ti scrivo: lettera aperta alla Befana del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio

Cara Befana, 
non siamo bambini ma ti scriviamo lo stesso per chiederti un regalo.
Non un regalo materiale, ovviamente, non cioccolato e caramelle o la super calza della pubblicità, quanto piuttosto un aiuto, una sorta di consulenza amichevole.

Come sicuramente saprai, a San Giorgio del Sannio lo scorso maggio ci sono state le elezioni comunali, è stato eletto un nuovo sindaco e anche il M5S ha avuto un buon risultato con 764 voti.
764 cittadini hanno scelto il Movimento per portare avanti i valori del cambiamento, trasparenza, partecipazione, condivisione, eppure a ormai 7 mesi dalle elezioni di tutto quanto sperato non abbiamo traccia.

Certo, potrai obiettare che forse 7 mesi sono pochi per essere incisivi all'interno di una macchina comunale ben consolidata… può darsi, ma da una persona già candidata Consigliere al Comune di Benevento con una lista civica nel 2011, candidata alle Regionali per il M5S nel 2015 e poi ancora nel 2016 addirittura candidata a Sindaco, un minimo di conoscenza delle modalità di gestione di un Comune ce la si aspetta, altrimenti vuoi che il M5S avrebbe candidato per ben 2 volte una persona del tutto sprovveduta???

Beh, cara Befana, sta di fatto che, pur concedendo tutte le attenuanti relative all'inesperienza da un lato e alla scaltrezza politica degli altri amministratori, già avvezzi, e da decenni, alle poltrone, questo NULLA che ha caratterizzato la prima parte della consiliatura è veramente imbarazzante!!!
Ma, ti starai chiedendo, “cosa c'entra tutto questo con me?”
C'entra, c'entra, perché ti chiediamo di portare ai cittadini sangiorgesi una calza piena di un sol dono: il rispetto dei principi fondanti del Movimento ed un'azione politico amministrativa ad essi ispirata.

Non è impossibile, dai, cara Befana, facci questo regalo!!!
Ne puoi esser certa, non è impossibile, visto che in tantissimi Comuni d'Italia dove il Movimento è all'opposizione, anche con un solo consigliere, così come a San Giorgio, trasparenza, partecipazione, condivisione, sono valori concretamente e quotidianamente rispettati: esiste un sito web di riferimento sulla piattaforma nazionale delle liste civiche del Movimento, esiste un sito web di riferimento del M5S locale, spesso esiste anche uno spazio sulla piattaforma meetup; in questi spazi vengono postati tutti i materiali usati per l'azione amministrativa, il programma elettorale, i curriculum di candidati ed eletti, dossier informativi, interrogazioni e mozioni, i comunicati stampa, i report dei consigli comunali e, ove possibile anche i video; in questi spazio i cittadini possono comunicare con i loro portavoce, dare input e suggerimenti, costruire un'interazione insomma. 
Noi avremmo più volte voluto farlo e lo abbiamo anche chiesto tramite la stampa locale ma, nonostante estenuanti ricerche, non abbiamo trovato nessuno spazio istituzionale dove poterlo fare. 

Ad oggi, ad esempio, non sappiamo nemmeno come verranno utilizzati i gettoni di presenza dei Consigli Comunali e delle Commissioni Consiliari… a Viadana in Lombardia, ad es, i 2 consiglieri comunali hanno restituito o gettoni del primo semestre e con il ricavato hanno contribuito a finanziare parte dei libretti-ricordo di fine anno dei bambini dell'asilo e con il ricavato dei prossimi sei mesi contribuiranno a finanziare un corso didattico…
Cara Befana, ci fai il regalo di farci sapere a quale ente benefico o associazione o istituto verranno donati i gettoni della consigliera M5S di San Giorgio???

Ci fai il regalo di sapere che fine ha fatto il famigerato dossier su Alto Calore Servizi che avrebbe dovuto portare all'individuazione di soluzioni per tutti i problemi di questa società e per tutte le vicissitudini quotidiane degli utenti, dalle bollette pazze alla mancanza d'acqua?
Cara Befana facci anche questo regalo, perché, forse non lo sai, ma anche durante queste feste moltissime abitazioni di San Giorgio sono rimaste senz'acqua, e non è certo una bella situazione, con tutti quei piatti da lavare dopo cenoni e festeggiamenti vari !!!

Per non parlare, poi, dei video dei consigli comunali!!!
Per anni dei semplici cittadini attivi hanno portato nelle case dei sangiorgesi le immagini dei consigli attraverso You Tube, e ora che c'è un portavoce tutti si aspettavano quanto meno la diretta dei consigli: la realtà è che ad oggi c'è una consigliera ma non ci sono più i video su You Tube!!!

Te lo chiediamo per cortesia, cara Befana, facceli tu questi regali, altrimenti non ci resta altro che fare un pellegrinaggio in qualche luogo sacro a chiedere una grazia, magari da Santa Rita, la Santa dei casi impossibili!!!











venerdì 7 ottobre 2016

Un'interrogazione tutta da ridere (parte seconda)

Qualche giorno fa abbiamo espresso, sia attraverso i social sia attraverso la stampa, la nostra opinione sulla interrogazione presentata dalla consigliera del M5S al Comune di San Giorgio riguardo alla potabilità dell'acqua e ai controlli sulla potabilità stessa.
Ebbene, mentre pare che siano insormontabili le difficoltà di comunicazione dell'opposizione pentastellata con Alto Calore Servizi, noi continuiamo proficuamente i nostri carteggi con i laboratori che si occupano della vigilanza sulle acque potabili.
Su segnalazione di alcuni cittadini,infatti, avevamo richiesto un intervento relativo al fatto che per tutta la notte del 31 ottobre e la giornata del 1 settembre scorso, dopo la sospensione idrica a causa della rottura della condotta adduttrice per una frana nel Comune di Cassano Irpino, in alcune zone di San Giorgio l'acqua del rubinetto era opaca e quasi lattiginosa ed in alcuni casi di colore marroncino.
Ebbene oggi abbiamo ricevuto due comunicazioni a firma del Direttore Tecnico dell'Alto Calore Geom. Spiniello con le quali ci si comunica il risultato delle analisi del 2 settembre scorso, nella
norma per i valori dei parametri di routine chimici e microbiologici (batteri coliformi a 37° ed Escherichia Coli) nonché dei risultati dei prelievi effettuati in Via Pontariello, zona particolarmente interessata al fenomeno dell'opacità.
Per questo ultimo caso in data 8 settembre si registravano ancora episodi di torbidità che, dopo ripetuti scarichi, rientravano nella normalità come da analisi effettuate il 12 settembre.
In calce alle note si rassicuravano gli
utenti del servizio sulla frequenza dei controlli e sul fatto che, in caso di non conformità, sarebbero stati immediatamente avvertiti il Comune, l'ASL e l'Ambito Territoriale Ottimale.
Queste sono per noi attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo ulteriori importanti conferme del fatto che non è necessario né essere consiglieri comunali né agire sotto l'egida di un simbolo per avere le opportune risposte: basta semplicemente conoscere l'argomento di cui si sta parlando e fare le domande giuste agli interlocutori giusti.
A buon intenditor poche parole.

lunedì 3 ottobre 2016

ANCORA UN'INTERROGAZIONE TUTTA DA RIDERE!!! IL M5S DI SAN GIORGIO DEL SANNIO HA TOPPATO ANCORA!!!

In riferimento all'articolo pubblicato da alcuni giornali [ad es qui] e relativo all'interrogazione presentata dalla consigliera di Minoranza del M5S al Comune di San Giorgio del Sannio riguardo alla potabilità dell'acqua,
ci sia consentito replicare in qualità di cittadini attivi da anni attenti alla questione e per questo in costante contatto con il laboratorio analisi di Alto Calore Servizi.

Partiamo dalle questioni tecniche, ovvero chi effettua i controlli sulla potabilità: premesso che se l'acqua non fosse potabile non potrebbe essere affatto distribuita [Carta dei Servizi Alto Calore cap2.8], non è difficile scoprire chi effettua i controlli, anche senza interrogare il Sindaco, basta leggere il D. Lgs. 02-02-2001 n. 31 “Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano”.
La legge vigente, infatti, oltre a stabilire i valori di parametro per le diverse sostanze che possono essere solubili in acqua, definisce anche dove devono essere effettuati i controlli e da chi.

Ad esempio, nei punti di prelievo delle acque superficiali e sotterranee o a livello degli impianti di adduzione, di accumulo e di potabilizzazione. Ovviamente anche la rete di distribuzione deve essere controllata e tutte queste verifiche sono di competenza dei gestori dei servizi idrici. I punti di prelievo dei controlli interni possono essere, inoltre, concordati con l’Azienda sanitaria locale. Quest’ultima ha il compito di eseguire quelle che sono note come “verifiche esterne”, ovvero l’Asl deve garantire la qualità dei corpi idrici per le acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile, oltre che i punti di distribuzione. In conclusione, l’acqua che giunge alle nostre case prima di arrivare al rubinetto viene adeguatamente controllata almeno da due enti: il gestore e l’Asl.
E proprio con il Gestore, Alto Calore Servizi, i cittadini attivi del Meetup Amici di Beppe Grillo già dal 2013 hanno iniziato un carteggio relativo alla qualità dell'acqua, in concomitanza con la chiusura dei pozzi di Chiusa e S.Eustachio a Montoro e Solofra per la presenza di teracloroetilene, carteggio di cui è presente traccia sia nel sito istituzionale del Comune alla voce Informazioni ambientali sia nel nostro blog. [vedi nota n.13315 del 14 ottobre 2014 pubblicata qui]
Ci sia consentito, inoltre, evidenziare che, proprio grazie alle sollecitazioni costanti degli attivisti, la scheda di qualità dell'acqua relativa al Comune di San Giorgio del Sannio è stata aggiornata ai dati medi del 2015 mentre per gli altri Comuni si è fermi al 2013.

Ma veniamo ora alla questione della presunta intempestività del Comune nella comunicazione della non potabilità dell'acqua durante i lavori di ripristino di un guasto avvenuto nel mese scorso.
Che questa osservazione venga proprio dalla consigliera del M5S, francamente, ci fa sorridere visto che, durante la scorsa campagna elettorale, fu proprio una candidata della lista del M5S, responsabile di un laboratorio di analisi microbiologiche peraltro, a pubblicare un documento, con tanto di carta intestata del M5S, nel quale segnalava la presenza di batteri di provenienza fecale nell'acqua distribuita da Alto Calore e creava allarmi ingiustificati nella popolazione sulla base di analisi il cui risultato era, francamente, del tutto opinabile. [ne parliamo qui e qui]
Da quale pulpito viene la predica!

Alla consigliera, dunque, ci permettiamo di dare un consiglio: si interessi di più ai problemi reali della popolazione, che a San Giorgio non sono pochi, e , soprattutto, cambi spin doctor che è meglio.











martedì 27 settembre 2016

I cittadini chiedono l'acqua ma hanno in risposta domande e numeri

Siamo alla fine del mese di settembre e in alcune zone di San Giorgio ancora si va a letto la sera senz'acqua e ci si sveglia la mattina nella stessa situazione. 

C'è da dire, però, che, come promesso in campagna elettorale, la maggioranza sta facendo di tutto per individuare soluzioni al problema. Tra queste, la più gettonata è la sostituzione dell’acqua con la birra. A tal proposito, non si può non evidenziare che l'appuntamento con le birre artigianali, da poco realizzato nella piazza principale del paese, sembra aver avuto dei risvolti talmente positivi che a breve partirà il secondo appuntamento, una sorta di Oktoberfest sannita che si terrà nella zona del mercato coperto. Speriamo che, quanto meno, non manchino le docce!

Su fronte opposizione, invece, se da una parte Ricci & C. sembrano preferire il silenzio per non urtare la sensibilità del PD sannita e irpino, dall'altra parte, quella del M5S, si registra l'arrampicata sugli specchi della Consigliera sangiorgese, la quale, resasi probabilmente conto di aver scelto l'argomento più complesso e difficile per iniziare la sua consiliatura, ripropone dal giugno scorso la solita trita e ritrita tiritera su Alto Calore: è un carrozzone politico, noi come forza politica non possiamo permettere che questa storia vada avanti, i bilanci sono falsati, c'è clientelismo e collusione tra i Comuni soci e gli organismi dirigenti, per questo chiediamo le dimissioni immediate del Presidente e di tutto il Cda.

Il tutto racchiuso in una serie di domande che, ma lei, opportunamente, omette di dirlo, sono più o meno le stesse che già diversi mesi prima delle scorse elezioni Comunali e quindi ben prima della sua elezione, furono inviate al Presidente della Commissione per il Controllo Analogo di Alto Calore, Gambacorta, al suo vice, Foti, a tutti i sindaci soci dell’Azienda e alla Procura della Corte dei Conti Regionale nonché ad alcuni organi di stampa, all'interno di un esposto anonimo [http://www.orticalab.it/Alto-Calore-25-domande-per-De] dal quali pare abbia preso spunto l'indagine giudiziaria attualmente in corso a cura della Guardia di Finanza e della Procura di Avellino.

Che abbia copiato? 
Non sta a noi giudicare, chiunque può fare una ricerca su Google e verificare. 

Tuttavia, dall'analisi di questa paradossale situazione, una domanda nasce spontanea: perché questa sorta di accanimento terapeutico su questioni che sono già al vaglio della magistratura?
Ad oggi, invece, qual'è il contributo di novità dato dal M5s sangiorgese alla questione annosa della carenza idrica a San Giorgio?
Oggi i sangiorgesi vogliono che l'acqua torni a scorrere dai rubinetti, l'urgenza è questa, non certo quella di sapere i contenuti dei mastrini contabili!

Per quanto riguarda poi i familismi e i clientelismi, i paesani sangiorgesi sanno bene chi sono i figli e nipoti di assessori e funzionari comunali della ex maggioranza che hanno “beneficiato” di una chiamata diretta nel Progetto Garanzia Giovani, sanno bene chi e quanti sono coloro che da anni non pagano le bollette perché hanno il cosiddetto “tronchetto” al posto del contatore, sanno bene chi sono quelli che, durante il periodo del passaggio dal Consorzio Alto Calore alle due società Alto Colore Servizi e Alto Calore Patrimonio, “beneficiarono” di assunzioni non autorizzate dalla Regione, ma mai revocate.

Ciò detto, considerato anche che Alto Calore è uno scoglio estremamente difficile da scalfire e che ci vorrà molto tempo nonché una consistete dose di fortuna per arrivare a dei risultati all'interno di un percorso che, lo ricordiamo ancora, è parallelo all'indagine giudiziaria, perché perdere 4 mesi per un accesso agli atti, peraltro anche contestato dai legali di Alto Calore, e non concentrarsi sulla carenza idrica che è la necessità fondamentale dei cittadini???

Per di più pare proprio che le basi tecniche per cominciare un approfondimento, un monitoraggio ed un controllo sulle azioni messe in campo dall'Alto Calore e dagli altri attori della vicenda ci siano tutte.
Partiamo ad es., dai lavori svolti a San Giorgio del Sannio, quei lavori che la consigliera aveva messo nel suo programma elettorale ma che in realtà erano già terminati mesi prima!!!
Dalla più recente corrispondenza tra il presidente dell'Alto Calore Servizi e la senatrice Moronese che ha seguito fin dall'inizio la questione della carenza idrica, corrispondenza datata marzo 2016 [nota n. prot. 4099 del 25 marzo 2016] sappiamo che i lavori per la sostituzione e potenziamento di un tratto della rete idrica di san Giorgio del Sannio (delibera Giunta Comunale n. 129 del 21 settembre 2015), lavori consistenti nel raddoppio della condotta adduttrice al serbatoio TOPPA e nella razionalizzazione delle portate in arrivo al serbatoio Capoluogo (BASSO) in modo da consentire al primo serbatoio una maggiore portata addotta dall'attuale per insufficienza della stessa condotta adduttrice e al secondo serbatoio una stabilizzazione delle predette portate, SONO STATI COMPLETATI, e, alla data del 25 marzo, risultavano essere in funzione con esito positivo in quanto la portata al serbatoio veniva incrementata di 3l/s mentre quella del capoluogo risultava stabile e costante.

Ciononostante, in quella stessa nota, conclude De Stefano, perdurando l'indisponibilità integrativa dei pozzi di Montoro, le problematiche di approvvigionamento idrico risultano mitigate nel loro effetto.
Quindi, in buona sostanza è lo stesso De Stefano ad ammettere che il problema fondamentale per la carenza idrica a valle è “l'indisponibilità integrativa dei pozzi di Montoro” a monte.
I pozzi di Montoro e Solofra sono quelli di cui, come attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio, abbiamo abbondantemente discusso negli anni scorsi perché, inquinati da tetracloroetilene, necessitavano di un laborioso percorso di bonifica.
E in realtà, se ne è occupato anche Carlo Sibilia con un'interrogazione parlamentare e con il sostegno al progetto di messa in sicurezza (MISE) dell'area montorese – solofrana, criticando, peraltro, la decisione della Regione Campania di non finanziare l'opera.

Ad oggi, il Piano MISE risulta agli atti della Regione Campania come fermo per mancanza di finanziamenti, e oramai, dopo ben DUE ANNI, è difficile pensare ancora alla MESSA IN SICUREZZA D’EMERGENZA. Tuttavia, è andato avanti il Piano di caratterizzazione necessario per provvedere alla bonifica.

Senza dilungarsi su tutti i passaggi amministrativi e burocratici, che sono comunque consultabili in rete [http://legambiente.campania.it/beta/wp-content/uploads/2016/02/5.Solofra.20.02.2016.ATO_.CaloreIrpino.pdf]
è importante dire che per la realizzazione di tale piano il 6 novembre 2015 è stato pubblicato il bando di gara con procedura d'urgenza e il 4 dicembre 2015 c'è stata l'Aggiudicazione Provvisoria alla Ditta RTI Ambiente s.c. e Hydrodata SpA. In realtà, però, ma non si è potuto procedere all'aggiudicazione definitiva perché il contratto con la Ditta aggiudicataria dell’appalto non poteva essere stipulato prima di 35 gg dall’aggiudicazione definitiva (art.11 c.10 del Dlgs.163/2006), TEMPISTICA NON COMPATIBILE con quella del finanziamento, visto che il Decreto G.R. Campania n.636 di Ammissione a Finanziamento del Piano di Caratterizzazione prevedeva come termine finale di ammissibilità della spesa il 31/12/2015. 

Dunque, dopo anni di attesa per iniziare il percorso di bonifica dei pozzi inquinati, siamo di nuovo al punto di partenza!
Perché, allora, non focalizzare l'attenzione su questi aspetti, magari sollecitando l'intervento degli organismi regionali di controllo, se non proprio della Procura della Repubblica e perché no anche dei consiglieri regionali del M5S?
L'obiettivo deve tornare ad essere quello di riportare l'acqua nei rubinetti dei sangiorgesi, cosa che non sarà certo un accesso agli atti a fare.





















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