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giovedì 17 novembre 2016

La disinformazione sui voucher corre su Facebook!

C'è qualcuno (indovinate chi) che sta creando confusione sull'utilizzo dei voucher lavoro.
Sarebbe bastato STUDIARE prima di parlare per evitare questo inconveniente.
Cmq, è bene fare chiarezza sia sulla definizione di VOUCHER che su quella di LAVORO ACCESSORIO.

Il lavoro accessorio, almeno con riferimento al nostro attuale ordinamento nazionale, è stato introdotto al D.Lgs. n. 273/2003, che, con il Capo II, disciplina «prestazioni occasionali di tipo accessorio».
Consiste in una particolare modalità di prestazione lavorativa la cui finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite appunto accessorie, che non sono riconducibili a forme tipiche di contratto di lavoro in quanto svolte in modo saltuario e occasionale nonché tutelare situazioni 
non espressamente ed appositamente regolamentate dal legislatore, assicurando ai prestatori di lavoro minime tutele previdenziali ed assicurative.
Al tempo della sua introduzione il lavoro accessorio si presentava in maniera ambigua e di difficile individuazione concreta, non essendo oggettivamente chiaro quale potesse essere una prestazione accessoria e occasionale.
Sono stati la legge n. 92/2012 (c.d. riforma “Fornero”) ed il D.L. n. 6/2013, convertito nella legge 9 agosto 2013, n. 99, a imporre una radicale trasformazione della originaria disciplina del lavoro accessorio
Infatti, anzitutto, la legge n. 92/2012, pur ribadendo la natura meramente occasionale dei rapporti di lavoro accessorio, ha eliminato l’elenco
di attività previste dalla disciplina previgente e, adottando un criterio più propriamente economico e quantitativo, ha stabilito che si definisce “lavoro accessorio” quello per il quale il prestatore di lavoro, nel corso dell’anno solare, non percepisse più di euro 5.000 netti complessivi (ora elevato a 7000) e non più di euro 2.000 netti da ciascun committente (imprenditore o professionista).
Dunque, con la legge n. 92/2012 i buoni lavoro sono estesi a «tutti i settori produttivi compresi gli enti locali».
Ma la successiva legge n. 99/2013, che ha convertito il D.L n. 76/2013, è giunta a modificare la natura stessa del lavoro accessorio.
Infatti, confermando una “interpretazione” dell’istituto già formulata dal Ministero del lavoro con la circolare n. 4/2013, ha eliminato dalla definizione delle prestazioni di lavoro accessorio (comma 1, dell’art. 70 del D.Lgs. n. 276/2003) il riferimento alla «natura meramente occasionale».

Pertanto tale tipologia di lavoro è stata definita dai soli limiti economici dei compensi, prescindendo invece - ciò che più conta - dalla tipologia dell' attività svolta, potendo identificarsi dunque con l’insieme delle prestazioni lavorative (non più meramente occasionali!) «che non danno luogo, con riferimento alla titolarità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso di un anno solare» e, con riferimento allo specifico committente,a un compenso superiore a 2.000 euro.
Il pagamento della prestazione accessoria avviene solo attraverso lo strumento fisso e immodificabile dei “buoni lavoro” (voucher), nel senso che non sono ammesse modalità retributive diverse, perlomeno se si vuole rientrare nella disciplina e nelle tutele (pur ridotte) del lavoro accessorio.
Tutto ciò premesso, al netto del fatto che il lavoro accessorio costituisce un'anomalia nel sistema giuslavoristico e che necessita di una più compiuta armonizzazione con l'ordinamento giuridico attuale,NON ESISTONO PROFILI DI DI ILLEGITTIMITA' NELL'UTILIZZO DEI VOUCHER PER LAVORI ANCHE NON OCCASIONALI, dal momento che il riferimento alla «natura meramente occasionale»non esiste più. A conferma di ciò, cito l'esempio del Comune di Rodigo, nel Mantovano. Qui la giunta ha deciso di chiudere il contratto di igiene urbana con la partecipata Mantova Ambiente e di provvedere autonomamente al servizio anche con lavoratori pagati a voucher. I sindacati hanno protestato e Mantova Ambiente ha fatto ricorso. Alla fine, il Consiglio di Stato ha dato ragione alla giunta di Rodigo, chiarendo che, stanti le ultime disposizioni,Il Comune non ha fatto un uso distorto del voucher.
In conclusione, sia chiaro: NON SIAMO AFFATTO D'ACCORDO CON QUESTA PRECISA SCELTA DEGLI ULTIMI GOVERNI CHE SI SONO SUCCEDUTI DI ABDICARE ALLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE ALLO STATO IL RUOLO DI GARANTE DEI DIRITTI MINIMI ANCHE SUL LAVORO COME QUELLO AD UN'ESISTENZA LIBERA E DIGNITOSA!!!
L’articolo 36 ad es. recita: “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. Questi diritti fondamentali non sono riconosciuti per legge nel lavoro accessorio, soprattutto se retribuito a voucher. L’esplosione di questo fenomeno, esondato anche nella Pubblica Amministrazione è un fatto grave e soprattutto non è un effetto collaterale ma il preciso risultato di scelte legislative sbagliate, imposte negli ultimi anni dalle politiche di austerità comuni a diversi Paesi europei.
Fortunatamente, questa non è una condizione irreversibile, ma, per eliminarla sarà necessario un cambiamento di rotta a 360° sulle politiche economiche e del lavoro che, ad oggi, si può realizzare solo ed esclusivamente con un Governo a 5 Stelle.
Fino a quando ciò non accadrà, si deve OGGETTIVAMENTE prendere atto che i voucher rappresentano quindi il modo attraverso cui negli enti locali si prova a mediare tra bisogni sociali ed esigenze di bilancio.
NON E' QUELLO CHE VOGLIAMO PERO' E' QUELLO CHE C'E' ATTUALMENTE SUL PIATTO DELLA BILANCIA.
NOSTRO COMPITO SARA' QUELLO DI VIGLIARE SULLA TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DELLE GRADUATORIE, COSA CHE FAREMO PER QUANTO RIGUARDA IL COMUNE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO.

La disinformazione sui voucher corre su Facebook!

C'è qualcuno (indovinate chi) che sta creando confusione sull'utilizzo dei voucher lavoro.

Sarebbe bastato STUDIARE prima di parlare per evitare questo inconveniente.
Cmq, è bene fare chiarezza sia sulla definizione di VOUCHER che su quella di LAVORO ACCESSORIO.

Il lavoro accessorio, almeno con riferimento al nostro attuale ordinamento nazionale, è stato introdotto al D.Lgs. n. 273/2003, che, con il Capo II, disciplina «prestazioni occasionali di tipo accessorio».
Consiste in una particolare modalità di prestazione lavorativa la cui finalità è quella di regolamentare quelle prestazioni lavorative, definite appunto accessorie, che non sono riconducibili a forme tipiche di contratto di lavoro in quanto svolte in modo saltuario e occasionale nonché tutelare situazioni 
non espressamente ed appositamente regolamentate dal legislatore, assicurando ai prestatori di lavoro minime tutele previdenziali ed assicurative.
Al tempo della sua introduzione il lavoro accessorio si presentava in maniera ambigua e di difficile individuazione concreta, non essendo oggettivamente chiaro quale potesse essere una prestazione accessoria e occasionale.
Sono stati la legge n. 92/2012 (c.d. riforma “Fornero”) ed il D.L. n. 6/2013, convertito nella legge 9 agosto 2013, n. 99, a imporre una radicale trasformazione della originaria disciplina del lavoro accessorio
Infatti, anzitutto, la legge n. 92/2012, pur ribadendo la natura meramente occasionale dei rapporti di lavoro accessorio, ha eliminato l’elenco
di attività previste dalla disciplina previgente e, adottando un criterio più propriamente economico e quantitativo, ha stabilito che si definisce “lavoro accessorio” quello per il quale il prestatore di lavoro, nel corso dell’anno solare, non percepisse più di euro 5.000 netti complessivi (ora elevato a 7000) e non più di euro 2.000 netti da ciascun committente (imprenditore o professionista).
Dunque, con la legge n. 92/2012 i buoni lavoro sono estesi a «tutti i settori produttivi compresi gli enti locali».
Ma la successiva legge n. 99/2013, che ha convertito il D.L n. 76/2013, è giunta a modificare la natura stessa del lavoro accessorio.
Infatti, confermando una “interpretazione” dell’istituto già formulata dal Ministero del lavoro con la circolare n. 4/2013, ha eliminato dalla definizione delle prestazioni di lavoro accessorio (comma 1, dell’art. 70 del D.Lgs. n. 276/2003) il riferimento alla «natura meramente occasionale».

Pertanto tale tipologia di lavoro è stata definita dai soli limiti economici dei compensi, prescindendo invece - ciò che più conta - dalla tipologia dell' attività svolta, potendo identificarsi dunque con l’insieme delle prestazioni lavorative (non più meramente occasionali!) «che non danno luogo, con riferimento alla titolarità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso di un anno solare» e, con riferimento allo specifico committente,a un compenso superiore a 2.000 euro.
Il pagamento della prestazione accessoria avviene solo attraverso lo strumento fisso e immodificabile dei “buoni lavoro” (voucher), nel senso che non sono ammesse modalità retributive diverse, perlomeno se si vuole rientrare nella disciplina e nelle tutele (pur ridotte) del lavoro accessorio.
Tutto ciò premesso, al netto del fatto che il lavoro accessorio costituisce un'anomalia nel sistema giuslavoristico e che necessita di una più compiuta armonizzazione con l'ordinamento giuridico attuale,NON ESISTONO PROFILI DI DI ILLEGITTIMITA' NELL'UTILIZZO DEI VOUCHER PER LAVORI ANCHE NON OCCASIONALI, dal momento che il riferimento alla «natura meramente occasionale»non esiste più. A conferma di ciò, cito l'esempio del Comune di Rodigo, nel Mantovano. Qui la giunta ha deciso di chiudere il contratto di igiene urbana con la partecipata Mantova Ambiente e di provvedere autonomamente al servizio anche con lavoratori pagati a voucher. I sindacati hanno protestato e Mantova Ambiente ha fatto ricorso. Alla fine, il Consiglio di Stato ha dato ragione alla giunta di Rodigo, chiarendo che, stanti le ultime disposizioni,Il Comune non ha fatto un uso distorto del voucher.
In conclusione, sia chiaro: IO NON SONO AFFATTO D'ACCORDO CON QUESTA PRECISA SCELTA DEGLI ULTIMI GOVERNI CHE SI SONO SUCCEDUTI DI ABDICARE ALLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE ALLO STATO IL RUOLO DI GARANTE DEI DIRITTI MINIMI ANCHE SUL LAVORO COME QUELLO AD UN'ESISTENZA LIBERA E DIGNITOSA!!!
L’articolo 36 ad es. recita: “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. Questi diritti fondamentali non sono riconosciuti per legge nel lavoro accessorio, soprattutto se retribuito a voucher. L’esplosione di questo fenomeno, esondato anche nella Pubblica Amministrazione è un fatto grave e soprattutto non è un effetto collaterale ma il preciso risultato di scelte legislative sbagliate, imposte negli ultimi anni dalle politiche di austerità comuni a diversi Paesi europei.
Fortunatamente, questa non è una condizione irreversibile, ma, per eliminarla sarà necessario un cambiamento di rotta a 360° sulle politiche economiche e del lavoro che, ad oggi, si può realizzare solo ed esclusivamente con un Governo a 5 Stelle.
Fino a quando ciò non accadrà, si deve OGGETTIVAMENTE prendere atto che i voucher rappresentano quindi il modo attraverso cui negli enti locali si prova a mediare tra bisogni sociali ed esigenze di bilancio.
NON E' QUELLO CHE VOGLIAMO PERO' E' QUELLO CHE C'E' ATTUALMENTE SUL PIATTO DELLA BILANCIA.
NOSTRO COMPITO SARA' QUELLO DI VIGLIARE SULLA TRASPARENZA DELLE OPERAZIONI E DELLE GRADUATORIE, COSA CHE FAREMO PER QUANTO RIGUARDA IL COMUNE DI SAN GIORGIO DEL SANNIO.

mercoledì 16 novembre 2016

Ben vengano i voucher lavoro del Comune ma attenzione agli abusi!!!

Degli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio spesso si è detto che hanno sempre da dire su tutto. 
Detto in termini nobili, qualcuno pensa che siamo molto più spesso pars destruens che pars contruens

Ebbene, questa volta chi legge potrà verificare che non è così.

Oggi, infatti, non abbiamo problemi ad affermare che l'AVVISO PUBBLICO PER LA RICERCA DI PERSONALE PER LO SVOLGIMENTO DI LAVORO OCCASIONALE DI TIPO ACCESSORIO, pubblicato dal Comune di San Giorgio è un'utile iniziativa predisposta degli amministratori Sangiorgesi per venire incontro alle fasce deboli della popolazione.

Certo avremmo preferito che venisse realizzato, ad esempio, un esperimento di reddito di cittadinanza comunale come a Livorno, dove i beneficiari, a fronte di un contributo mensile di 500 euro per 6 mesi devono rendersi disponibili a svolgere lavori socialmente utili per almeno 4 ore settimanali o progetti culturali, artistici, sociali, ambientali o formativi per un massimo di 8 ore a settimana. Tuttavia, in tempo di vacche magre, non disdegno di rinunciare al massimo obiettivo e di accettare il male minore ovvero un'iniziativa che, pur con le sue evidenti criticità
Almeno, con i 7,50 euro ad ora del voucher una persona riesce a racimolare il corrispettivo per fare la spesa o per pagare una bolletta…

Ciò detto, in attesa che anche la consigliera pentastellata, magari tra un selfie ed un altro, trovi il, tempo per per ricordarsi che quella sul reddito di cittadinanza, anche comunale, è una delle più grosse battaglie del Movimento e che uno dei motti più usati è “Nessuno deve rimanere indietro”, il nostro invito agli amministratori sangiorgesi è quello di presentare alla Regione Campania proposte adeguate allo strumento, al fine di non determinare abusi nell'utilizzo dei voucher stessi.
In teoria, infatti, i voucher servirebbero a pagare lavori occasionali, invece, capita sempre più spesso che nella Pubblica Amministrazione vengano usati anche per remunerare impieghi strutturali, qualificati e che richiedono responsabilità .

In questo modo, gli enti locali falcidiati dai tagli, usano la scorciatoia dei voucher fornitagli dal governo stesso.

E' il caso ad esempio di Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, dove il Comune ha deliberato di pagare con i voucher due figure professionali per «potenziare l’attività di emissione di avvisi di accertamento sui tributi locali», praticamente ha assunto di fatto due impiegati dell'ufficio tributi senza un regolare contratto e senza tutti i diritti e doveri delle parti che il contratto comporta.
Si sono verificati casi in cui i Comuni hanno deciso di chiudere il contratto di igiene urbana con la ditta fino ad allora incaricata e provvedere autonomamente al servizio anche con lavoratori pagati a voucher. A Gorizia poi, sono sono stati particolarmente originali: coi voucher pagano sia gli operatori che spalano la neve sia quelli che trasportano le bare ai funerali. A Sestri Levante, in Liguria, si pagano a voucher le attività di controllo della raccolta differenziata. La Regione Umbria già da tempo cerca “family helper” da pagare coi voucher mentre per i canonici lavori di giardinaggio e manutenzione, la lista è lunga e va dalle grandi città ai piccoli comuni .

Siamo certi che situazioni simili non si verificheranno nel nostro Comune, stante anche il costante e pressante controllo sull'attività amministrativa svolto dal gruppo Ricci e dalla consigliera a 5 stelle, tuttavia, ci sia consentito suggerire ai nostri amministratori una particolare attenzione alla trasparenza delle modalità di formazione delle graduatorie e ai settori e alle modalità con le quali si usano i voucher, al fine di non determinare situazioni in cui il lavoratore arrivi a svolgere attività continuative e non temporanee, ma senza diritti.






sabato 26 settembre 2015

I Voucher INPS? Meglio tardi che mai!!!

Gli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio esprimono viva soddisfazione per la decisione dell’Amministrazione Comunale di istituire una procedura di selezione per lavori occasionali retribuita attraverso i VOUCHER INPS.
E’ dal mese di settembre dello scorso anno che gli attivisti hanno inoltrato una richiesta in tal senso senza mai ricevere risposta e, ovviamente, leggere che tale proposta verrà realizzata ci fa piacere: meglio tardi che mai!
Tuttavia, sia consentita una considerazione.

Combattere la crisi è un’impresa non facile! Oggi, le difficoltà economiche sono aumentate in modo esponenziale ed hanno travolto intere famiglie, persone spesso senza lavoro, senza reddito e con spese da affrontare per l’educazione ed il mantenimento dei propri congiunti. 
Nel contempo, anche i Comuni sono oggetto di pesanti tagli ai trasferimenti e sono poche le risorse da destinare alle fasce sociali meno abbienti.
Per questo, è necessario che non si facciano soltanto provvedimenti spot che, da soli, costituiscono semplicemente una forma di assistenzialismo momentaneo e fine a stesso, bensì si agisca in maniera programmatica e strutturale per dare vita ad un sistema di welfare generativo, con progetti che, a costo zero o quasi zero, portino valore aggiunto al Comune e sostegno alle classi deboli della comunità.

A questo proposito, ci piace ricordare al Sindaco Ricci che le proposte di buon senso sono appunto frutto del buon senso e non hanno colore politico, per cui auspichiamo che anche la nostra proposta sul BARATTO AMMINISTRATIVO, ovvero la possibilità, data ai Comuni dall’art. 24 del Decreto Sblocca Italia, di barattare i debiti col Fisco mettendosi a disposizione del proprio comune di appartenenza ed effettuando lavori socialmente utili, fatta nel marzo scorso, non venga cestinata come “la solita cosa da grillini” ma venga presa in seria considerazione.
A tale proposito è di ieri la notizia che il Comune di Milano ha approvato il 24 settembre scorso una delibera per applicare il baratto amministrativo ai debiti pregressi e alle morosità incolpevoli ed è la prima delle grande città italiane ad introdurre questa misura, mentre hanno già riposto positivamente alle richieste in tal senso Massarossa e Borgo a Mozzano (Lucca), in Lombardia Bazzana, Rota d'Imagna e Palazzago (Bergamo), Tollo e Ortona (Chieti)in Abruzzo; in Umbria il comune di Monteleone di Spoleto, mentre Marcellinara in provincia di Catanzaro sconta fino al 30% del debito. Misure simili sono state adottate anche a Lecco, Messina, Imola, Bergamo, Sirmione, Pesaro.

E perché no a San Giorgio??? 
Gli attivisti del Meetup Amici di Beppe Grillo si augurano che accada presto ad opera di questa Amministrazione, altrimenti accadrà presto e con certezza quando San Giorgio diventerà un Comune a 5 stelle!

giovedì 23 aprile 2015

Il Comune approvi le nostre proposte di buon senso anzi faccia svolgere lavori socialmente utili a disoccupati e cassintegrati durante il Giro d'Italia!!!

Questa mattina, gli attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio hanno ancora una volta, la terza in meno di due mesi, inviato tramite Posta Certificata al Protocollo del Comune un’ istanza volta ad introdurre, quale titolo di precedenza ai fini della nomina a incarichi relativi alla formazione dei seggi per le prossime Elezioni Regionali e per tutte le elezioni a seguire, della valutazione dello stato di disoccupato/inoccupato, o comunque appartenente a fasce sociali deboli.

Sappiamo bene che il Comune in questi mesi è in tutt’altre faccende affaccendato, con il Giro d’Italia alle porte, con i presunti sponsor che dovrebbero coprire le spese del Giro ad oggi inesistenti, o, comunque, sconosciuti ai più, e con l’assegnazione di 200.000 euro del redigendo bilancio di Previsione 2015 per l’organizzazione di manifestazioni collaterali che, stante la delibera nr. 60 datata 08/04/2015, sembrano essere non solo scarne ma soprattutto non all'altezza della grossa somma stanziata.
Sappiamo bene, inoltre, che rispondere ai “grillini”, i quali prima di essere attivisti sono, però, soprattutto CITTADINI SANGIORGESI, non è una priorità del Comune, visto che, da anni, dobbiamo rivolgerci al Prefetto perché vengano prese in considerazione le nostre istanze.
Ma sappiamo bene anche, dai commenti dei cittadini scontenti e dalle lamentele continue che riceviamo presso i nostri info point, che una gran parte della comunità sangiorgese non ritiene prioritarie le vicende legate al Giro d’Italia rispetto, invece, ai problemi economici e di vita quotidiana che affliggono tanti cittadini.

E’ proprio per questo che noi attivisti abbiamo fatto una serie di proposte di welfare generativo che, a costo zero o quasi zero, portino valore aggiunto al Comune e sostegno alle classi deboli della comunità.
E’ proprio per questo che abbiamo pensato di utilizzare le possibilità offerte dalle normative vigenti, che, per la cronaca, non sono leggi “grilline”, al fine di dare un aiuto concreto ed IMMEDIATO a chi OGGI è in difficoltà.
E proprio in questa direzione va la proposta di inserire, quale titolo di precedenza ai fini della nomina di scrutatore, la valutazione dello stato di disoccupato/inoccupato, o comunque appartenente a fasce sociali deboli. 

Purtroppo, però, è da più di un mese e mezzo che il Comune non ci risponde e magari quando lo farà ci dirà che non ci sono più i tempi tecnici per applicare la norma!
Eppure, la prima richiesta che abbiamo fatto risale al 10 marzo scorso!
Inoltre, avevamo accolto con favore una sorta di apertura, quanto meno all’analisi delle proposte, da parte del Vicesindaco Bruno, tuttavia, i fatti sembrano evidenziare la non volontà da parte dell’Ente Locale di confrontarsi sui temi del Welfare!
Ci accusano sempre di non voler dialogare mentre, in realtà, ogni volta che lo facciamo veniamo sistematicamente ignorati, anzi, com’è successo già in occasione delle Amministrative del 2013, quando abbiamo proposto per la prima volta che parte degli scrutatori venissero scelti tra i disoccupati, siamo stati accusati di voler essere discriminatori nei confronti di tutti gli iscritti all’albo degli scrutatori e di volerne favorire solo una parte!
A questo DISINTERESSE del Comune nei confronti delle classi disagiate e colpite dalla crisi economica noi non ci stiamo!

Per questo chiediamo al Comune di affrontare il tema CONCRETAMENTE approvando le nostre proposte di buon senso, anzi da queste pagine lanciamo una proposta IMMEDIATA: si affidino lavori di pubblica utilità durante le manifestazioni legate al Giro d’Italia a chi è cassintegrato, o licenziato o disoccupato di lunga durata!!!
Sarebbe un gesto importante e significativo, perché NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO!!!


giovedì 19 febbraio 2015

#diamociunamano: una misura straordinaria per attività di volontariato in progetti di utilità sociale

Cari concittadini sangiorgesi, ricordate la proposta fatta dagli attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio riguardo all’albo del Volontariato Sociale e all’utilizzo, da parte del Comune, dei voucher INPS a favore di persone che si trovano in condizioni di svantaggio socio-economico per prestazioni occasionali i tipo accessorio a favore dell'ente pubblico?

Ebbene, premesso che il Comune finora non ha per nulla preso in considerazione l’istanza protocollata a settembre 2014, e premesso che, come spesso accade, gli attivisti sono apostrofati con frasi del tipo “ma lasciate perdere e pensate un poco alle cose serie”, vogliamo evidenziare che la nostra proposta non è affatto frutto di follia o di megalomania bensì di un percorso innovativo per il Welfare degli enti locali.
Trattasi del cosiddetto WELFARE GENERATIVO che ha come obiettivo il
superamento dell’attuale modello di welfare basato quasi esclusivamente su uno Stato che raccoglie e distribuisce risorse tramite il sistema fiscale e i trasferimenti monetari a favore, invece, di un welfare che sia in grado di rigenerare le risorse già disponibili, responsabilizzando le persone che ricevono aiuto, al fine di aumentare il rendimento degli interventi delle politiche sociali a beneficio dell’intera collettività.
Della necessità di arrivare a questo superamento hanno preso atto anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e il Forum Nazionale del Terzo Settore che poche settimane fa hanno sottoscritto un protocollo d’intesa al fine di coinvolgere le persone beneficiarie di un sostegno al reddito in attività di volontariato a fini di utilità sociale, nell'ambito di progetti realizzati congiuntamente da organizzazioni del terzo settore e da comuni o enti locali. 
Nell’ambito di questi progetti il Fondo biennale appositamente istituito dal Ministero del Lavoro con il decreto-legge 90 del 2014, art.12, provvede agli oneri della copertura assicurativa attivata dall'Inail su richiesta delle associazioni di volontariato.
Questa iniziativa, in un ottica di sussidiarietà circolare, rafforza il rapporto tra Comuni e Associazioni del terzo settore, permette alle amministrazioni comunali di potenziare l’offerta di servizi ai cittadini e consente a chi beneficia di un sostegno al reddito di restituire alla collettività il proprio impegno, il proprio tempo, la propria professionalità.
Nella sezione specifica del sito web del Ministero del Lavoro, www.lavoro.gov.it/diamociunamano, attivata poco più di una settimana fa, sono stati inseriti i primi sette progetti di utilità' sociale che propongono attività che vanno dalla manutenzione del verde all'accompagnamento di anziani, minori e disabili, dalla piccola manutenzione edilizia all'educazione ed istruzione.

Ma vediamo nello specifico quali sono i passi da fare per attivare questi progetti: innanzitutto i Comuni andranno a definire, insieme alle organizzazioni del terzo settore locali, progetti di volontariato a beneficio delle proprie comunità, coinvolgendo i soggetti beneficiari di misure di sostegno al reddito. Successivamente, ogni Comune è chiamato a verificare i dati identificativi del progetto individuato dall’organizzazione di terzo settore per il coinvolgimento volontario dei soggetti, rilasciando apposita attestazione alla stessa organizzazione titolare del progetto.
Una volta acquisita la disponibilità del soggetto e verificato il possesso dei requisiti, l'organizzazione di terzo settore potrà richiedere all'Inail l'attivazione della copertura assicurativa i cui oneri saranno sostenuti da un apposito Fondo, di durata biennale, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Tenuto conto che attualmente sono assegnati al Fondo 4.900.000 euro per ciascuno dei due anni, si stima di poter assicurare annualmente circa 4.900.000 giornate, equivalenti a circa 19.000 soggetti per un intero anno. (Fonte Ufficio Stampa Ministero del Lavoro e Politiche Sociali - http://www.lavoro.gov.it/AreaComunicazione/comunicati/Pages/10_02_2015-Diamociunamano.aspx).
In buona sostanza, quindi, in questi progetti, l’assicurazione per il prestatore d’opera la paga lo Stato, e, alla fine del progetto, il cittadino volontario potrà contare su una certificazione delle competenze acquisite da sfruttare anche per la ricerca di una nuova opportunità lavorativa.
In questo modo, al centro del Welfare viene messa la persona, l’individuo, che non deve essere lasciato solo al suo destino in questo momento di crisi economica bensì deve essere sostenuto attraverso un’occasione di inserimento/re-inserimento lavorativo, seppure volontaria, ma comunque rispettosa della dignità e delle potenzialità della persona.

E’ proprio questo l’obiettivo che da sempre si pongono gli attivisti del MeetUp amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio, un obiettivo di solidarietà nei confronti dei disoccupati, cassintegrati e soggetti appartenenti a classi economicamente deboli, un obiettivo che hanno provato a raggiungere attraverso una serie di proposte di buon senso fatte al Comune.
Alcune, come la proposta di inserire quale titolo di precedenza per la nomina degli scrutatori, la valutazione dello stato di disoccupato/inoccupato, o comunque appartenente a fasce sociali deboli, sono state bocciate per due anni di seguito e addirittura sono state definite “discriminatorie” nei confronti del resto dei cittadini iscritti all’albo degli scrutatori, nonostante in tantissimi Comuni in Italia tale iniziativa sia realizzata da anni con successo senza nessuna difficoltà né di tipo legale né amministrativo.
Altre, come l’istituzione dell’albo dei volontari socialmente utili o l’utilizzo dei voucher INPS a favore di persone che si trovano in condizioni di svantaggio socio-economico per prestazioni occasionali i tipo accessorio a favore dell'ente pubblico, non sono stare ritenute degne nemmeno di una risposta.

Cogliamo l’occasione di questa nota per ricordare al Sindaco e all’Amministrazione Comunale che le idee e proposte di buon senso, sono appunto frutto del buon senso e non hanno colore politico, per cui auspichiamo che almeno quest’ultima, che peraltro nasce da esponenti dello stesso Partito del Sindaco e che noi consideriamo valida, possa essere presa in considerazione.

giovedì 25 settembre 2014

I VOUCHER INPS come sostegno alle categorie sociali più deboli


Combattere la crisi è un’impresa non facile!
Oggi, le difficoltà economiche sono aumentate in modo esponenziale ed hanno travolto intere famiglie, persone spesso senza lavoro, senza reddito e con spese da affrontare per l’educazione ed il mantenimento dei propri congiunti.
Nel contempo, anche i Comuni sono oggetto di pesanti tagli ai trasferimenti e sono poche le risorse da destinare alle fasce sociali meno abbienti.
Esiste, tuttavia, uno strumento estremamente semplice e duttile in grado di dare piccole risposte ai problemi di chi, nel quotidiano, si trova in difficoltà economica.

Si tratta dei VOUCHER LAVORO dell’INPS [introdotti dal Decreto legislativo n.276 del 2003 poi modificato dalla Legge di riforma del mercato del lavoro - 28 giugno 2012, n.92 ] attraverso i quali è possibile aiutare coloro che si trovano in condizioni di svantaggio socio-economico, offrendo loro non una prestazione assistenzialistica fine a sé stessa, bensì un’occasione di inserimento/re-inserimento lavorativo rispettosa della dignità e delle potenzialità della persona. 
 
 
I VOUCHER INPS possono essere utilizzati dai committenti pubblici [ovvero tutte le amministrazioni dello Stato] per qualunque tipologia di attività occasionale di tipo accessorio a favore dell'ente pubblico, nei limiti previsti dalle disposizioni di spesa relative al personale nonché dai vincoli stabiliti, eventualmente, dal patto di stabilità interno.
Nello specifico, i Comuni, che, prima delle modifiche al D. L 276 del 2003, potevano utilizzarli solo per lavori occasionali inerenti a manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli e a lavori di emergenza o di solidarietà, dopo le modifiche apportate al Decreto dalla Legge Fornero del 2012, possono utilizzare questi voucher anche per prestazioni occasionali nell’ambito del giardinaggio, della pulizia e manutenzione degli edifici pubblici, di strade e parchi, nel settore dell’ordine pubblico durante le iniziative e le manifestazioni culturali, sociali, sportive, nel settore dei lavori di emergenza o solidarietà sociale, nonché per tutte le attività di supporto elementare agli uffici comunali.

Il Comune di San Giorgio del Sannio necessita, senza dubbio alcuno, di un ampio supporto agli operatori attualmente in servizio nei settori che abbiamo appena citato, vista la situazione pressoché disastrosa del Parco Urbano e delle aiuole del Viale Spinelli, la carenza di manutenzione e sorveglianza nelle scuole, l’assenza di un servizio d’ordine comunale per tutti gli eventi che vengono organizzati e quant’altro.

Inoltre, immediati e numerosi sarebbero il vantaggi sia per il Comune che per il lavoratore dal momento che, anziché procedere a complicate e dispendiose procedure di appalto, il Comune può agire in proprio utilizzando direttamente lavoratori per i lavori occasionali disoccupati, inoccupati, pensionati, cassaintegrati, immigrati, ovvero tutti quei lavoratori disponibili a svolgere qualche ora di lavoro piuttosto che niente. Inoltre, pur senza stipulare alcun tipo di contratto, il Comune beneficia di prestazioni nella completa legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro e senza rischiare vertenze sulla natura della prestazione, che è e rimane occasionale. Infine, per i lavoratori occasionali il compenso è esente da ogni imposizione fiscale ed è cumulabile con i trattamenti pensionistici e compatibile con i versamenti volontari, è garantita la copertura previdenziale presso l'INPS e quella assicurativa presso l'INAIL, non viene meno lo stato di disoccupazione o inoccupazione e l’anzianità di iscrizione all’ufficio circoscrizionale per l’impiego rimane inalterata.
E ancora, il finanziamento per l’attivazione di questo strumento può facilmente provenire da economie derivanti dallo stralcio dei lavori occasionali dagli appalti più grossi o con l’impiego dei fondi di pronto intervento o anche con fondi destinati al finanziamento di spesa sociale.

Per tutti questi motivi, ma anche perché attraverso lo strumento dei voucher si possono realizzare interventi di buon senso e, contemporaneamente, modificare l’approccio culturale al concetto di assistenza, considerandolo, finalmente, per il suo aspetto sociale e di responsabilizzazione, tanto per l’ente erogante quanto per i beneficiari, gli attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio hanno inviato al Sindaco, alla Giunta Comunale, ai Consiglieri di maggioranza e minoranza un’ istanza con la quale si richiede che vangano attivate tutte le procedure necessarie per concretizzare l’opportunità offerta dalla normativa vigente nazionale e regionale di intervenire a sostegno delle fasce deboli attraverso l’utilizzo dei VOUCHER LAVORATIVI INPS.
Contestualmente, l’istanza è stata inviata anche ai Comuni di San Martino Sannita, San Nazzaro e Calvi dove il MeetUp si è fatto già da tempo promotore di diverse iniziative.

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