giovedì 5 settembre 2013

Disegno di legge 813 che dovrebbe modificare l'articolo 138 della Costituzione

Di seguito il testo del disegno di legge 813 che dovrebbe modificare l'articolo 138 della Costituzione che regola l'iter per cambiare un qualsiasi articolo della costituzione italiana.


DISEGNO DI LEGGE 813

Art. 1
(Istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali)
1. È istituito un Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali, composto di 

venti senatori e venti deputati, nominati dai Presidenti delle Camere, d’intesa tra loro, tra i 
membri, rispettivamente, delle Commissioni permanenti competenti per gli affari 
costituzionali del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. Fanno parte di diritto 
del Comitato i Presidenti delle predette Commissioni parlamentari, cui è affidata 
congiuntamente la Presidenza del Comitato. 
2. La nomina di cui al comma 1 è effettuata su designazione dei Gruppi parlamentari delle due 
Camere, previa intesa tra i Presidenti di Gruppo, in base alla complessiva consistenza 
numerica dei Gruppi e al numero dei voti conseguiti dalle liste e dalle coalizioni di liste ad 
essi riconducibili, assicurando in ogni caso la presenza di almeno un rappresentante per 
ciascun Gruppo e di un rappresentante delle minoranze linguistiche. Se nei quindici giorni 
successivi alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale uno o più Gruppi 
non abbiano provveduto alla predetta designazione, i Presidenti delle Camere, previa intesa, 
provvedono alla nomina dei componenti del Comitato sulla base dei criteri di cui al presente 
comma.
3. La prima riunione del Comitato ha luogo non oltre i trenta giorni successivi alla data di 
entrata in vigore della presente legge costituzionale. 
4. Nella prima seduta il Comitato elegge un Ufficio di presidenza composto di due
vicepresidenti, dei quali un senatore e un deputato, con voto segreto e limitato ad uno, e 
quattro segretari, dei quali due senatori e due deputati, con voto segreto e limitato a due. 
Risultano eletti rispettivamente il senatore e il deputato e i due senatori e i due deputati che 
ottengono il maggior numero di voti. In caso di parità di voti, risulta eletto il più anziano per 
età. 
5. Nelle sedute delle rispettive Assemblee, i componenti del Comitato assenti, in quanto 
impegnati nei lavori del Comitato medesimo, non sono computati ai fini del numero legale. 

Art. 2
(Competenze e lavori del Comitato)
1. Il Comitato esamina i progetti di legge di revisione costituzionale degli articoli di cui ai
Titoli I, II, III e V della Parte seconda della Costituzione, afferenti alle materie della forma 
di Stato, della forma di Governo e del bicameralismo, nonché i coerenti progetti di legge 
ordinaria di riforma dei sistemi elettorali. 
2. I Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati assegnano o 
riassegnano al Comitato i disegni e le proposte di legge costituzionale ed ordinaria relativi 
alle materie di cui al comma 1, presentati alle Camere a decorrere dall’inizio della XVII 

legislatura e fino alla data di conclusione dei suoi lavori.
3. Il Comitato esamina i progetti di legge ad esso assegnati in sede referente, secondo le norme 
della presente legge costituzionale e del regolamento della Camera dei deputati, in quanto 
applicabili. Il Comitato può adottare, a maggioranza assoluta dei componenti, ulteriori 
norme per il proprio funzionamento e per lo svolgimento dei lavori. Non sono in ogni caso 
ammesse questioni pregiudiziali, sospensive e di non passaggio agli articoli.
4. Il Comitato nomina uno o più senatori o deputati con funzioni di relatore. Possono essere 
presentate relazioni di minoranza. Il Comitato assegna un termine per la presentazione delle 
relazioni ed un termine entro il quale pervenire alla votazione finale. 
5. Il Comitato, concluso l’esame preliminare dei progetti di legge ad esso assegnati ai sensi 
dell’articolo 2, comma 2, trasmette ai Presidenti delle Camere i testi dei progetti di legge, 
ovvero i testi unificati, adottati come base per il seguito dell’esame.
6. Entro i termini fissati d’intesa tra i Presidenti delle Camere, ciascun senatore o deputato e il 
Governo possono presentare alle Presidenze delle Camere emendamenti su ciascuno dei testi 
adottati ai sensi del comma 5, sui quali il Comitato si pronuncia. 
7. Al fine di rispettare i termini di cui all’articolo 4, la Presidenza del Comitato ripartisce, se 
necessario, il tempo disponibile secondo le norme del regolamento della Camera dei 
deputati relative all'organizzazione dei lavori e delle sedute dell'Assemblea. 

Art. 3
(Lavori delle Assemblee)
1. I Presidenti delle Camere adottano le opportune intese per l'iscrizione del progetto o dei 
progetti di legge costituzionale od ordinaria all'ordine del giorno delle Assemblee e 
stabiliscono la data entro la quali ciascuna Camera procede alla loro votazione finale, nel 
rispetto dei termini di cui all’articolo 4. 
2. Il Comitato è rappresentato nella discussione dinanzi alle Assemblee di ciascuna Camera da 
un sottocomitato formato dai Presidenti, dai relatori e da senatori e deputati in 
rappresentanza di tutti i Gruppi. 
3. Nel corso dell'esame davanti alle Assemblee si osservano le norme dei rispettivi 
regolamenti. Il voto è palese. Fino a cinque giorni prima della data fissata per l'inizio della 
discussione generale, i componenti dell'Assemblea possono ripresentare gli emendamenti
respinti dal Comitato in sede referente e presentare gli emendamenti al testo del Comitato, in 
diretta correlazione con le parti modificate. Il Comitato e il Governo possono presentare 
emendamenti o subemendamenti fino a quarantotto ore prima dell'inizio della seduta in cui è 
prevista la votazione degli articoli o degli emendamenti ai quali si riferiscono. Agli 
emendamenti del Comitato e del Governo, che sono immediatamente stampati e distribuiti, 
possono essere presentati subemendamenti da parte di un Presidente di Gruppo o di almeno 
venti deputati o dieci senatori fino al giorno precedente l'inizio della seduta in cui è prevista 
la votazione di tali emendamenti.

Art. 4
(Organizzazione dei lavori)
1. I lavori parlamentari relativi ai progetti di legge costituzionale di cui all’articolo 2, comma 
1, sono organizzati in modo tale da assicurarne la conclusione entro diciotto mesi dalla data 
di entrata in vigore della presente legge costituzionale. 3
2. Ai fini di cui al comma 1, il Comitato, entro quattro mesi dalla data della sua prima seduta,
trasmette ai Presidenti delle Camere i progetti di legge costituzionale approvati in sede 
referente, corredati di relazioni illustrative e di eventuali relazioni di minoranza. Ciascun 
progetto di legge è omogeneo e autonomo dal punto di vista del contenuto e coerente dal 
punto di vista sistematico. Qualora entro il predetto termine per uno o più progetti di legge 
costituzionale non si pervenga all'approvazione, il Comitato trasmette comunque un progetto 
di legge fra quelli assegnati ai sensi dell’articolo 2, comma 2, nel testo eventualmente 
emendato dal Comitato stesso.
3. In prima deliberazione, l’Assemblea della Camera che procede per prima all’iscrizione del 
progetto di legge costituzionale all’ordine del giorno ne conclude l’esame nei tre mesi 
successivi alla data della trasmissione di cui al comma 2. Il progetto di legge approvato è 
trasmesso all’altra Camera che ne conclude l’esame entro i successivi tre mesi. I termini per 
la conclusione delle ulteriori fasi dell’esame delle Assemblee sono fissati d’intesa dai 
Presidenti delle Camere.
4. Il progetto o i progetti di legge costituzionale sono adottati da ciascuna Camera con due 
successive deliberazioni ad intervallo non minore di un mese e sono approvati a 
maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. 
5. Il Comitato trasmette altresì ai Presidenti delle Camere uno o più progetti di legge ordinaria 
di cui all’articolo 2, comma 1, approvati in sede referente, corredati di relazione illustrativa 
e di eventuali relazioni di minoranza. I Presidenti delle Camere stabiliscono, d’intesa tra 
loro, i termini di conclusione dell’esame dei progetti di legge di cui al presente comma, in 
coerenza con i termini di esame dei progetti di legge costituzionale stabiliti ai sensi del 
presente articolo.

Art. 5
(Referendum)
1. La legge o le leggi costituzionali approvate ai sensi della presente legge costituzionale, sono 
sottoposte, quando ne facciano domanda, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, un quinto 
dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali, a 
referendum popolare anche qualora siano state approvate nella seconda votazione da 
ciascuna delle Camere a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti e sono promulgate 
se al referendum siano state approvate dalla maggioranza dei voti validi.

Art. 6
(Ambito di applicazione del procedimento)
1. Il procedimento di cui alla presente legge costituzionale si applica esclusivamente ai disegni 
ed alle proposte di legge assegnati al Comitato nei termini di cui all’articolo 2, comma 2.
2. Per la modificazione della legge o delle leggi costituzionali od ordinarie, approvate secondo 
quanto stabilito dalla presente legge costituzionale, si osservano le norme di procedura 
rispettivamente previste dalla Costituzione. 

Art. 7
(Cessazione delle funzioni del Comitato)
1. Il Comitato cessa dalle sue funzioni con la pubblicazione della legge o delle leggi 
costituzionali od ordinarie approvate ai sensi della presente legge costituzionale, ovvero in 
caso di scioglimento di una o di entrambe le Camere. 

Art. 8
(Spese di funzionamento)
1. Le spese per il funzionamento del Comitato sono poste a carico, in parti eguali, del bilancio 
interno del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati. 

Art. 9
(Entrata in vigore)
1. La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua 
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla promulgazione.

Cos'è l'articolo 138 della Costituzione Italiana

Si fa un gran parlare della tentativo del Governo di modificare l'Articolo 138 della Costituzione Italiana, ma quanti conoscono veramente il testo di quest'articolo fondamentale dell'atto costitutivo della Repubblica Italiana?

Perché la modifica di quest'articolo mette a rischio tutta la Costituzione Italiana?

Perché il Movimento 5 Stelle è stato costretto ad attuare ostruzionismo per poter costringere il Governo a rinviare la modifica dell'articolo 138 a Settembre?

La risposta è nel testo dell'Articolo 138 della Costituzione della Repubblica Italiana.

Testo dell'Articolo 138 della Costituzione Italiana

Sezione IIRevisione della CostituzioneLeggi costituzionaliArt. 138.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. (da governo.it)

Significato dell'Articolo 138 della Costituzione Italiana

L'articolo in esame disciplina il procedimento di revisione costituzionale e di approvazione delle altre leggi costituzionali. Il testo dell'art. 138 riproduce esattamente il testo della Costituzione vigente, ad eccezione di una modifica formale legata alla nuova denominazione assunta dagli organi legislativi regionali: in tal senso, il secondo comma dell'art. 138, che prevede l'attivazione delle procedure referendarie sulle leggi di revisione costituzionale, elenca tra i soggetti legittimati a richiedere il referendum le "Assemblee regionali" e non più i "Consigli regionali".
Per il resto, restano sanciti i principi costituzionali vigenti:
  • adozione delle leggi di revisione e delle altre leggi costituzionali con doppia deliberazione da parte di entrambe le Camere ad intervallo non inferiore a tre mesi;
  • approvazione della maggioranza assoluta dei componenti delle due Camere nella seconda votazione;
  • possibilità di sottoposizione, a richiesta di alcuni soggetti, delle leggi a referendum popolare;
  • divieto di svolgimento del referendum se la legge è approvata, in seconda deliberazione, con la maggioranza dei due terzi dei componenti delle due Camere.
Estratto da camera.it

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE!!!

Per difendere la Costituzione è necessario conoscerla e conoscere, soprattuto,l'articolo 138 che il Disegno di Legge 813 dovrebbe modificare. 
 
Pertanto,gli attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio invitano tutti gli attivisti, i simpatizzanti, le persone che amano la nostra Carta Costituzionale a pubblicare sulle proprie pagine di Facebook, sui propri blog, su Twitter e su ogni strumento multimediale a loro disposizione il testo dell'art. 138, il testo del Disegno di Legge 813, le motivazioni giuridiche per la difesa di questo articolo, i video dei nostri portavoce alla Camera e al Senato che spiegano perchè l'art. 118 è il chiavistello che protegge la nostra Costituzione. 
 
Il materiale necessario lo trovate su questo Blog e sul profilo Facebook Amicidibeppegrillo Sangiorgiodelsannio
 

mercoledì 4 settembre 2013

ISTANZA all'Amministrazione Comunale per azioni relative all'abuso dei giochi con vincite in denaro e proposta di adesione al Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo




premesso che:
  • le slot machines e le altre forme di facile accesso al gioco che consente vincite in denaro sono ormai enormemente diffuse nei bar, nelle tabaccherie, nei circoli e nei centri scommesse;
  • ormai tali “macchinette” hanno pienamente sostituito i giochi tradizionali ed inducono le persone a spendere decine, se non centinaia, di euro al giorno esclusivamente per giocare;
  • tale fenomeno assume una dimensione sempre più vasta, interessando anche le fasce economicamente più deboli della popolazione, portando, a volte, i giocatori e le famiglie coinvolte verso derive sociali preoccupanti;
  • i numeri del gioco d'azzardo in Italia son i seguenti:
o   Circa 80 miliardi di fatturato, 4% del PIL nazionale, la 3° industria italiana, 8 miliardi di tasse.
o   12% della spesa delle famiglie italiane, 15% del mercato europeo del gioco d’azzardo, 4,4% del mercato mondiale, 400.000 slot-machine,
o   6.181 locali e agenzie autorizzate.
o   15 milioni di giocatori abituali, 2 milioni a rischio patologico, circa 800.000 i giocatori già patologici.
o   5-6 miliardi l’anno necessari per curare i dipendenti dal gioco patologico.

considerato che:

  • il problema più evidente è quello della compulsività, che spinge le persone a stazionare numerose ore al giorno davanti a queste “macchinette mangiasoldi”
  • le difficoltà economiche attuali che stanno colpendo il nostro territorio, purtroppo, spingono  un numero crescente di persone a cercare una via d’uscita tentando la fortuna con queste “macchinette” e peggiorando così la loro situazione economica
  • tra i principali utilizzatori ci sono spesso anche  cittadini che versano in condizioni economiche disagiate o in situazioni di disagio sociale;
  • tali dipendenze molto spesso sono lo specchio di difficoltà economiche che si trasformano in drammi sociali ed umani  e altrettanto spesso tali drammi vanno a finire a carico della comunità;
  • l’obiettivo di una Amministrazione Comunale è quello di ridurre i problemi dei cittadini, se possibile, risolverli, e, soprattutto, prevenirli, in questo caso evitando abusi di tale forme di gioco, che , anche se lecite, provocano gravi danni economici e sociali alle famiglie e alla comunità;

visto che

  •  il M5S ha più e più volte, anche in Parlamento, espresso la sua contrarietà ai finanziamenti erogati dalle lobby dei videopoker ai partiti , a fondazioni e a singoli politici  che sono anche attualmente al Governo e chiesto l’emanazione urgente di una stretta normativa contro slot machines e giochi online che lucrano sul desiderio di vincite immediate in denaro da parte dei giocatori con  gravissimi danni per cittadini, famiglie, e per i loro figli;
  • oggi 4 settembre verrà discussa e votata al Senato una mozione del M5S contro il gioco d’azzardo a prima firma di Giovanni Endrizzi, mozione nella quale, oltre alla soppressione del ‘condono’  a favore dei concessionari di slot machine contenuto all’interno del decreto legge sull’Imu, si chiede di “attribuire agli Enti locali un reale potere di controllo sulla diffusione, installazione e regolamentazione dell’attività dei locali in cui si pratica il gioco d’azzardo” nonché, “al fine di scoraggiare questo fenomeno, di vietare totalmente la pubblicità del gioco d’azzardo, diretta ed indiretta, su ogni spazio mediatico, comprese le sponsorizzazioni sportive e di altra natura, di marchi, loghi, società presenti su questo mercato e,in relazione a ciò, di definire un efficace sistema sanzionatorio”

SI CHIEDE

al Sindaco, all’Assessore alle Politiche sociali, ai Capigruppo, al Presidente del Consiglio Comunale di prendere in considerazione l’eventualità di discutere  e deliberare in Consiglio Comunale riguardo ai seguenti punti relativi ai giochi con vincite in denaro:

o    rafforzare l’informazione ai cittadini, in particolare ai giovani, riguardo alla pericolosità dell’abuso dei giochi che consentono vincite in denaro;

o    promuovere, attraverso la collaborazione con l’ASL, campagne informative riguardanti le per chi soffre di dipendenza dal gioco con vincite in denaro;

o    valutare ed analizzare nuove azioni per  contrastare le ludopatie;

o    emanare un’ordinanza ad hoc affinché i gestori di locali in cui sono presenti slot machines e macchinette simili espongano obbligatoriamente, ed in maniera ben visibile, un cartello che ne indichi la pericolosità in caso di abuso;

o    intraprendere e/o rafforzare l’azione della Polizia Locale al fine di far rispettare la normativa vigente in merito, in particolare:

- il divieto di utilizzo da parte dei minori di 18 anni;
- l’obbligo di fornire un’offerta alternativa ai giochi con vincite in denaro di cui all’art. 110  comma 6° del TULP (Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza);
- il corretto posizionamento, la gestione ed il numero degli apparecchi installati;

o    promuovere controlli opportuni per il rispetto della normativa vigente anche attraverso il supporto della SIAE in ottemperanza alle convenzioni  AAMS-SIAE vigenti

nonché di aderire al Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo, i cui primi firmatari sono i Comuni di Corsico, Lecco, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Rho  e cui hanno aderito 160 Comuni in tutta Italia, tra i quali Milano, Piacenza, Lecco, Crema, Carbonia, Monza, Villa San Giovanni, Formia, Cesenatico, Montecalvo Irpino e la Provincia di Siracusa.

Il gioco d’azzardo, seppur lecito, sta distruggendo le persone, le famiglie, le comunità.
Il gioco d’azzardo sottrae ore al lavoro, alla vita affettiva, al tempo libero, e produce sofferenza psicologica, di relazione, educativa, materiale, di aspettativa di futuro.
Altera i presupposti morali e sociali degli Italiani sostituendo con l’azzardo i valori fondati sul lavoro, sulla fatica e sui talenti.
Sono a rischio la serenità, i legami e la sicurezza di tante famiglie e delle nostre comunità. Spesso intorno ai luoghi del gioco d’azzardo si organizza la microcriminalità dei furti, degli scippi e dell’usura, ma anche la criminalità organizzata.
In virtù di ciò, La scrivente, in uno con gli attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio, confida nell’attenzione e nella disponibilità alla discussione da parte dell’’Amministrazione Comunale, del Sindaco, dell’Assessore alle Politiche sociali, dei Capigruppo, del Presidente del Consiglio Comunale ed in una sollecita risposta sul tema in oggetto, al fine di mettere in campo tutti gli strumenti e le azioni utili per realizzare nel concreto quanto richiesto.

sabato 31 agosto 2013

I commenti all'iniziativa "Invita a cena un deputato"

Dal Blog della portavoce Silvia Giordano:


La bellissima esperienza di ieri sera mi ha convinto ancora di più che la miglior politica è tra la gente e con la gente.



Gli insegnamenti di vita vissuta sono il frutto di esperienze che persone come quelle che ieri sera mi hanno onorata di una serata in casa loro, consentono di guardare la vita da prospettive diverse e lungimiranti verso i numerosi problemi che, in qualità di parlamentare, affronto quotidianamente.
Non serve usare paroloni di encomio nei confronti di Elvira e la sua bella famiglia, degli attivisti di San Giorgio del Sannio presenti e di Rosanna Paciotti, per tutti loro la parola più semplice con cui posso esprimere la mia soddisfazione è: GRAZIE.
Grazie a tutti loro per le oltre tre ore trascorse in casa, seduti in cerchio, a confrontarci liberamente, democraticamente e con la grande consapevolezza di stima reciproca anche se alcune vedute diverse ci rendono “oppositori” politici.
Per fortuna dalla mia parte avevo Vega Colonnese e la sorella Livia, organizzatrici della serata; compagne di questa avventura e tenaci intraprendenti dello spirito a 5 stelle.
Non posso non ricordare le ottime pietanze preparate dalla incredibile Elvira, donna dalle mille risorse, e dai figli (i profitteroles in foto sono una loro opera).
Quindi la serata è volata con discussioni che certamente ricorderò al rientro nei Palazzi romani. Il tragitto dal beneventano a Salerno è stato un momento di riflessione che mi ha consentito di assaporare la bellezza dello scambio con la gente; una esperienza che, a mio avviso, manca ai politici ingrigiti nelle stanze del “potere” e allontanati dalla gente per colpa dell’ego televisivo a cui non riescono a rinunciare.
La politica deve uscire dallo schermo e tornare tra la gente; è li il suo posto dove i proclami da reality lasciano spazio alla realtà e all’obbligo di fare per la collettività.
Silvia


Dal Profilo Facebook di Vega Colonnese:

Un attimo per condividere la gioia di ieri sera. Insieme a Silvia Giordano (collegamovimentistadeputataamica) e a Livia (la vera meetuppara Colonnese) siamo andate a San Giorgio del Sannio per una fantastica serata a casa di Elvira Santaniello. 
La serata è stata un crescendo di chiacchiere e informazioni ma soprattutto la voglia decisa di DIFENDERE un progetto e un'integrità personale che diventa sicurezza collettiva. Grazie all'ottima padrona di casa, alla fortissima Rosanna Paciotti, ai ragazzi del M5S presenti, ai critici, ho ritrovato le forze per affrontare il rientro a Roma. Noi siamo lì per questo, dobbiamo essere interscambiabili ma l'obiettivo deve essere sempre lo stesso, quello di portare idee, onestà e persone perbene nel Parlamento. Il Pd questa volta non riuscirà a difendere Mr Berlusconi, non siamo "solo" 106 ma molti di più, questa volta ce la faremo a liberare il Paese.


Ieri sera dopo tanto tempo ho conosciuto "fisicamente" la mia amica virtuale Elvira! Tante ore trascorse davanti al monitor e alla vaporella a scambiare idee, sentimenti, pensieri, inciuci... Ed eccoci lì, tutte e due finalmente insieme!
Ma tutta la serata è stata speciale. "INVITA UN DEPUTATO A CENA", quando Elvira mi ha detto che lo voleva fare sono stata entusiasta ma farne parte è stata un'esperienza davvero unica. Quando mai ti capita di andare a cena con un deputato? 
Silvia e Vega sono due ragazze in gamba, simpatiche e preparate, ho respirato aria di MoVimento fin da subito, ed è la cosa che mi piace di più. Livia, la sorella di Vega è una ragazza dolcissima, e dallo sguardo sembra una davvero tosta! Ci hanno raccontato tante cose, non solo del loro lavoro ma di come funzionano le stanze dei bottoni, come trascorrono le loro giornate rendendo umana una figura (quella del parlamentare) di cui noi poveri cittadini comuni leggiamo solo sui giornali. Chi conosce i nostri ragazzi da per scontato che stiano in mezzo a noi magari a bere un caffé, ma sei ci si pensa bene quando mai è stato possibile andare a cena che so' con Brunetta o la Carfagna (beh su quest'ultima penso ci sarebbero dei volontari). La verità che loro stanno portando un cambiamento profondo nelle relazioni tra amministratori e cittadini. Ci vorrà tempo, ci vorrà lavoro e noi dal basso li dobbiamo aiutare perché finalmente è arrivato il giorno che i nostri amministratori si occupano del bene del paese e non del loro conto in banca!




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