mercoledì 21 marzo 2018

La Regione dà, la Regione toglie (anche a chi dovrebbe avere)!

di Elvira Santaniello

La Regione Campania mette a disposizione 12.380 borse di studio, del valore di 400 euro ciascuna, per l’anno scolastico 2017/2018, da utilizzare per l’acquisto o la fruizione di prodotti educativi e culturali (libri, cinema, teatro ecc.), a favore degli studenti frequentanti le scuole superiori di II grado della Campania, pubbliche o parificate, provenienti da famiglie bisognose.” 
Questo è l’incipit del comunicato che annuncia l’avvio del programma #iostudioregionecampania, un programma che prevede uno stanziamento complessivo di 5.1 milioni di euro destinati a studenti frequentanti la scuola secondaria di II grado con un’attestazione familiare dell’ISEE ordinario 2018 non superiore a 15.748,48 euro. 
A seguire si legge “La Giunta Regionale della Campania dimostra, ancora una volta, attraverso una misura strutturale, di voler puntare sull’istruzione e la scuola per combattere il disagio giovanile, sostenendo le famiglie nel percorso di educazione dei loro figli.” 

Ebbene, in base alla mia esperienza personale e alle segnalazioni che ho ricevuto, posso dire che non è proprio così. 
Nel sistema di gestione dl programma, infatti, c’è qualcosa che non va e chissà quanto è alto il numero delle famiglie che, come la mia, non potranno partecipare al bando! 
Ma veniamo ai fatti. 
La scadenza per presentare le domande è stata prorogata dal 13 al 30 marzo 2018. 
Quello che la regione Campania non ha considerato, però, è che la Certificazione Unica 2018 viene consegnata ai lavoratori dipendenti entro il 31 marzo e che, cadendo il 31 di sabato e con Pasqua e pasquetta nei giorni successivi, la scadenza per la consegna al lavoratore slitta direttamente al 3 aprile 2018. 
Dunque, un padre di famiglia la cui azienda consegna la CU entro i termini di legge non potrà rivolgersi all’INPS per il rilascio dell’ISEE prima del 4 aprile 2018 e, rispettando i termini di 10 giorni per la consegna, lo otterrà non prima del 14 aprile 2018, ovvero almeno 14 giorni dopo la scadenza dei termini per la presentazione della domanda. 
E’ evidente, quindi, che tutti quelli che si trovano, come me, in questa situazione, pur avendo i requisiti per partecipare al bando, ne vengono automaticamente esclusi. 
Ma è mai possibile che i tecnici della Regione non abbiano fatto caso a questa anomalia? O dobbiamo pensare che possa trattarsi di un ulteriore metodo di selezione a monte se non addirittura una forma di discriminazione? 
Francamente, considero inaccettabile una situazione del genere sia che si tratti di una caso sia dell’altro. 
Così come considero una leggerezza intollerabile da parte dei consiglieri regionali, quanto meno quelli di minoranza, non considerare o non verificare un atto che agisce ad excludendum e che, invece di combattere i disagi delle famiglie a basso reddito, favorisce la nascita di una guerra tra poveri. 
Intanto, mentre il Presidente De Luca prende a noleggio una supercar iper accessoriata per la modica cifra di 1200 euro al mese, mentre la Regione Campania spende 580.000 euro per un’ora di visita del Papa,(di cui 320.000 solo per l’allestimento del palco), alla povera gente, in regola coi requisiti, viene negata la possibilità di accedere ad una borsa di studio per i proprio figli. 
L’auspicio è che, dopo questa segnalazione che è stata inviata anche in Regione, qualche consigliere ritenga di verificare quanto esposto e dare le opportune risposte ai cittadini, cosa che, peraltro, è insita nel ruolo che ricopre.

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