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lunedì 27 febbraio 2017

Il COC-codè farneticante della consigliera M5S di San Giorgio del Sannio

Nei suoi comunicati del weekend, la consigliera del M5S al Comune di San Giorgio del Sannio offre sempre importanti spunti di riflessione, questa volte, in particolare, su cosa non fare quando si viene eletti portavoce dei cittadini.
Dopo l’autoattribuzione della risoluzione delle interruzioni del servizio idrico, siamo passati alla richiesta di revoca di una delibera da parte del Comune senza che tale richiesta di revoca sia supportata da opportune argomentazioni normative e seguita, soprattutto, da soluzioni alternative praticabili.

Ci spieghiamo meglio.
Il Comune di San Giorgio, nel predisporre il Piano di Protezione Civile Comunale, ha individuato in un primo momento la sede del Centro Operativo Comunale e del Centro Operativo Misto presso l’attuale Casa Comunale, salvo poi spostarla presso l’ex Municipio al centro del paese.
Tale variazione è stata motivata dal Vicesindaco e Assessore alla Protezione Civile Giuseppe Ricci con la mancanza per l’attuale casa Comunale del necessario adeguamento sismico, stante il passaggio di categoria di pericolosità sismica del Comune di San Giorgio da 2 a 1, mentre l’ex Municipio è già oggetto di finanziamento per gli opportuni lavori in tal senso.
Orbene, la Consigliera pentastellata, dopo aver espresso in Consiglio Comunale il proprio parere negativo alla variazione a causa dei possibili limiti di spazio esterno dell’ex Municipio, ha evidenziato anche che una struttura non immediatamente operativa non garantisce un’adeguata risposta all’emergenza e che è prioritario pensare prima a come fronteggiare al meglio eventuali situazioni di emergenza piuttosto che ai finanziamenti per l’adeguamento sismico.

Fin qui la posizione pentastellata è anche condivisibile, tuttavia sono le ultime esternazioni che ci lasciano, francamente senza parole.
Leggiamo, infatti, sulla stampa locale della richiesta da parte della consigliera di revoca della delibera nr 178 del 26 ottobre 2016 al fine di riportare la sede del COC nella casa comunale di Piazza Municipio.
Ma come, la consigliera che tanto si è vantata in Consiglio Comunale della sua notevole esperienza di volontaria di Protezione Civile, vuole spostare la sede del COC in una struttura vulnerabile sismicamente e toglierla da una sede che sarà a breve adeguata ai nuovi parametri di pericolosità sismica del territorio?
E su che basi di grazia?

Forse dimentica che nelle Indicazioni operative inerenti “La determinazione dei criteri generali per l’individuazione dei Centri operativi di Coordinamento e delle Aree di Emergenza”, peraltro da lei più volte citate in Consiglio Comunale, vi è uno specifico riferimento al fatto che “qualora nell’ambito amministrativo del Comune individuato ad ospitare la sede del centro di coordinamento non siano presenti edifici che rispondano a tutte le citate caratteristiche….. si possono realizzare sull’edificio individuato i necessari interventi di miglioramento/adeguamento sismico ovvero di risoluzione delle criticità che ne impediscono l’individuazione...”???
Lo ha dimenticato o ha omesso strumentalmente di citare questa eventualità, forse per provare a dare maggiore enfasi alla sua richiesta???

L’unica sacrosanta verità sulla quale tutti, maggioranza ed opposizione, avrebbero dovuto concentrare la propria attenzione è una sola: ad oggi, stante la mancanza di indicazioni normative sulla fase transitoria tra la redazione del Piano di Protezione Civile e la reale conclusione dei lavori di adeguamento sismico delle sede individuata, San Giorgio non ha alcun edificio pubblico idoneo DA SUBITO ad ospitare il Centro Operativo Comunale di Emergenza.
Questo è ad oggi lo stato dei fatti e sia il Vicesindaco Ricci sia la consigliera pentastellata hanno finora fornito alla cittadinanza un’informazione parziale ed omissiva. 

Per quanto ci riguarda, non condividiamo l’approccio , secondo noi del tutto superficiale della maggioranza ad una possibile situazione emergenziale, che potrebbe verificarsi in qualsiasi momento e troverebbe senza ombra di dubbio il paese impreparato, né la richiesta della consigliera pentastellata di spostare il COC alla nuova casa Comunale dal momento che nemmeno quella dà le opportune garanzie antisismiche.
Come risolvere il problema, dunque?
Le Indicazioni operative del Dipartimento di Protezione Civile, intanto, suggeriscono la possibilità di individuare una sede compatibile in un Comune limitrofo e nulla vieterebbe al Comune di San Giorgio del Sannio di sondare il terreno presso i Comuni di San Martino Sannita o Calvi, ad es., al fine di firmare un protocollo d’intesa per l’utilizzo temporaneo di un’eventuale struttura ricadente in quei territori idonea alla bisogna.
Oppure potrebbe essere utile dotare il Comune di San Giorgio di un paio di strutture mobili (containers o prefabbricati ad esempio, che in molte zone d’Italia, anche nella vicina Irpinia, sono a disposizione di Comuni che hanno subito un terremoto e che potrebbero essere richieste in comodato d’uso) da allestire nel caso in cui un’emergenza si verificasse a lavori non ultimati nella struttura scelta per ospitare il COC.
Certo, queste possono sembrare ipotesi terra terra ma vista la necessità di rispondere ad un’esigenza di sicurezza potrebbero essere una strada praticabile.

Possibile che maggioranza ed opposizione perdano tempo sui social o sulla stampa a beccarsi come galline in un pollaio piuttosto che lavorare su soluzioni condivise per problemi pratici ed attuali della comunità sangiorgese?









venerdì 9 settembre 2016

la cittadinanza attiva contro il silenzio della politica sangiorgese

A San Giorgio del Sannio, subito dopo il boom delle manifestazioni estive, quando i social network e i giornali erano pieni di foto, selfie, commenti e post, celebrativi e non, si è entrati in una sorta di tunnel del silenzio.
Non una parola sull'acqua, non una parola sul rischio sismico, non una parola sul prossimo inizio dell'anno scolastico e nemmeno sulla gara d'appalto per il servizio mensa, della quale si è da poco approvato il capitolato.

Sul sito del Comune troviamo solo avvisi sulla distribuzione delle buste per la differenziata, sull'aggiornamento dell'albo scrutatori, sulla potabilità dell'acqua. 
E le opposizioni? Se si può, fanno persino peggio, visto che sono ormai da tempo praticamente mute, e peraltro scomparse anche dai social, su qualsiasi questione che riguardi i problemi quotidiani dei cittadini. 
Ed è così che la rete diventa lo sfogatoio un po' di tutti in paese! 
I problemi più in auge, oltre alla già gettonatissima carenza idrica: acqua che esce opaca se non marroncina dai rubinetti; preoccupazione, visto il recente sisma, sull'agibilità delle scuole; timori riguardo al rischio sismico del nostro Comune; incertezza sul servizio di refezione scolastica, vista la situazione complicatissima che ha coinvolto il vicino Comune di Benevento. 

Molti cittadini hanno scritto anche alla email del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio ed in virtù delle loro segnalazioni abbiamo predisposto una serie di istanze, già inviate tramite pec al Comune. 
In particolare, i cittadini ci hanno segnalato il fatto che nel vicino Comune di Benevento il Sindaco Mastella ha già incontrato le rappresentanze degli Ordini professionali, dell’Università, del Genio civile, dei Vigili del Fuoco e dei tecnici comunali per affrontare il tema della staticità e sicurezza nelle scuole ed ha ripetutamente dichiarato, sulla stampa locale e anche in interviste rilasciate a tv nazionali, “Non apro le scuole di Benevento se non sono sicure”, mentre a San Giorgio non vi sono comunicazioni del Comune a riguardo. 
Pertanto, partendo anche dal fatto che già a novembre dello scorso anno avevamo invitato la precedente amministrazione a partecipare all'AVVISO PUBBLICO per il finanziamento di indagini diagnostiche da effettuare sui solai degli edifici scolastici, in riferimento ai commi 177 e 178, art. 1 della L. n. 107/15, senza avere mai risposta abbiamo chiesto quali sono le azioni che l'amministrazione comunale ha inteso e/o intende portare avanti per verificare se gli edifici scolastici siti in territorio comunale abbiano le caratteristiche di sicurezza richieste dalla vigente normativa e se possano regolarmente essere aperti il prossimo 15 settembre. 
Abbiamo anche chiesto che venga reso noto alla popolazione se eventuali lavori fatti nelle scuole site in territorio comunale rispondano ad un “adeguamento sismico” secondo il D. M. 14 gennaio 2008 attualmente vigente o se si tratti di generici “miglioramenti sismici” che non garantiscono nulla, come avvenuto ad Amatrice; se le scuole siano in possesso delle Valutazioni di vulnerabilità sismica, obbligatorie per legge, ai sensi dell’ordinanza del presidente del consiglio dei Ministri del 20.03.2003 n° 3274; e, infine, se le scuole siano in possesso di un piano di evacuazione, se in tali piani sia fatta specifica attenzione ai disabili e se e quali scuole non siano ancora dotate si questo piano e quali siano le motivazioni.
In questa stessa istanza abbiamo ricordato agli amministratori sangiorgesi che, in data 30 agosto c. a., avevamo già inviato via pec un'altra istanza per richiedere informazioni sulla strategia di Comunicazione individuata (o da individuare) dall'Ammministrazione Comunale riguardo al Piano di Protezione Civile Comunale [Prot. N° 17803 del 30-08-2016] e che in tale istanza si evidenziava l'importanza della comunicazione con la cittadinanza su temi di così peculiare entità. 
Siamo consci, infatti, e senza ombra di dubbio, del fatto che ai cittadini la legge attribuisce il diritto-dovere di monitorare l'azione svolta dai propri amministratori e che gli amministratori hanno il dovere di dare risposte, non solo mere rassicurazioni, ma risposte chiare e veritiere sul rispetto delle procedure e delle leggi previste per ogni azione amministrativa. 

L'altro tema che abbiamo ritenuto importante è quello della mensa scolastica. 
Anche qui, sulla base del pessimo esempio dato dal Comune di Benevento nella gestione del servizio e visto anche il nostro impegno sul tema del servizio mensa in generale e in particolare sul controllo della qualità degli alimenti e sulla proposta di istituzione della Commissione Mensa già durante la precedente amministrazione, abbiamo ritenuto opportuno presentare all'amministrazione sangiorgese una serie di osservazioni riguardo al CAPITOLATO SPECIALE D'APPALTO DEL SERVIZIO della MENSA SCOLASTICA, approvato con determinazione n. 182 del 18 agosto 2016.
Questo capitolato è stato successivamente modificato con determinazione n. 836 del 26 agosto 2016, rimodulando l'articolo 16 concernente la modalità di valutazione delle offerte sotto l’aspetto tecnico. Nei parametri 4 e 5 relativi alla qualità dei generi alimentari utilizzati nell’esecuzione dell’appalto, infatti, è stata data specifica preferenza ai prodotti tipici stagionali di questo territorio e limitrofo, utilizzando la filiera a Km ZERO quando possibile e comunque nel raggio di massimo 50Km nonché alla valutazione di proposte migliorative del servizio quali 1) La modalità di riscossione dei ticket con l’impegno ad attuare il servizio assumendone i costi e l’onere organizzativo; 2) Mezzi e strumenti in disponibilità del concorrente a supporto e miglioramento del servizio; 3) Le proposte innovative e i servizi aggiuntivi per l’esecuzione dell’appalto non previste nel Capitolato . 
Ebbene, anche se è assolutamente apprezzabile questa adesione alla normativa nazionale e alle linee guida nazionali in materia di consumo consapevole dei prodotti ortofrutticoli locali, stagionali e biologici nelle scuole e di bandi delle gare d'appalto per i servizi di refezione che devono prevedere tale tipologia di consumo, abbiamo verificato che altrettanto non è stato fatto per quanto riguarda gli strumenti di monitoraggio e controllo da parte delle famiglie nei confronti del servizio erogato, come la Commissione Mensa, mai citata negli articoli del capitolato speciale d'appalto. 
Ancora una volta, come nel corso del mandato dell'amministrazione Ricci, si è ritenuto di 
non dare spazio agli aspetti relativi alla comunicazione fra gli interlocutori istituzionali e le famiglie e al monitoraggio continuo e costante sulla qualità del servizio di refezione scolastica attraverso l'istituzione della Commissione Mensa, la quale, attraverso uno specifico Regolamento attuativo, ha il ruolo, individuato e sottolineato sia dalle Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica emanate dal Ministero della Salute sia dalle Linee guida per il miglioramento della qualità nutrizionale nella ristorazione scolastica emanate dall’assessorato alla Sanità della regione Campania, di controllare la qualità in termini di soddisfazione del servizio erogato e di garantire la partecipazione degli utenti al funzionamento del servizio di ristorazione scolastica. 
Abbiamo rilevato anche che, pur essendo stata redatta dal Comune di San Giorgio la Carta del Servizio di Ristorazione Scolastica, ovvero uno strumento di riferimento e di garanzia della qualità del Servizio di Ristorazione Scolastica, ispirato al miglioramento della qualità nutrizionale e a un progetto condiviso di promozione della salute, di questa carta non si fa alcun cenno all'interno del Capitolato. 
Ed ancora, abbiamo ritenuto opportuno suggerire all'amministrazione sangiorgese un più ligio rispetto delle Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica e delle Linee guida regionali per il miglioramento della qualità nutrizionale nella ristorazione scolastica, in particolare per quanto riguarda il rispetto dei menù, delle diete speciali, degli aspetti interculturali, della valutazione e gestione di eccedenze e avanzi e della riduzione della produzione di rifiuti, aspetti che attualmente ci paiono non sufficientemente affrontati. 

La cittadinanza attiva è questa, e noi non abbiamo alcuna intenzione di interrompere, modificare né tanto meno snaturare questo percorso intrapreso ormai da molti anni.

martedì 22 aprile 2014

Il Piano di Emergenza Comunale annunciato dal Sindaco non esiste e allora viene pubblicato un Piano della prima amministrazione Nardone vecchio, ormai, di 11 anni!!


Dopo 4 mesi di attesa per la Pubblicazione del Piano Comunale di Emergenza, annunciato con roboanti dichiarazioni dal Sindaco Ricci nei primi giorni di gennaio 2014, abbiamo verificato che si trattava solo di un GRANDE FUOCO DI PAGLIA!!!

Infatti, dopo l'intervento, da noi richiesto, dell' ANAC, Autorità Nazionale AntiCorruzione, l'Amministrazione ha dovuto obbligatoriamente pubblicare il Piano di Emergenza, e, poiché quello annunciato non esisteva, ha pensato bene di pubblicare un Piano di Emergenza del 2003 sottoscritto dall'allora Sindaco Nardone e dall'allora Assessore delegato Saccavino!!!

Ma ripercorriamo tutte le tappe di questa assurda vicenda:

· In data 23/11/2013 veniva inviata all’attenzione del Sindaco, della Segretaria Comunale, dell’UTC e del Consigliere delegato alla Protezione Civile, una richiesta di Accesso Civico relativamente al Piano di Emergenza Comunale 

· In data 31 dicembre veniva pubblicata sul sito del Comune, alla sezione News, la seguente notizia :
“Pubblicato il piano di emergenza in caso di terremoto - Per disposizione del Sindaco Claudio Ricci all’indirizzo http://comune.sangiorgiodelsannio.bn.it/wp-content/uploads/2013/12/Binder1.pdf è stato pubblicato il piano di emergenza in caso di terremoto comprensivo di piantina nella quale sono definiti i punti di accoglienza e di ricovero della popolazione. Si consiglia di consultarlo attentamente e – se si ritiene opportuno - di averne una copia sul proprio PC. Il piano sarà in versione permanente su questo sito alla sezione Amministrazione Trasparente/Interventi straordinari di emergenza."

· In data 31 dicembre 2013 è stato verificato che il Piano di Emergenza in realtà non era stato pubblicato, ma on line c’era soltanto una sorta di vademecum con le regole generali da tenere bene a mente in caso di terremoto ed una piantina in evidenza i punti di ritrovo in caso di sisma. Inoltre, è stato verificato che la frase “Clicca qui per il piano comunale”, presente in più punti di questo vademecum, non risultava cliccabile per cui non era permesso accedere al Piano stesso.

· in data 01/01/2014 è stato inviata una e mail al Consigliere Delegato alla Prot. Civile Sig. Giovanni Colucciello, [… Le scrivo per evidenziarle che nelle pagine pubblicate sul sito istituzionale del Comune riguardo al Piano di Emergenza Comunale in caso di terremoto, la frase "Clicca qui per piano comunale", che dovrebbe rimandare al Piano stesso, non è cliccabile e non rimanda ad alcuna pagina, per cui il Piano non è consultabile. La invito, pertanto, al fine di consentire ai cittadini una consultazione completa delle informazioni, a far provvedere alla correzione …”] il quale il 2 gennaio ci rispondeva che avrebbe provveduto a segnalare il disservizio per eliminarlo al più presto [” … la ringrazio per la segnalazione, provvederemo al più presto …”]

· In data 2 gennaio 2013 su un noto quotidiano locale, Il Sannio Quotidiano, la notizia veniva ripresa con un titolo roboante: “Rischio sismico, ecco il piano di emergenza” [http://www.ilsannioquotidiano.it/attualita/item/17820-rischio-sismico-ecco-il-piano-di-emergenza.html]

· A partire dalla seconda settimana di febbraio si rileva che il disservizio sembra essere stato eliminato nella maniera più semplice possibile, eliminando cioè la frase “Clicca qui per il piano comunale”.

· A partire dal 13 gennaio 2014 venivano inviate numerose segnalazioni all’ A. N. A. C.[Autorità Nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche]

· In data 11 aprile 2014 si riceveva la seguente risposta dalla dott. ssa Antonella Bianconi: “Oggetto: Nota del 13 gennaio 2014 - Segnalazione in ordine alla mancata pubblicazione del Piano di emergenza comunale da parte del Comune di San Giorgio del Sannio - Con riferimento alla nota in oggetto, l’Autorità, nella seduta del 12 marzo 2014, nell’esercizio dei propri poteri di controllo, ha richiesto al Comune di San Giorgio del Sannio di fornire notizie in merito alle inosservanze segnalate.”

· In data 18 aprile 2014 si riceveva la seguente risposta dal Responsabile della Trasparenza Istr. Dir. Dario del Sordo: “ Oggetto: Richiesta di accesso civico ai sensi del D. Lgsl 33/2013 – Piano di Emergenza Comunale- … Si comunica che il Responsabile dell’UTC ha trasmesso al sottoscritto i suddetto Piano e che lo stesso risulta pubblicato sul sito istituzionale di questo Comune (http://comune.sangiorgiodelsannio.bn.it/) Amministrazione Trasparente – Sezione Interventi Straordinari di Emergenza”

Sul sito istituzionale del Comune di San Giorgio del Sannio AD OGGI sono stati caricati i seguenti documenti:

o
Un Piano Comunale di Protezione Civile datato 17 novembre 2003 (vecchio, quindi, di 11 anni)e firmato dall’allora Sindaco Giorgio Nardone e dall’allora Assessore delegato Giuseppe Saccavino 

o Un’ integrazione relativa al Piano Emergenza Comunale “incendi di interfaccia” (con relativi modelli cartografici e modello di intervento)datata 19 giugno 2008 e firmata dall’allora sindaco Giorgio Nardone 

o La delibera sindacale nr 7 del 5 dicembre 2013 recante la nomina del Centro operativo comunale (C.O.C.)

o la Delibera Giunta Comunale nr. 49 del 19/03/2014 “Piano di protezione civile in conformità avviso pubblico in BURC Campania n.60 del 29/01/2014.conferimento incarico ATP e determinazioni”, con la quale la Giunta Comunale ha attivato le procedure per la partecipazione al bando di Finanziamento Regionale e la Delibera Giunta Comunale nr. 50 del 19/03/2014 con la quale la Giunta Comunale ha approvato il “Progetto del Servizio di Redazione e Diffusione del Piano di Protezione Civile Comunale del Comune di San Giorgio del Sannio”

Ora, preso atto di tutto quanto accaduto, ci chiediamo:

1. che senso hanno, se non quello di una evidente volontà propagandistica, gli annunci del Consigliere Delegato alla Protezione Civile Colucciello il quale, già nell’ottobre 2012, guarda caso subito dopo un evento sismico, illustrava alla stampa le disposizioni individuate dal Comune in caso di terremoto (articolo 8 Pagine Benevento del 7/10/2012-http://benevento.ottopagine.net/2012/10/07/ecco-il-piano-comunale-per-le-emergenze/) e le dichiarazioni roboanti del Sindaco Ricci sulla pubblicazione del Piano di emergenza, avvenuta in realtà solo dopo molti mesi, su nostra pressante insistenza e relativa non ad un documento redatto dall’attuale amministrazione bensì ad Piano vecchio di 11 anni ?

2. Perché non è stata pubblicata e diffusa con altrettanto clamore la notizia della partecipazione al bando regionale per il finanziamento del “Progetto del Servizio di Redazione e Diffusione del Piano di Protezione Civile Comunale del Comune di San Giorgio del Sannio”? Forse perché la pubblicazione di tale notizia avrebbe smentito la precedente?

3. Perché annunciare sul sito istituzionale dell’Ente e sulla stampa un Piano di Emergenza che in realtà era solo uno stringato vademecum con in allegato la piantina dei punti di ritrovo in caso di emergenza? Forse perché i cittadini sangiorgesi, figli di un retaggio culturale che riporta direttamente all’opera repressiva della Polizia Fascista del concittadino Arturo Bocchini, sono tendenzialmente abituati a non farsi domande, a non chiedere spiegazioni e, soprattutto ad obbedire?

Forse crede, il buon Sindaco Ricci, di poter affrontare una eventuale calamità a la sans façon, così come è stata affrontata l’emergenza neve di qualche anno fa?

Ma, soprattutto, ha pensato il buon Ricci che è ormai finita l’epoca delle promesse che non si realizzano mai?
Oggi, e meno male, la politica di una scarpa prima del voto e di una scarpa dopo, grazie al M5S, non ha più senso!
E non ha più senso perché il M5S è nato apposta per mettersi di traverso tra gli ingranaggi del nostro sistema politico amministrativo marcio e per scardinarlo!
E questo è quello che noi attivisti sangiorgesi stiamo facendo da ben tre anni, come unica opposizione extraconsiliare!

Lo avevamo promesso insieme a Roberto Fico, attuale presidente della Commissione di Vigilanza RAI, nel settembre 2011, al momento della presentazione ufficiale del MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio e lo stiamo facendo con coerenza e costanza tutti i giorni, monitorando quotidianamente la gestione della cosa pubblica e dando vita all’operazione di controllo sull’operato dei nostri amministratori che abbiamo chiamato “Fiato sul collo” .

Se avessero creduto anche solo per un attimo, i nostri amministratori, di aver minimamente soddisfatto la nostra curiosità attraverso la pubblicazione di un documento che non sembra essere per niente quello da loro annunciato, si stanno sbagliando di grosso!!!
Hanno solamente suscitato, come spesso accade da un po’ di tempo a questa parte, la nostra ilarità e ci hanno confermato, ancora una volta, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, la propria inadeguatezza al ruolo affidatogli dalla cittadinanza.

Il popolo, di certo, non vuole più un’amministrazione il cui apporto alla crescita e allo sviluppo del paese è stato assolutamente insufficiente e l’aumento di consensi e le continue manifestazioni di sostegno nei nostri confronti ce lo confermano continuamente.
Perciò, non possiamo far altro che dire ai nostri concittadini di avere ancora un po’ di pazienza: manca poco, ormai, e poi TUTTI A CASA!



mercoledì 15 gennaio 2014

Ma il Piano Comunale di Emergenza esiste o no?

Anno nuovo, strategie vecchie! 
Ebbene sì, la disinformazione, o meglio la mezza informazione, quella che dice e non dice, o più appropriatamente, quella che dice solo quello che è conveniente dire, sembra essere ancora una delle strategie amministrative preferite del Comune di San Giorgio del Sannio!

Ci riferiamo, nello specifico, alle notizie relative al Piano di Emergenza Comunale date sia attraverso il Sito Istituzionale del Comune sia a mezzo stampa.
Il 31 dicembre viene pubblicata sul sito del Comune, alla sezione News, la seguente notizia : Pubblicato il piano di emergenza in caso di terremoto - Per disposizione del Sindaco Claudio Ricci all’indirizzo http://comune.sangiorgiodelsannio.bn.it/wp-content/uploads/2013/12/Binder1.pdf   è stato pubblicato il piano di emergenza in caso di terremoto comprensivo di piantina nella quale sono definiti i punti di accoglienza e di ricovero della popolazione. Si consiglia di consultarlo attentamente e – se si ritiene opportuno - di averne una copia sul proprio PC. Il piano sarà in versione permanente su questo sito alla sezione Amministrazione Trasparente/Interventi straordinari di emergenza.
Dopo due giorni, su un noto quotidiano locale, la notizia viene ripresa con un titolo roboante: “Rischio sismico, ecco il piano di emergenza”.

Ebbene, premesso che la legge n. 100 del 12 luglio 2012 prevede che entro 90 giorni (cioè entro il 12 ottobre 2012) dall’entrata in vigore del provvedimento i Comuni avrebbero dovuto redigere il piano di emergenza comunale e che, ad una ricognizione fatta dallo stesso dipartimento di Protezione Civile, a dicembre 2013 risultavano essere solo 214 i Comuni che avevano realizzato il piano di emergenza sui 551 totali, e considerato anche che gli attivisti a 5 stelle avevano già fatto a novembre 2013 una formale richiesta di accesso civico al Piano di Emergenza Comunale, la notizia della pubblicazione ci ha fatto, inizialmente, molto piacere.

Già da subito, però, abbiamo verificato che il Piano di Emergenza in realtà non era stato pubblicato, ma on line c’era soltanto una sorta di vademecum con le regole generali da tenere bene a mente in caso di terremoto ed una piantina in evidenza i punti di ritrovo in caso di sisma.
Inoltre, abbiamo verificato che la frase “Clicca qui per il piano comunale”, presente in più punti di questo vademecum, non risultava cliccabile per cui non era permesso accedere al Piano stesso.
Di ciò abbiamo immediatamente avvertito il Consigliere Delegato alla Prot. Civile Giovanni Colucciello, il quale il 2 gennaio ci rispondeva che avrebbe provveduto a segnalare il disservizio per eliminarlo al più presto.

Ebbene, ad oggi 13 gennaio 2014, rileviamo che il disservizio sembra essere stato eliminato nella maniera più semplice possibile, eliminando cioè la frase “Clicca qui per il piano comunale”!
In questo modo non esiste più alcun riferimento ad un link che possa aprire le pagine contenenti il Piano e all’indirizzo citato nella sezione News si apre soltanto il già noto vademecum e la piantina dei punti di ritrovo.

Ma allora, ci chiediamo, questo famigerato Piano di Emergenza esiste o non esiste?
E ancora, se non esiste, visto che è obbligatorio per legge, come mai il Comune non lo ha predisposto?
E se, invece, esiste, che senso hanno gli annunci propagandistici (ricordiamo a, questo proposito che già nell’ottobre 2012, guarda caso anche in quella occasione subito dopo un evento sismico, il Consigliere Delegato alla Protezione Civile Colucciello aveva già illustrato alla stampa le disposizioni  individuate dal Comune in caso di terremoto (articolo 8 Pagine Benevento del 7/10/2012-http://benevento.ottopagine.net/2012/10/07/ecco-il-piano-comunale-per-le-emergenze/), se ad essi non segue la pubblicazione e l’informazione precisa e puntuale alla cittadinanza?
Infine, ci chiediamo come mai questo famigerato Piano non venga pubblicato nemmeno dopo una formale richiesta di accesso civico da parte degli attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio, i cui termini di pubblicazione, peraltro,sono pure scaduti?

Noi attivisti, intanto, come già in altri casi di mancata pubblicazione sul sito istituzionale dei dati sottoposti alla normativa sulla trasparenza negli Enti Pubblici, abbiamo già provveduto a sollecitare la Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche, che, peraltro, già più volte e sempre su istanza degli attivisti locali è intervenuta a “bacchettare” il Comune di San Giorgio, affinché venga rispettato il diritto dei cittadini alla trasparenza e all’informazione sugli atti di governo del territorio.
Inoltre, invitiamo con questa nota tutti i cittadini sangiorgesi a non aspettare la prossima scossa di terremoto per chiedersi quali sono i provvedimenti presi dal Comune in caso di calamità bensì ad attivarsi ed informarsi presso l’Ufficio Tecnico del Comune o presso il Consigliere Colucciello, Delegato alla Protezione Civile o presso il Sindaco stesso chiedendo che il Piano di Emergenza venga pubblicato al più presto.

Il MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio, attraverso approfondimenti tematici  sull’amianto, sull’inquinamento, sulle trivellazioni, sul rischio naturale, sismico ed antropico ed altro, sta lavorando da tempo nel territorio del Medio Calore per sollecitare la creazione di una vera e propria cultura della sicurezza: siamo convinti, infatti, che prendere coscienza dei rischi cui ognuno di noi è soggetto sia un fondamentale punto di partenza per una discussione costruttiva, anche e soprattutto con le Istituzioni locali, sui temi degli eventi calamitosi e della mitigazione dei rischi cui una comunità è sottoposta.

Non lasciamo che una nuova, ma speriamo lontanissima, calamità ci colga impreparati, non ci conviene!




lunedì 25 novembre 2013

E' stata necessaria un'altra tragedia per capire l'importanza della prevenzione...eppure, noi ne avevamo parlato soltanto pochi giorni fa...


E’ sempre necessaria una tragedia perché si torni a parlare delle problematiche legate al territorio … questa volta è toccata alla Sardegna e ai suoi 16 morti risvegliare le coscienze … fango, lacrime, morte, questo è quello che appare ai nostri occhi … e basta un niente, un attimo perché il nostro pensiero vada a tragedie simili accadute in zone a noi vicine, a Sarno, ad Atrani …
Oggi, poi, ricorre anche il 33° anniversario del terremoto dell’Irpinia che tanto male ha fatto alla nostra terra, e nei negozi, al supermercato, dal parrucchiere, la gente continua a narrare di ricordi e di persone, di dolore e distruzione …

Cosa è cambiato da allora, cosa è cambiato, dopo quei disastri, nei nostri territori? Davvero poco.
Si continua a costruire dappertutto, facendosi beffe della nostra terra, deturpandola in tutti modi, costruendo nei valloni alluvionali, sugli alvei dei fiumi, sotto le dighe, nel più totale dispregio della natura.
La natura, dunque, è madre e matrigna, come scriveva Leopardi, la natura dà, la natura toglie, è vero, tuttavia l’eccezionalità dell’evento alluvionale o sismico non può essere la sola ed unica spiegazione.

Secondo voi è normale che già un anno fa, i Comuni dovevano approvare il Piano di Emergenza Comunale per poi trasmetterne copia alla Regione, alla Prefettura e alla Provincia ed invece, ad oggi, solo i 136 Comuni del Molise e i 74 Comuni della Valle d'Aosta si sono messi in regola mentre nelle altre regioni solo il 75% ha comunicato quali sono i Comuni che si sono adeguati?
Secondo voi è normale che per la Campania si sa soltanto ( e la fonte è il sito istituzionale della Protezione Civile Nazionale) che sono 214 i Comuni che hanno realizzato il piano di emergenza sui 551 totali, senza poter sapere quali sono questi Comuni?
Secondo voi è normale che in regioni come la Calabria e la Sicilia, tristemente note per le alluvioni di Soverato, di Messina e Giampilieri, solo il 54% e il 49% dei Comuni ha il Piano Comunale di Emergenza?
Sicuramente non lo è.
Ma non lo è anche dovere assistere all’ incapacità totale dei Governi che si sono succeduti negli ultimi anni, fino a quello in corso, di scegliere ed agire per il bene del nostro territorio!

Un esempio su tutti: era il 4 settembre quando il MoVimento 5 Stelle presentava una mozione, con primo firmatario il portavoce al Senato Andrea Cioffi (potete leggerla qua: http://goo.gl/G3Rijm), per intervenire seriamente sulla normativa vigente in tema di rischio idrogeologico soprattutto in un'ottica di prevenzione, attraverso misure concrete per dare priorità ad interventi di tutela del territorio invece che a nuove ed inutili infrastrutture.
Il Governo recepì le indicazioni del MoVimento e diede parere favorevole alla mozione, seppur con delle modifiche. Poi l'assurdo: solo 67 voti a favore! La stragrande maggioranza di parlamentari di Pd, Pdl e Scelta Civica, pur di non votare la mozione a 5 stelle, era andata contro il parere del loro governo.
Ci chiediamo allora: ma chi ci governa cosa ha più a cuore, le sorti e soprattutto la VITA dell’Italia e dei suoi cittadini o il proprio interesse personale?
La verità è che siamo governati da veri e propri dilettanti allo sbaraglio, troppo occupati a pensare alle beghe di palazzo, a leggere i sondaggi e ad acquisire consensi per il prossimo congresso di partito, piuttosto che proporre soluzioni per la sempre più drammatica situazione di dissesto naturale dei nostri territori.
La verità è che il dissesto idrogeologico e sismico dei nostri territori è la metafora dell’Italia, un paese allo sbando totale, in crisi completa dal punto di vista economico, politico, culturale e sociale, continuamente e sempre di più affossato da chi, invece, avrebbe il DOVERE di salvarlo!!!

Per questo motivo noi cittadini del Meetup Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio abbiamo deciso di essere attivi sul territorio, per riconquistare la nostra sovranità, sancita dall’art. 1 della Costituzione e da troppo tempo calpestata.
Per questo motivo noi cittadini facciamo di tutto per intervenire fortemente presso le Istituzioni e gli Enti Locali perché si amministri bene e nel pieno rispetto della natura e della legge. 

Per questo motivo abbiamo richiesto al Sindaco di San Giorgio del Sannio, a tutela del diritto dei cittadini all’informazioni sui piani di governo del territorio e ai sensi dell’ art. 39 del DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33, di pubblicare sul sito istituzionale del Comune, il Piano Comunale di Emergenza e di realizzare una corretta informazione ai cittadini anche attraverso la stampa locale, cartacea ed on line.

Loro non si arrenderanno, noi neppure!

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