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lunedì 27 febbraio 2017

Il COC-codè farneticante della consigliera M5S di San Giorgio del Sannio

Nei suoi comunicati del weekend, la consigliera del M5S al Comune di San Giorgio del Sannio offre sempre importanti spunti di riflessione, questa volte, in particolare, su cosa non fare quando si viene eletti portavoce dei cittadini.
Dopo l’autoattribuzione della risoluzione delle interruzioni del servizio idrico, siamo passati alla richiesta di revoca di una delibera da parte del Comune senza che tale richiesta di revoca sia supportata da opportune argomentazioni normative e seguita, soprattutto, da soluzioni alternative praticabili.

Ci spieghiamo meglio.
Il Comune di San Giorgio, nel predisporre il Piano di Protezione Civile Comunale, ha individuato in un primo momento la sede del Centro Operativo Comunale e del Centro Operativo Misto presso l’attuale Casa Comunale, salvo poi spostarla presso l’ex Municipio al centro del paese.
Tale variazione è stata motivata dal Vicesindaco e Assessore alla Protezione Civile Giuseppe Ricci con la mancanza per l’attuale casa Comunale del necessario adeguamento sismico, stante il passaggio di categoria di pericolosità sismica del Comune di San Giorgio da 2 a 1, mentre l’ex Municipio è già oggetto di finanziamento per gli opportuni lavori in tal senso.
Orbene, la Consigliera pentastellata, dopo aver espresso in Consiglio Comunale il proprio parere negativo alla variazione a causa dei possibili limiti di spazio esterno dell’ex Municipio, ha evidenziato anche che una struttura non immediatamente operativa non garantisce un’adeguata risposta all’emergenza e che è prioritario pensare prima a come fronteggiare al meglio eventuali situazioni di emergenza piuttosto che ai finanziamenti per l’adeguamento sismico.

Fin qui la posizione pentastellata è anche condivisibile, tuttavia sono le ultime esternazioni che ci lasciano, francamente senza parole.
Leggiamo, infatti, sulla stampa locale della richiesta da parte della consigliera di revoca della delibera nr 178 del 26 ottobre 2016 al fine di riportare la sede del COC nella casa comunale di Piazza Municipio.
Ma come, la consigliera che tanto si è vantata in Consiglio Comunale della sua notevole esperienza di volontaria di Protezione Civile, vuole spostare la sede del COC in una struttura vulnerabile sismicamente e toglierla da una sede che sarà a breve adeguata ai nuovi parametri di pericolosità sismica del territorio?
E su che basi di grazia?

Forse dimentica che nelle Indicazioni operative inerenti “La determinazione dei criteri generali per l’individuazione dei Centri operativi di Coordinamento e delle Aree di Emergenza”, peraltro da lei più volte citate in Consiglio Comunale, vi è uno specifico riferimento al fatto che “qualora nell’ambito amministrativo del Comune individuato ad ospitare la sede del centro di coordinamento non siano presenti edifici che rispondano a tutte le citate caratteristiche….. si possono realizzare sull’edificio individuato i necessari interventi di miglioramento/adeguamento sismico ovvero di risoluzione delle criticità che ne impediscono l’individuazione...”???
Lo ha dimenticato o ha omesso strumentalmente di citare questa eventualità, forse per provare a dare maggiore enfasi alla sua richiesta???

L’unica sacrosanta verità sulla quale tutti, maggioranza ed opposizione, avrebbero dovuto concentrare la propria attenzione è una sola: ad oggi, stante la mancanza di indicazioni normative sulla fase transitoria tra la redazione del Piano di Protezione Civile e la reale conclusione dei lavori di adeguamento sismico delle sede individuata, San Giorgio non ha alcun edificio pubblico idoneo DA SUBITO ad ospitare il Centro Operativo Comunale di Emergenza.
Questo è ad oggi lo stato dei fatti e sia il Vicesindaco Ricci sia la consigliera pentastellata hanno finora fornito alla cittadinanza un’informazione parziale ed omissiva. 

Per quanto ci riguarda, non condividiamo l’approccio , secondo noi del tutto superficiale della maggioranza ad una possibile situazione emergenziale, che potrebbe verificarsi in qualsiasi momento e troverebbe senza ombra di dubbio il paese impreparato, né la richiesta della consigliera pentastellata di spostare il COC alla nuova casa Comunale dal momento che nemmeno quella dà le opportune garanzie antisismiche.
Come risolvere il problema, dunque?
Le Indicazioni operative del Dipartimento di Protezione Civile, intanto, suggeriscono la possibilità di individuare una sede compatibile in un Comune limitrofo e nulla vieterebbe al Comune di San Giorgio del Sannio di sondare il terreno presso i Comuni di San Martino Sannita o Calvi, ad es., al fine di firmare un protocollo d’intesa per l’utilizzo temporaneo di un’eventuale struttura ricadente in quei territori idonea alla bisogna.
Oppure potrebbe essere utile dotare il Comune di San Giorgio di un paio di strutture mobili (containers o prefabbricati ad esempio, che in molte zone d’Italia, anche nella vicina Irpinia, sono a disposizione di Comuni che hanno subito un terremoto e che potrebbero essere richieste in comodato d’uso) da allestire nel caso in cui un’emergenza si verificasse a lavori non ultimati nella struttura scelta per ospitare il COC.
Certo, queste possono sembrare ipotesi terra terra ma vista la necessità di rispondere ad un’esigenza di sicurezza potrebbero essere una strada praticabile.

Possibile che maggioranza ed opposizione perdano tempo sui social o sulla stampa a beccarsi come galline in un pollaio piuttosto che lavorare su soluzioni condivise per problemi pratici ed attuali della comunità sangiorgese?









martedì 8 novembre 2016

L'operazione FIATO SUL COLLO agli Amministratori Comunali è validissima e porta i suoi frutti!

Oggi abbiamo avuto la riprova che l'operazione FIATO SUL COLLO agli Amministratori Comunali è validissima e porta i suoi frutti!

Nell'ambito del nostro monitoraggio sui temi caldi della vita amministrativa sangiorgese, infatti, questa mattina ho avuto, come cittadina attiva del Meetup amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio, un incontro con la Segretaria Comunale, Dott. ssa Columbro e con i i Responsabili dell'Ufficio Tecnico Comunale, ing. Fusco e Arch. Fonzo. 
Si è trattato di un incontro del tutto tecnico che ha visto al centro dell'attenzione la documentazione completa sulla sicurezza scolastica in possesso del Comune.
A questa documentazione, relativa all'idoneità statica, alle verifiche antincendio, alle verifiche elettriche, delle caldaie e quant'altro, tuttavia, mancavano i certificati relativi alle verifiche sismiche, che risultano non essere state ancora effettuate.

Ebbene, ho verificato che, in virtù della DELIBERA NR 177 DEL 19/10/2016, è stata disposta la verifica dell'adeguatezza sismica di tutti gli edifici pubblici rilevanti ai fini del Piano di Protezione Civile sia di quelli che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso, scuole comprese ovviamente, come previsto dalla ormai nota Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri nr 3274/2003, verifica che è propedeutica all'ottenimento dei finanziamenti previsti dalla Delibera di Giunta Regionale nr 482 del 31/08/2016 per la mitigazione del rischio sismico degli edifici comunali.

Tale reperimento di risorse è importantissimo perché permetterà al Comune di San Giorgio di mettersi finalmente in regola con quanto disposto sin dal 2003 in tema di verifiche ed adeguamento sismico degli edifici pubblici, in particolare di quelli scolastici.
Rispetto a queste verifiche propedeutiche, ovviamente abbiamo manifestato il nostro intento di controllo e monitoraggio, chiedendo anche ai responsabili dell'UTC di informare la popolazione sugli esiti delle ispezioni tecniche.

Un continuo coinvolgimento della popolazione era stato richiesto anche in riferimento alla diffusione non solo sul sito Istituzionale dell'ente del Piano di Protezione Civile Comunale.
Ebbene abbiamo avuto conferma che ci saranno a breve incontri informativi con la cittadinanza, che sono state ordinate e saranno distribuite brochure illustrative del Piano di Protezione Civile ed in più saranno sistemate nei luoghi previsti paline e cartelli indicanti i luoghi di attesa e di ricovero in caso di calamità, così come avevamo a più riprese richiesto.

L'incontro si è concluso con un accenno all'intricata vicenda del bando di gara per l'affidamento del servizio mensa che, sembrerebbe, ma il condizionale è d'obbligo, in dirittura d'arrivo e all'istituzione della Commissione Mensa che anche la Segretaria, come già precedentemente il Sindaco, si è impegnata ad inserire nella nuova carta dei servizi refezione scolastica.

Certo avremmo voluto, come già in precedenza, condividere temi, documenti e dichiarazioni dei responsabili tecnici comunali con la consigliera di minoranza del M5S, in pieno spirito pentastellato, ma ancora una volta non siamo riusciti a trovare in rete uno spazio web ufficiale in cui il M5S locale abbia registrato ed archiviato l'azione istituzionale della consigliera eletta nonché i documenti su Alto Calore, gli studi sul caso mensa, i report delle commissioni consiliari, i video dei Consigli Comunali, le mozioni ed interrogazioni discusse e, andando a ritroso, anche le video presentazioni della consigliera e dei candidati, i loro curriculum, le rendicontazioni relative alle spese per la campagna elettorale, e tutto quanto possa essere utile al cittadino per farsi un'idea del lavoro che il M5S di San Giorgio del Sannio sta facendo.

Probabilmente ci siamo persi nei meandri del web, ma confidiamo nel fatto che sicuramente un sito, un blog, uno spazio all'interno di una piattaforma dedicato al M5S di San Giorgio del Sannio esiste e che lo troveremo a breve.

Intanto la DELIBERA NR 177 DEL 19/10/2016 è disponibile sul sito del Comune  e sul nostro spazio Meetup 

mercoledì 31 agosto 2016

Imparare dai disastri per imparare il valore della prevenzione

Gentile Sindaco,
nei giorni scorsi, il Sindaco di Amatrice, in una delle interviste rilasciate nel post sisma, ha dichiarato che gli italiani sentono forte il senso di comunità in 3 momenti: durante i Mondiali di calcio, durante le Olimpiadi e quando si verificano delle calamità naturali.
E in realtà questo è proprio vero non solo per il macrocosmo Italia ma per ogni paese, anche il più piccolo, sul territorio nazionale.
Anche la nostra San Giorgio si è sentita fortemente una comunità nel raccogliere beni di prima necessità e medicine per i paesi terremotati ma tanti sono i momenti in cui, invece, forte si è sentito lo stridio del contrasto, quasi della lotta tra le parti, quelli che amano i cani e quelli che sostengono che i cani sporcano, quelli che sono favorevoli alla musica nei locali e quelli che dalla musica sono disturbati, quelli che seguono Miss Italia e quelli che la considerano uno spettacolo retrò …
Lungi da me prendere le parti degli uni o degli altri, tuttavia mi chiedo: dov'è finito quel sistema di relazioni che fa sentire i cittadini parte di quella famiglia allargata che è il paese???
Abbiamo veramente dimenticato quella tolleranza gli uni verso gli altri che faceva far sempre pace a Peppone e Don Camillo per il bene del loro paese?
Secondo me no, dobbiamo solo riscoprirla e riappropriarcene pienamente. 
Cosa fare dunque?
Sicuramente dobbiamo riappropriarci della CONSAPEVOLEZZA della nostra storia, del nostro territorio, del nostro vissuto e di questa consapevolezza farne un tesoro prezioso da condividere con gli altri per rinsaldare quei legami sociali che nel tempo si sono affievoliti.
Per questo è importantissimo dare vita a momenti di riscoperta, di conoscenza, di approfondimento e di condivisione del nostro vissuto geografico, storico, civico e sociale, momenti in cui la comunità, unita da questi valori, si senti più forte e più consapevole della sua forza.
Pur nella tragicità che lo caratterizza, il sisma di Amatrice e dintorni può esserci di grande insegnamento, perché ci fornisce numerosi spunti di riflessione su come una comunità può crescere nella consapevolezza del proprio territorio e del rischio sismico che lo caratterizza, creando occasioni di prevenzione utili per tutti.
Mi spiego meglio: quanti cittadini sangiorgesi sanno che il nostro territorio comunale è passato dall'essere Zona 2, Zona con pericolosità sismica media, dove possono verificarsi terremoti abbastanza forti, a Zona 1 Zona con pericolosità sismica alta, dove possono verificarsi forti terremoti?
Quanti sanno dell'esistenza di nuovo Piano di Protezione civile? Quanti di quelli che ne sono a conoscenza lo hanno letto e hanno visto che esiste un preciso modello di intervento nel caso di sisma con specifiche aree destinate al raduno della popolazione?
Sicuramente non tanti, anzi senz'altro troppo pochi per poter dire che la comunità sangiorgese è preparata ad affrontare un eventuale terremoto.
Dunque, è necessario, senza farci prendere da allarmismi, che cresca nei singoli ma soprattutto nella comunità tutta la CONSAPEVOLEZZA della nostra realtà territoriale e della necessità di organizzare nei dettagli un sistema di prevenzione che permetta ai cittadini di essere pronti e reattivi in caso di sisma e in attesa dei soccorsi.
Essere cittadini informati e consapevoli è sicuramente uno dei mezzi per salvare vite umane durante e dopo un sisma, e il METODO GIAPPONE, copiato in America, nei paesi scandinavi e ovunque si consideri un atto amministrativo fondamentale la prevenzione dal rischio sismico, ne è la prova .
In Giappone, infatti, l'educazione ad affrontare i disastri naturali è diffusa, capillare e ripetuta fin dalle scuole elementari, con momenti culminanti come le esercitazioni di protezione civile di massa che si tengono ogni primo settembre.
E nei nostri Comuni? 
Eppure si tratta di cose molto semplici, a costo praticamente zero, si tratta di punti focali da tener sempre presenti in caso di calamità e di azioni ad essi collegati che consentono alla popolazione una reazione adeguata: una campagna di informazione cartacea e on line estremamente capillare e a tutti i livelli; una pianificazione dettagliatissima delle evacuazioni post sisma con cartellonistica stradale ad hoc che aiuti la cittadinanza ad individuare i percorsi di emergenza; obbligatorietà del Kit di sopravvivenza in uffici, scuole, case e luoghi di aggregazione; esercitazioni cicliche anti sisma; il tutto affiancato da una capillare educazione sulle calamità naturali nelle scuole a partire dai bambini più piccoli.
Diventare cittadini informati e consapevoli è un valore civico non solo individuale ma anche di comunità: anche la comunità paese deve essere informata e consapevole e ogni situazione, anche quella più grave che ha coinvolto il Lazio e l'Umbria, ci dà l'occasione di accrescere la consapevolezza della nostra realtà territoriale e di come possiamo e dobbiamo agire a sua e nostra salvaguardia. 
Il mio appello, pertanto, è rivolto sia ai cittadini sia all'amministrazione comunale affinché, sulla base anche degli strumenti che il Comune stesso si è dato, si chiami a raccolta la comunità sangiorgese sui temi della prevenzione del rischio sismico, dell'organizzazione e gestione del post sisma e sull'importanza del volontariato di Protezione Civile Comunale.

Elvira Santaniello

giovedì 21 agosto 2014

Altro che Protezione civile come scorta alle processioni! Istituiamo l'albo dei Volontari Civici!!!

Qualche mese fa, gli attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio, su segnalazione di numerosi cittadini, hanno inviato al Sindaco, all’Assessore al ramo e al Prefetto di Benevento, un’istanza relativa all’utilizzo dei volontari di Protezione Civile come scorta alle processioni e/o come servizio d’ordine alle manifestazioni religiose, sportive e culturali organizzate dal Comune. 

E’ evidente a tutti che i compiti delle Associazioni di Protezione Civile non sono, come ha invece sostenuto sulla stampa locale l’Assessore Colucciello, di carattere “sociale” bensì, secondo le direttive del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, sono legati ad attività "volte alla previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ogni altra attività necessaria ed indifferibile diretta a superare l'emergenza connessa agli eventi, tuttavia, nel ridente paese di San Giorgio tutto sembra essere concesso purché porti acqua al proprio mulino!
Nel suddetto articolo, infatti, l’Assessore chiede ai suoi concittadini “cosa c’è di male nel fatto che un gruppo di volenterosi ragazzi aiuta la Polizia Municipale a tutelarci in determinate occasioni?” e continua sostenendo che chi critica la buona volontà dei cittadini di rendersi utili e di dare una mano per il proprio paese fa sciacallaggio.
A ciò si deve aggiungere che è lo stesso Sindaco Ricci a sostenere, in una nota inviata alla Prefettura, che i “volontari di Protezione Civile si attivano solo per sussidio alle attività organizzative per le festività locali” e che i contributi loro concessi costituiscono la compartecipazione del Comune “alle spese che il gruppo di volontari va a sostenere per assicurare una partecipazione attiva e dinamica alle iniziative sociali, culturali, sportive, turistiche che il Comune ha organizzato e continua a organizzare …”, peccato che le suddette attività non rientrano nell’ambito della azioni istituzionalmente definite per i volontari di Protezione Civile.

Dunque, la cosa pare proprio non essere così semplice come si vuole che sembri! 

A sbrogliare la matassa è intervenuto il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile che, interpellato dagli attivisti, attraverso una nota ha fatto sapere che “l’impiego dei volontari di protezione civile è consentito limitatamente ai compiti che sono loro propri e nel quadro delle pianificazioni di emergenza a livello locale, regionale e nazionale. … Il volontariato di protezione civile, a livello locale, può intervenire in ausilio delle altre strutture operative del Servizio Nazionale della Protezione Civile (quali sono, ad esempio, le Forze di Polizia), UNICAMENTE per lo svolgimento di funzioni di supporto inquadrabili nel concetto di ‘assistenza alla popolazione’ come avviene, ad esempio, a cura delle maestranze in caso di percorrenza alternata di tratti di viabilità interessati da cantieri. …”
Cosa c’entrano, dunque, in tutto questo le festività locali e la partecipazione attiva e dinamica alle iniziative sociali, culturali, sportive, turistiche che il Comune ha organizzato e continua a organizzare???

E’ evidente che il Comune e la Polizia Municipale hanno bisogno della collaborazione dei cittadini nella gestione delle manifestazioni e degli eventi, ma è altrettanto evidente che questa collaborazione non può venire dai volontari di protezione civile il cui impegno è tutt’altro.
Ed è proprio nell’ottica di comporre queste evidenze che gli attivisti del MeetUp locale hanno sollevato la questione dei volontari non certo per sciacallaggio o per puro scopo di propaganda, cose che sono del tutto estranee al concetto di cittadinanza attiva che il M5S esprime e realizza quotidianamente!
Il M5S è fatto sì di critica ma costruttiva, una critica cui segue una proposta e una possibilità di soluzione.
In questa ottica, gli attivisti sangiorgesi hanno formulato ufficialmente al Comune di San Giorgio la proposta di istituire un Albo dei Volontari Civici e di predisporre un Regolamento del Servizio di Volontariato Civico Comunale, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione ai temi della solidarietà civile e promuovere forme di cittadinanza attiva e partecipazione democratica.
In tal modo, potrebbero essere realizzati importanti servizi alla comunità quali la sorveglianza in ambito scolastico, la tutela e la vigilanza ambientale, la vigilanza delle strutture comunali, il supporto alle manifestazioni e agli eventi, l’informazione e l’orientamento culturale, senza gravare sulle casse comunali e responsabilizzando i cittadini sul valore del volontariato civico. 

Tale proposta, inoltre, potrebbe assumere, se il Comune volesse accoglierla, anche un’ulteriore connotazione sociale, al fine di dare una risposta concreta ai bisogni dei cittadini più indigenti, ai pensionati e non autosufficienti.
Si potrebbe, ad esempio, trasformare il Volontariato Civico in Volontariato Socialmente Utile e ipotizzare di distribuire ai volontari, in maniera forfettaria per l’impegno profuso nella promozione, prevenzione e sostegno alle forme di disagio e di emarginazione sociale, oppure nella tutela e miglioramento dell’ambiente, o ancora nella tutela e valorizzazione della cultura, del patrimonio storico ed artistico, delle attività ricreative e sportive, dei voucher, ovvero dei buoni lavoro, così come previsto dall'Istituto per la Previdenza Sociale, comprensivi di contribuzione a favore della gestione separata INPS e di quella in favore dell'INAIL per l'assicurazione anti-infortuni.
Questo, secondo gli attivisti del MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio, è un modo serio e a costo quasi zero per combinare le esigenze di collaborazione da parte del Comune, il volontariato civico e le attività socialmente utili!!!
Non c’è bisogno di scomodare la Protezione Civile e di fare propaganda politica attraverso un simbolo e una divisa! 
Spiace che l’Assessore Colucciello abbia voluto affrontare questo tema solo attraverso la stampa locale e mai, purtroppo, attraverso una risposta ufficiale a chi inoltrava l’istanza, e spiace che negli articoli di giornale si parli degli attivisti come persone in cerca di pubblicità o che “si fanno i film”. 

Il MeetUp cittadino è impegnato esclusivamente a promuovere la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica nell’esclusivo interesse della comunità paese e tante in 3 anni sono state le proposte fatte (ad onor del vero, alcune sono state anche accolte), ma ancora i “grillini” come solitamente sono definiti gli attivisti, sono percepiti come entità aliene, lontane nel tempo e nello spazio, cui non prestare credito anche se le proposte che fanno sono utili per il paese, di facile realizzazione e a costo zero o, comunque, minimo per le casse comunali!
La cosa importante, comunque, è il sostegno della gente e di quello non ci si può proprio lamentare, visto il sostegno sempre crescente dei sangiorgesi nei confronti del MoVimento 5 Stelle!!!
E questo non è un film, piuttosto, è, con le parole di una vecchia canzone, la pura, sacrosanta verità!










mercoledì 25 giugno 2014

I Volontari della Protezione Civile non sono ausiliari del traffico!!!

Questa nota nasce da due segnalazioni dei cittadini sangiorgesi relative alla Protezione Civile di San Giorgio.
La prima segnalazione è relativa alla delibera G. C. nr 76 del 24 aprile 2014, in cui si dispone un contributo di euro 1000,00 alla locale Associazione di Protezione Civile con la seguente motivazione: “Considerato che tale nucleo svolge una preziosa e cospicua azione per la sicurezza e la vivibilità della cittadina sangiorgese … e Tenuto presente che l’Associazione è impegnata nelle svariate iniziative che si tengono nella nostra comunità (dalle manifestazioni civili a quelle religiose, dalle iniziative socio-culturale a quelle sportive e di svago), fungendo da supporto al Corpo di Polizia Municipale  e collaborando attivamente con l’Amministrazione Comunale, tramite l’Assessorato competente”.

La seconda segnalazione, invece, è relativa proprio all’utilizzo improprio se non addirittura illegittimo dei volontari della Protezione Civile come supporto alla Polizia Municipale durante le feste religiose e civili e durante le manifestazioni che si svolgono a San Giorgio. (non ultima, in ordine di tempo, è stata la processione del Corpus Domini svoltasi il 22 giugno scorso, alla quale si riferiscono le foto pubblicate)
 
E cosa c’è di male direte voi? E’ giusto dare un contributo a chi dà una mano alla viabilità durante le processioni, le gare podistiche e le feste varie.
Certo, in prima battuta sembrerebbe giusto, ma ci sono diverse cose interessanti da sottolineare e su cui riflettere.

La prima: il Dipartimento di Protezione civile ha più volte affermato con diverse circolari (DPC/DIP/0007218 del 7 febbraio 2006; DPC/DIP/0008137 del 7 febbraio 2007; DPC/VRE/0016525 del 11 marzo 2008) il principio che l’azione del volontariato di protezione civile debba trovare il suo presupposto e la sua ragion d’essere, ma anche il suo limite, nelle finalità chiaramente espresse dalla legge e cioè nello svolgimento di attività “volte alla previsione e prevenzione delle varie  ipotesi  di  rischio,  al  soccorso  delle popolazioni  sinistrate  ed  ogni  altra  attività  necessaria   ed
indifferibile diretta a superare l'emergenza connessa ad eventi  naturali, catastrofi,o cmq eventi non fronteggiabili in maniera ordinaria.”(art. 3 comma 1 Legge 225/92 – art. 2 commi 1, 2, 3 Legge 225/92).
Inoltre, in una circolare del Dipartimento della Protezione Civile datata marzo 2009 a firma Guido Bertolaso (DPC/CG/0018461 del 10/03/2009), relativa alle organizzazioni di volontariato nelle attività di protezione civile, si precisa che le suindicate finalità costituiscono il già ampio orizzonte operativo nel quale può svilupparsi l’attività delle organizzazioni di volontariato di protezione civile nonché il limite oltre il quale non è consentito spingersi a meno di contraddire l’essenza del volontariato di protezione civile. E si sottolinea altresì che la materia di protezione civile è chiaramente distinta e non sovrapponibile rispetto a quella dell'ordine pubblico e sicurezza (art. 117 Costituzione Italiana commi 2 e 3)"
Ne consegue che l’espletamento di attività quali regolazione del traffico a seguito di incidenti stradali, scorta a cortei o processioni, servizi d’ordine durante manifestazioni sportive o culturali non sono da considerare tra le ipotesi di collaborazione che il volontariato è chiamato ad assicurare nei servizi di Protezione Civile, salvo i casi in cui queste attività rientrino in una più generale gestione di emergenze.


 Inoltre, il Dipartimento della Protezione Civile nazionale ha prescritto che lo svolgimento di attività diverse da quelle così previste per legge comporta la radiazione dell'iscrizione dai registri o albi di Protezione Civile (come previsto dalla già citata circolare DPC/CG/0018461 del 10/03/09) e, ancora peggio, in taluni casi la denuncia per violazione degli art. 316-bis c.p. (usurpazione e danno erariale) e/o art. 498 c.p.(Usurpazione di titolo) [come evidenziato dalle circolari prot. DPC/CG/008137 del 09/02/2007 e prot. DPC/CG/0016525 del 11/03/2008]. 

Sempre la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione civile -  con nota n° 5300 del 13/11/12 ha emanato una Direttiva concernente  “Indirizzi operativi volti ad assicurare l’unitaria partecipazione delle organizzazioni di volontariato all’attività di protezione civile” nel cui paragrafo 2.3.1, si tratta di EVENTI A RILEVANTE IMPATTO LOCALE dove si chiarisce che:
“ .. omissis … la realizzazione di eventi che seppure circoscritti al territorio di un solo comune, o di sue parti, possono comportare grave rischio per la pubblica e privata incolumità in ragione dell’eccezionale afflusso di persone ovvero della scarsità o insufficienza delle vie di fuga possono richiedere l’attivazione, a livello comunale, del piano di protezione civile, con l’attivazione di tutte o parte delle funzioni di supporto in esso previste e l’istituzione temporanea del Centro Operativo Comunale (C.O.C.). In tali circostanze è consentito l’impiego delle organizzazioni di volontariato di protezione civile, che potranno essere chiamate a svolgere i compiti ad esse affidati nella summenzionata pianificazione comunale, ovvero altre attività specifiche a supporto dell’ordinaria gestione del’evento, su richiesta dell’Amministrazione Comunale … omissis … L’attivazione del piano comunale di protezione civile e l’istituzione del C.O.C. costituiscono  il  presupposto  essenziale  in  basa  al  quale  l’Amministrazione  Comunale  può  disporre l’attivazione delle organizzazioni iscritte nell’elenco territoriale ed afferenti al proprio comune nonché,ove  necessario,  avanzare  richiesta  nell’ambito  regionale  per  l’autorizzazione  di  altre  organizzazioni provenienti dall’ambito regionale … omissis …”
Quindi, in caso di eventi locali, sarà possibile l’intervento dei volontari di Protezione Civile solo se si ipotizzi un “eccezionale afflusso di persone” e se si profili una “scarsità o insufficienza delle vie di fuga” e a patto che sia attivato il piano di comunale di protezione civile e sia istituito, anche temporaneamente, il C.O.C.(Centro Operativo Comunale).

Appare evidente, quindi, che i volontari di Protezione Civile. non possono essere chiamati a supporto - con qualsiasi funzione si voglia - se non ricorrono le condizioni sopra riportate, pena rischiare di trovarsi fuori dell’area di tutela dovuta ai volontari dovesse accadere qualcosa di spiacevole in cui restano coinvolti.
Quindi, per esemplificare, niente scorte viabilistiche ai funerali, alla processione del santo Patrono, alla feste dello Sport, alla Notte Bianca, e quant’altro.
Appare evidente, inoltre, che la non rara evenienza in cui un amministratore locale provveda, con atto proprio, ad assegnare compiti di viabilità ai volontari di P.C. si configura come provvedimento privo di qualsiasi fondamento giuridico, non rinvenendosi, nelle norme vigenti, alcuna possibilità di assegnare ai volontari di P.C. questi compiti.

Ma allora, se queste attività non si possono svolgere nell’esercizio dell’opera di volontariato di protezione civile, come mai tali attività vengono svolte dai volontari sangiorgesi e soprattutto come mai, nonostante una gran parte delle attività svolte siano contra legem, all’associazione di Volontariato di Protezione Civile di San Giorgio vengono erogati contributi che vanno a incidere sul bilancio comunale?

E qui entra in campo un’ulteriore importante considerazione: può considerarsi ammissibile, in materia di conflitto di interessi, il fatto che esista una relazione istituzionale caratterizzata dalla erogazione di contributi economici tra l’Assessore Giovanni Colucciello, delegato alla Protezione Civile, e suo fratello Marco, Presidente dell’Associazione di volontariato di Protezione Civile che riceve i contributi dal Comune?

Siamo, come spesso accade a San Giorgio del Sannio, di fronte ad una situazione a dir poco imbarazzante, che si regge sul mancato rispetto della legge da un lato e sull’inopportunità politica, se non addirittura su un potenziale conflitto di interessi familiare dall’altro.
Per quanto tempo ancora i cittadini di San Giorgio dovranno ancora subire questa malamministrazione e mala gestione del ruolo istituzionale ricoperto e delle casse comunali?

Il MeetUp Amici di Beppe Grillo di San Giorgio del Sannio, in collaborazione con tanti cittadini che si stanno risvegliando dal pluriennale torpore sangiorgese, continuano e continueranno a tenere il fiato sul collo delle istituzioni anche sulle piccole cose perché è dal combattere le piccole illegalità che si inizia il cammino del cambiamento individuale e di comunità.
Per questo motivo, gli attivisti hanno inviato un’opportuna segnalazione, oltre che al Sindaco e al Capo della Polizia Municipale, anche al Prefetto di Benevento e al Dipartimento di Protezione Civile Regionale e Nazionale.






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